C'è chi si è presentato davanti alla questura in piena notte. Chi ogni maledetta mattina si collega al sito per prenotare un appuntamento. Chi prova a usare il "trucco del volo low cost", disposto a spendere decine di euro per un biglietto aereo che non utilizzerà mai, ma che serve a dimostrare una presunta urgenza. La caccia quotidiana al passaporto si scatena in ogni città d'Italia: accomuna turisti e lavoratori, promessi sposi e familiari in cerca di ricongiungimento, agenzie di viaggio alle prese con disdette e crolli di fatturato. E va così da quasi un anno. Per tante ragioni: il post pandemia, la Brexit, gli straordinari della Zecca. Persino una sorta di "sindrome da accaparramento", dettata dall'ansia di avere il documento in casa per qualsiasi evenienza futura. Che ora potrebbe pure causare un diabolico effetto a catena sulle carte di identità elettroniche.
Viminale: la situazione migliorerà
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C'è chi si è presentato davanti alla questura in piena notte. Chi ogni maledetta mattina si collega al sito per prenotare un appuntamento. Chi prova a usare il "trucco del volo low cost", disposto a spendere decine di euro per un biglietto aereo che non utilizzerà mai, ma che serve a dimostrare una presunta urgenza. La caccia quotidiana al passaporto si scatena in ogni città d'Italia: accomuna turisti e lavoratori, promessi sposi e familiari in cerca di ricongiungimento, agenzie di viaggio alle prese con disdette e crolli di fatturato. E va così da quasi un anno. Per tante ragioni: il post pandemia, la Brexit, gli straordinari della Zecca. Persino una sorta di "sindrome da accaparramento", dettata dall'ansia di avere il documento in casa per qualsiasi evenienza futura. Che ora potrebbe pure causare un diabolico effetto a catena sulle carte di identità elettroniche.
Viminale: la situazione migliorerà
Se dal Viminale assicurano che "nelle prossime settimane la situazione è destinata a migliorare", la ministra del Turismo Daniela Santanchè annuncia: "La settimana buona per avere novità sarà la prossima". Lei stessa ha parlato di "una cosa molto importante che sarà definitivamente risolutiva", allo studio con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
Nel frattempo però si continua ad annaspare. E ogni città cerca di tamponare come meglio crede. A Torino, il portale per la prenotazione online ieri mattina dava la prima disponibilità per un appuntamento in questura al 9 agosto. A Bari bisogna aspettare oltre tre mesi. Era così anche a Firenze, fino a poco tempo fa, mentre adesso in una quarantina di giorni si dovrebbe riuscire in quello che è diventato un miracolo. Genova invece ha scelto una strada tutta sua: garantisce l'appuntamento entro 15 giorni dalla data di prenotazione online, ma proprio per questo trovare uno slot libero è un miraggio. Non resta che collegarsi al sito intorno alle 9, quando si aggiornano le liste, e continuare a cliccare con isterici "refresh". Il trucco, si vocifera, è provare la domenica mattina.
Gli open day
Poi ci sono gli open day: le questure aprono i propri uffici, senza prenotazione. E fiumane di persone si presentano in piena notte o al più tardi all'alba per ottenere il prezioso tagliando, finendo in larghissimo anticipo le disponibilità di biglietti. Proprio questa strada, spiegano dal Viminale, illustra perfettamente la sindrome: "Più si diffonde la voce che il passaporto sia diventato irraggiungibile, più le persone con il documento scaduto sono spinte a procurarselo anche se non hanno programmato alcun viaggio. Lo si capisce anche dal fatto che ci sono migliaia di passaporti pronti ma non ritirati". Le ultime carte da giocarsi sono quella dell'emergenza e delle agenzie specializzate. O si spedisce una Pec all'ufficio della questura dimostrando che il passaporto è davvero questione vitale, oppure si sborsano euro in più per farsi aiutare da terzi specializzati. In entrambi i casi, non è assolutamente detto di riuscire a tagliare i tempi.
Brexit e fine pandemia cause dell'emergenza
Le cause prime dell'emergenza, è noto, stanno nella fine della pandemia e nella Brexit. I documenti scaduti durante i lockdown, poi la corsa al rilascio di quelli nuovi con l'allentamento delle restrizioni. Nel frattempo è scattato l'obbligo del passaporto per entrare nel Regno Unito, compresa naturalmente Londra, fra le mete predilette degli italiani. Ma nella corsa disperata a rimettersi in carreggiata è finito pure l'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, che deve stampare i libretti e annaspa dietro le richieste moltiplicate.
Per farsi un'idea: da aprile a dicembre 2022 in media lo Stato ha rilasciato 165.075 passaporti al mese; nel 2019 i documenti consegnati erano stati 148.618. Lo scorso gennaio si è arrivati a 190.456. È il risultato, anche, dell'incremento degli sportelli dedicati, che tuttavia ancora non basta. Il ministro Piantedosi ha accennato pure alla possibilità di aggiungere personale, ma non è qui il cuore del problema.
80mila viaggi cancellati
Nel frattempo non sono soltanto i privati cittadini ad aspettare. Le agenzie di viaggio lamentano danni devastanti. Assoviaggi, l'associazione del turismo organizzato di Confesercenti, ha calcolato che "già circa 80mila viaggi organizzati saltati, con circa 150 milioni di euro di mancate vendite per il sistema italiano delle agenzie di viaggi". Il presidente Gianni Rebecchi ammette che "da quando abbiamo lanciato l'allarme, ormai quasi due settimane fa, niente è cambiato. Abbiamo appreso con soddisfazione la presa di posizione dei ministri Santanché e Piantedosi ma ci aspettiamo entro fine febbraio soluzioni strutturali". Per la verità lo stesso Piantedosi ha accennato al coinvolgimento degli uffici postali, soprattutto nei piccoli Comuni. Ma questa, ha specificato, non è una soluzione agli ingorgoni degli ultimi mesi.