Il consigliere veneto Joe Formaggio (Fdi) sui social col mitra: "Sono per la lobby delle armi". Ed è polemica
di Paolo Berizzi , di Paolo BerizziE rieccolo, l'ineffabile Joe Formaggio. Ancora lui, sempre lui: eccessivo, iperbolico, sempre sopra righe. Soprattutto, senza ritegno. L'ultima sparata - attenzione alla parola, visto il tema - dell'ex sindaco di Albettone, oggi consigliere regionale veneto di Fratelli d'Italia, riguarda proprio una sua vecchia passione: le armi. Non contento di averle esaltate per anni - vantandosi di tenere pistola e carabina in casa pronte in caso ad accogliere i ladri - il ristoratore-politico ha voluto strafare. Ha pubblicato un post sul profilo Instagram del Consiglio regionale del Veneto: c'è una foto di lui che stringe un mitragliatore Uzi in mano, sorridente durante una visita a una Fiera della caccia di Verona, e il comunicato in cui Formaggio si dice "dalla parte delle lobby delle armi". Né più né meno, senza giri di parole.
Compagno di partito di Fazzolari
Apriti cielo. Formaggio è finito al centro di un'ondata di…
E rieccolo, l'ineffabile Joe Formaggio. Ancora lui, sempre lui: eccessivo, iperbolico, sempre sopra righe. Soprattutto, senza ritegno. L'ultima sparata - attenzione alla parola, visto il tema - dell'ex sindaco di Albettone, oggi consigliere regionale veneto di Fratelli d'Italia, riguarda proprio una sua vecchia passione: le armi. Non contento di averle esaltate per anni - vantandosi di tenere pistola e carabina in casa pronte in caso ad accogliere i ladri - il ristoratore-politico ha voluto strafare. Ha pubblicato un post sul profilo Instagram del Consiglio regionale del Veneto: c'è una foto di lui che stringe un mitragliatore Uzi in mano, sorridente durante una visita a una Fiera della caccia di Verona, e il comunicato in cui Formaggio si dice "dalla parte delle lobby delle armi". Né più né meno, senza giri di parole.
Compagno di partito di Fazzolari
Apriti cielo. Formaggio è finito al centro di un'ondata di polemiche, ed è ipotizzabile - visti i precedenti - che il suo scopo fosse proprio quello di sollevare un polverone. La fotografia con il mitra ha fatto imbufalire l'opposizione, preoccupata soprattutto - al di là della scelta a dir poco inopportuna di usare il profilo Ig della Regione - per il diretto sostegno da parte del politico al mondo e alla "lobby" delle armi. Preoccupazioni giustificate, anche alla luce del recente dibattito sull'opportunità di consegnare delle armi agli studenti per insegnare loro a sparare: proposta avanzata (e smentita) dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari (collega di partito di Formaggio).
L'attacco delle opposizioni
"L'ultima sparata di Joe Formaggio mostra il vero volto della destra e fa il paio con la proposta del sottosegretario Fazzolari di insegnare a sparare nelle scuole" dice a proposito la consigliera 5 Stelle Erika Baldin. "Trovo gravi e allarmanti - ha aggiunto - le parole del consigliere regionale di Fratelli d'Italia che afferma di essersi recato alla Fiera della caccia di Verona in rappresentanza della Regione per sostenere la lobby dei cacciatori e delle armi". Sull'episodio si è espresso anche il consigliere Jonatan Montanariello, che presenterà un'interrogazione in Consiglio. "È grave che in un Paese come il nostro, dove per fortuna le armi, foriere di violenza e tragedie, non sono di libera vendita, un consigliere regionale faccia un simile spot a favore di questa lobby. Sorprende ancor di più che da parte del Consiglio regionale venga diffusa, a corredo delle dichiarazioni di Joe Formaggio, un'immagine del consigliere che imbraccia sorridente un'arma", il commento del consigliere regionale del Pd. "Qui non è questione di appartenenza politica bensì di civiltà. Propagandare, con il benestare istituzionale, l'uso delle armi, è un incitamento alla barbarie. Presenterò un'interrogazione per sapere come sia stato possibile commettere questo gravissimo scivolone".
La replica dell'ex leghista
E il diretto interessato? Come da abitudine, Joe Formaggio appare come un uomo di gomma, e replica alle critiche senza fare una piega. "La foto l'hanno scattata a me. Dopodiché, se il Consiglio ha ritenuto di pubblicarla, se ne chieda conto al Consiglio", è la risposta. "Quella foto non è offensiva. E alla fiera erano presenti moltissimi consiglieri regionali, parlamentari ed europarlamentari. So che Partito democratico e Movimento 5 Stelle avrebbero preferito una fotografia del bacio tra Fedez e Rosa Chemical, ma non ci posso fare niente".
"A Verona ho portato mio figlio, meglio che fargli vedere la schifezza di Sanremo"
Qui si apre un inciso sul Festival della Canzone di Sanremo. Il consigliere meloniano ha spiegato di avere visitato la Fiera della caccia di Verona "in rappresentanza della Regione" e di averci portato anche il figlio, aggiungendo che è "meglio portarlo alla fiera delle armi che lasciarlo a casa a guardare la schifezza di Sanremo". Le armi, dunque. Un tema caro a Formaggio da anni. E' più che un sostenitore. "Per legittima difesa, sì. Io ho delle armi, ho la fedina penale punita. Non mi sognerei mai di spararle" - dice -. "Le armi le uso per sport, caccia e difesa personale".
Il caso è deflagrato sui giornali locali veneti. Quando gli hanno chiesto se ritenga opportuno il suo spot sulle armi con una guerra alle porte, il consigliere regionale ha tagliato corto: "Ma non c'entra niente quello".
La storia del sindaco-sceriffo
Se e quali saranno le conseguenze della fotografia pubblicata da Formaggio non è ancora dato sapere. Una cosa è certa. La storia politica e personale del consigliere veneto è ricca di episodi, provocazioni, polemiche. E uscite a dir poco colorite. In principio fu il sostegno a Graziano Stacchio, il benzinaio di Ponte di Nanto, nel Vicentino, che il 3 febbraio 2015 aveva imbracciato il fucile per rispondere al fuoco dei banditi che avevano assaltato l'oreficeria vicina alla sua pompa di benzina, uccidendo uno dei malviventi. Le accuse a carico del benzinaio furono poi archiviate dai giudici: legittima difesa. Formaggio, all'epoca sindaco-sceriffo della vicina Albettone, si era da subito schierato a fianco di Stacchio, e così farà negli anni in tutti i casi simili a quello di Ponte di Nanto. Un'operazione politica, si era pensato fin da subito. Tanto che poi Formaggio, corteggiato dalla destra, è finito sugli scranni del consiglio regionale veneto, candidato ed eletto con FdI. Rom, nomadi, extracomunitari, clandestini, immigrati: al centro delle "sparate" di Formaggio - un paladino delle campagne securitarie - in questi anni sono finiti tanti casi di cronaca. Il politico vicentino ha potuto contare su alcuni megafoni offerti dai media, in primis una trasmissione radiofonica di intrattenimento-approfondimento dove è stato ospite in moltissime occasioni.
L'attacco all'ex ministra Kyenge
Tra le altre, di Joe Formaggio si ricordano alcune "perle". "Ditemi a che c... serve un partito come l'Afro Italian Power della Kyenge... In Italia non c'è razzismo, non c'è odio razziale, una come la Kyenge è stata persino ministro ed ha preso 80 mila preferenze, dove vedete razzismo? In Italia siamo anche troppo democratici, consentiamo tutto. Casomai c'è razzismo al contrario contro gli italiani". Così, l'allora sindaco di Albettone nel 2018 a proposito dell'ex ministra Cecile Kyenge. "Se la Kyenge continua così con queste puttanate - aveva aggiunto - qualcuno farà il partito dei bianchi, il White Power".
Nostalgico del Ventennio con il busto del Duce
Formaggio - di mestiere ristoratore - ha sempre alternato uscite reazionarie e pensieri a sfondo nostalgico. Come in questo caso: "E' una puttanata che abbiano vietato il Partito nazionale fascista, non dovrebbe essere al bando. Io al ristorante ho un bel busto di mezzo metro di Mussolini. Me l'hanno regalato e lo tengo lì. La maggior parte della gente che viene al mio ristorante si fa un selfie con la testa di Mussolini. Sono tutti deficienti allora?".
Il disprezzo per rom e migranti
Che cosa farebbe l'uomo col mitra, se potesse? Lo spiegò lui, sempre in radio, parlando degli immigrati. "Fosse per me ripartirebbero le crociate. Arrivano a sfinirci in tutte le maniere. Quindi il razzismo è nei nostri confronti, di noi italiani. E' quello il problema. Ed i nostri c... di politici non capiscono che è così". Gli chiesero se prenderebbe una badante rom a casa tua. Rispose così: "Assolutamente no. Un giudice mi ha contestato pure il fatto che piuttosto di affittare una casa ai rom le avrei dato fuoco. La casa è mia, potrò farne ciò che voglio o no? No. Non si può neanche quello, vabbé. Allora la tengo chiusa che ci corrano dentro le pantegane. Meglio le pantegane dei rom, almeno ogni tanto vado la e le saluto. Preferisco le pantegane ai rom in casa mia. Posso affittarla a chi c... voglio?".