Giustizia, per la prima volta una donna al vertice della Cassazione: è Margherita Cassano
di Liana MilellaROMA - Per la prima volta una donna - Margherita Cassano - diventerà prima presidente della Corte di Cassazione. Non era mai accaduto nella storia della magistratura italiana. Nel cammino delle donne verso una piena parità nel mondo del lavoro questa sarà una tappa epocale. Soprattutto perché ormai le donne rappresentano più della metà dei giudici italiani. Conviene ricordare che nel 2013 il posto che oggi viene assegnato alla Cassano sfuggì a Gabriella Luccioli, protagonista della sentenza su Eluana Englaro. E sono passati ben dieci anni da allora con presidenze tutte al maschile. Compresa l'ultima, quella del giurista Pietro Curzio.
Oggi è stata la quinta commissione del nuovo Csm - che nomina i capi degli uffici - a scegliere all'unanimità Margherita Cassano, che già oggi, e da due anni, veste i panni di presidente aggiunta, votata a luglio 2020, e confermata dopo un ricorso. Il plenum, convocato per il …
ROMA - Per la prima volta una donna - Margherita Cassano - diventerà prima presidente della Corte di Cassazione. Non era mai accaduto nella storia della magistratura italiana. Nel cammino delle donne verso una piena parità nel mondo del lavoro questa sarà una tappa epocale. Soprattutto perché ormai le donne rappresentano più della metà dei giudici italiani. Conviene ricordare che nel 2013 il posto che oggi viene assegnato alla Cassano sfuggì a Gabriella Luccioli, protagonista della sentenza su Eluana Englaro. E sono passati ben dieci anni da allora con presidenze tutte al maschile. Compresa l'ultima, quella del giurista Pietro Curzio.
Oggi è stata la quinta commissione del nuovo Csm - che nomina i capi degli uffici - a scegliere all'unanimità Margherita Cassano, che già oggi, e da due anni, veste i panni di presidente aggiunta, votata a luglio 2020, e confermata dopo un ricorso. Il plenum, convocato per il primo marzo alla presenza del presidente della Repubblica e dello stesso Csm Sergio Mattarella, confermerà la scelta della Cassano.
Prima del voto, la quinta commissione ha ascoltato i due candidati, oltre alla Cassano, anche Giorgio Fidelbo, anch'egli toga della Cassazione, definito dai suoi stessi colleghi "giurista di altissimo livello", presidente della sesta sezione penale da cui passano i più importanti verdetti soprattutto in tema di orientamento giuridico sull'interpretazione delle leggi. In passato è stato anche al Massimario della Cassazione. Ma a far prevalere la Cassano, a parte l'essere già presidente aggiunta, è stata la sua recente esperienza come presidente della Corte d'Appello di Firenze, giusto in tempi di Covid.
Proprio a Firenze Cassano ha maturato di certo la parte più nota della sua carriera quando è stata per molti anni pubblico ministero con Piero Luigi Vigna. Toga di Magistratura indipendente, Cassano ha anche fatto parte del Csm per la sua corrente tra il 1998 e il 2002, giusto negli anni caldi di Berlusconi.
Ma chi è, nella vita e nella professione, Margherita Cassano? Come abbiamo scritto su Repubblica nel luglio 2020, quando Cassano è stata nominata presidente aggiunta, è una donna che ha dedicato la sua vita al lavoro. Ha una devozione per suo padre, Pietro Cassano, magistrato molto famoso a Firenze, presidente di tanti processi di terrorismo rosso e nero sia in Corte di Assise che in Corte di Assise di appello negli anni caldi della lotta armata. È stato lui a condannare Renato Curcio. E a Margherita piace ricordare una sua frase, ripetuta come un mantra a lei e alla sorella Alessandra, che invece ha scelto la medicina ed è oncologa al Policlinico Gemelli : "Ragazze, aspettate che le cose vengano incontro a voi, e non andate voi incontro alle cose". In molti gliel'hanno sentita ripetere in questi anni.
Margherita Cassano è nata a Firenze, ma la sua famiglia è di origini lucane. Il padre di San Mauro Forte, la madre di Grassano, due piccoli paesi del materano. Entra in magistratura nel 1980. Fa parte della scuola fiorentina di Vigna, capo della procura e poi procuratore nazionale antimafia, un maestro nelle indagini di mafia e di terrorismo. Con Vigna lei è stata pubblico ministero per anni, coordinando le prime inchieste sui grandi traffici di stupefacenti e sulle infiltrazioni in Toscana della criminalità organizzata. Poi l'esperienza di consigliere del Csm. E poi la Cassazione, dove ha fatto il giudice per 13 anni, alla prima sezione penale, al Massimario, come vice direttore del Ced (la struttura informatica della Corte), poi ancora componente delle sezioni unite penali. Per nove anni ha lavorato nel cosiddetto "ufficio spoglio" che compie un esame preliminare dei ricorsi.
Nel 2015, anche quella volta all'unanimità, arriva la nomina al vertice della Corte di appello di Firenze. Ma a Roma, nel suo ufficio in Cassazione, lascia un quadro che rappresenta San Mauro Forte, il paese del padre, e che un parente lucano le aveva donato. C'è da scommettere che quel quadro adesso tornerà nel suo ufficio di primo presidente della Cassazione.