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Regeni, dalle convention al lavoro nell'esercito: la vita senza nascondersi degli assassini 'irreperibili' di Giulio

Anche Pif e Valerio Mastandrea presenti al sit-in a piazzale Clodio a sostegno dei familiari di Giulio Regeni (ansa)
La premier Meloni e il ministro Tajani convocati per il 3 aprile. Il giudice chiederà loro cosa ha detto il presidente egiziano al Cairo. Sit in al tribunale con Pif e Mastandrea
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ROMA - Prima la premier Giorgia Meloni, poi il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Per due volte, in meno di tre mesi, i vertici del governo italiano hanno incontrato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. E in entrambe le occasioni si è parlato anche del caso Regeni, del ricercatore italiano rapito al Cairo, torturato e ucciso nel 2016 da quattro agenti dei servizi segreti egiziani, le stesse quattro persone che l'Egitto non aiuta a rintracciare rendendo impervio il processo italiano nei loro confronti. Per questo motivo ieri il tribunale di Roma, su richiesta dell'avvocato che assiste la famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, ha deciso di convocare il premier e il ministro degli Esteri. L'appuntamento è fissato per il prossimo 3 aprile. I due dovranno testimoniare in aula in merito alla disponibilità a collaborare con le autorità italiane che avrebbe espresso il presidente egiziano. Una collaborazione più volte millantata e mai …

ROMA - Prima la premier Giorgia Meloni, poi il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Per due volte, in meno di tre mesi, i vertici del governo italiano hanno incontrato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. E in entrambe le occasioni si è parlato anche del caso Regeni, del ricercatore italiano rapito al Cairo, torturato e ucciso nel 2016 da quattro agenti dei servizi segreti egiziani, le stesse quattro persone che l'Egitto non aiuta a rintracciare rendendo impervio il processo italiano nei loro confronti. Per questo motivo ieri il tribunale di Roma, su richiesta dell'avvocato che assiste la famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, ha deciso di convocare il premier e il ministro degli Esteri. L'appuntamento è fissato per il prossimo 3 aprile. I due dovranno testimoniare in aula in merito alla disponibilità a collaborare con le autorità italiane che avrebbe espresso il presidente egiziano. Una collaborazione più volte millantata e mai concretizzata, ricorda il consuetudinario rito con cui inizia ogni udienza, quello degli "imputati irreperibili" e dell'Egitto che "non ci ha risposto".

Convention e articoli su Regeni

Ieri, mentre fuori dal tribunale di piazzale Clodio un sit-in a sostegno della famiglia Regeni ha registrato anche la presenza degli attori Pif e Valerio Mastandrea, in aula il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco e i carabinieri del Ros hanno comunicato un ulteriore passo avanti nella ricerca degli indagati.

La vita 'in chiaro' degli assassini di Giulio

Anche grazie al web si è scoperto che Uhsam Helmi va in giro sulle sponde del governatorato del Mar Rosso presenziando alle convention su "Le organizzazioni internazionali e il loro ruolo a servizio della società" ed è stato anche ripreso in un video pubblicato in rete. Inoltre la moglie del militare accusato di sequestro di persona pluriaggravato, la signora Aliah Ibrahim, lavorerebbe per una testata giornalistica egiziana e avrebbe scritto diversi articoli sulla morte di Giulio Regeni. Questo renderebbe improbabile il fatto che il marito non sia a conoscenza dell'esistenza di un processo in Italia nei suoi confronti, circostanza che appare già remota, considerando la grande eco mediatica della vicenda.

Anche sul conto del generale Tariq Sabir è stato scoperto qualcosa. Secondo articoli di stampa pubblicati in Egitto sembrerebbe che il militare continui a svolgere sempre lo stesso lavoro.

Si conoscono i nomi degli imputati, il loro lavoro, i loro familiari e i relativi impieghi. Ma è impossibile trovarli per informarli ufficialmente del processo. L'Egitto non aiuta e continua ad avere rapporti con il governo italiano. "Parlando con l'Egitto non abbiamo messo in un cassetto la questione Regeni. Vogliamo la verità e che il processo vada avanti, ma dobbiamo interloquire con un attore cruciale per la stabilità della regione", risponde il ministro Tajani.