Nordio gela Cospito: "È sempre pericoloso e parla agli anarchici. Deve restare al 41 bis"
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA -Sei pagine. "In punto di diritto e con valutazioni connesse". Scritte di pugno dal medesimo Carlo Nordio. "Meditate negli ultimi tre giorni". Il ministro della Giustizia la considera "una valutazione seria". Ed è con questa "valutazione seria" che ha deciso di negare ad Alfredo Cospito e al suo avvocato Flavio Rossi Albertini la revoca del 41 bis che il legale gli aveva chiesto 27 giorni fa. Una sua mancata risposta entro domenica sarebbe equivalsa comunque a un diniego. Nordio avrebbe potuto aspettare l'ennesimo verdetto della Cassazione in programma per il 24 febbraio, sempre su ricorso dell'avvocato. "Ma lasciar passare il tempo sarebbe stato un atto di viltà" chiosa Nordio in una conversazione informale.
Dunque lui si assume la responsabilità, da ministro Guardasigilli e da ex pubblico ministero, di aver preso, nel merito, una decisione divisiva, che spaccherà il Parlamento. Plaudono Berlu…
ROMA -Sei pagine. "In punto di diritto e con valutazioni connesse". Scritte di pugno dal medesimo Carlo Nordio. "Meditate negli ultimi tre giorni". Il ministro della Giustizia la considera "una valutazione seria". Ed è con questa "valutazione seria" che ha deciso di negare ad Alfredo Cospito e al suo avvocato Flavio Rossi Albertini la revoca del 41 bis che il legale gli aveva chiesto 27 giorni fa. Una sua mancata risposta entro domenica sarebbe equivalsa comunque a un diniego. Nordio avrebbe potuto aspettare l'ennesimo verdetto della Cassazione in programma per il 24 febbraio, sempre su ricorso dell'avvocato. "Ma lasciar passare il tempo sarebbe stato un atto di viltà" chiosa Nordio in una conversazione informale.
Dunque lui si assume la responsabilità, da ministro Guardasigilli e da ex pubblico ministero, di aver preso, nel merito, una decisione divisiva, che spaccherà il Parlamento. Plaudono Berlusconi, Calenda e Calderoli, ma a sinistra c'è il gelo. Una decisione - e già lo prevede la nostra intelligence - che potrebbe provocare le reazioni anarchiche. Proprio a partire da via Arenula, dove giusto oggi è previsto un sit-in. E per le avvisaglie che ci sono un po' ovunque.
Una decisione frutto di un input (un ordine?) di Giorgia Meloni per confermare in maniera plateale la linea della fermezza contro gli anarchici o qualsivoglia terroristi o mafiosi? Secondo Nordio non è andata così. Si è trattato di un'assunzione di responsabilità tecnica. E poi sì, tacere sarebbe stato "un atto vile". Adesso che la decisione è sul tavolo, e Cospito ha già perso 50 chili, e l'avvocato Rossi è furibondo, vediamola nel merito. Innanzitutto, a chi sono arrivate le sei pagine? A Rossi Albertini. Che ha già preparato le fotocopie e oggi le volantinerà alla Camera dei deputati quando, alle 14, terrà una conferenza stampa dal titolo "Menzogne e verità su Alfredo Cospito". Con lui Luigi Manconi che per primo, su Repubblica, ha lanciato il caso.
Del merito delle sei pagine Rossi Albertini non vuol dir nulla. "Domani vedrete" promette. Certo è che presenterà un nuovo ricorso. Né un fiato arriva da Torino dove il procuratore generale Francesco Saluzzo le ha ricevute, ma ironizza su atti "a diffusione limitata" (quelli che invece il sottosegretario Delmastro ha diffuso urbi et orbi). Non le ha viste il procuratore nazionale Antimafia Gianni Melillo, che nel suo parere aveva "aperto" eventualmente al passaggio di Cospito al regime di Alta sorveglianza, rigido certo, ma meno del 41bis.
Proprio i magistrati che si sono occupati di Cospito sono i protagonisti, e quindi i corresponsabili, del parere di Nordio, tant'è che il ministro li cita espressamente e li definisce "convergenti". Sono "concordi" nel chiedere tuttora il 41bis. Si basano su documenti dai quali si evince che "Cospito è ancora pericoloso" e persegue l'obiettivo di comunicare dall'interno del carcere con la galassia anarchica. Un pericolo che rientra proprio tra quelli per cui è in vigore il 41bis, misure di controllo in carcere che impediscano comunicazioni con l'esterno.
E qui Nordio contesta il punto nodale, e in sé tecnico, dell'istanza dell'avvocato Flavio Rossi Albertini, e cioè il processo romano Bialystock finito con l'assoluzione degli imputati anarchici, giusto la cellula con cui Cospito sarebbe stato in corrispondenza al punto da incitarli alla lotta. Se non sono colpevoli loro, dice l'avvocato, allora non lo è neppure Cospito, e non merita il carcere duro. Ma, all'opposto, secondo Nordio non basta l'assoluzione di una singola cellula per far cadere i presupposti del 41bis, proprio per la natura della Fai, la Federazione anarchica, una galassia che tuttora Cospito è in grado di influenzare. Quanto alla salute e al dimagrimento per via dello sciopero della fame, Nordio ritiene che il cambio di carcere da Bancali (Sassari) ad Opera (Milano), nonché l'eventuale trasferimento nell'ala detenuti dell'ospedale San Paolo, rappresenti una tutela per il leader anarchico che inneggia sempre alla rivolta.