Cronaca

L’Italia che si cura da sola. La corsa post Covid ai farmaci senza ricetta

L’Italia che si cura da sola. La corsa post Covid ai farmaci senza ricetta

Il ritorno dei malanni di stagione spinge le vendite: è record. Ma i medici avvertono: meglio consultarci

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Quando si tratta di fronteggiare un mal di testa o di stomaco, la febbre, la tosse o i disturbi intestinali, gli italiani fanno sempre più spesso da soli. Entrano, cioè, in farmacia e si comprano un medicinale per il quale non è necessaria la ricetta. Si chiama automedicazione e la sua diffusione è in aumento, come certificano i produttori, ben contenti di vedere i fatturati crescere in modo significativo. Nel 2022, secondo Assosalute, il giro economico è stato più alto del 19% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un valore di quasi 2,9 miliardi. Le confezioni vendute sono state il 16% in più per un totale di 287 milioni, in media quasi 5 per abitante. "È successo anche perché è tornata l’influenza".

Dosaggi bassi

I medicinali in questione si trovano sugli scaffali (e in quel caso si chiamano “Otc” e possono essere pubblicizzati) oppure vanno chiesti al farmacista perché non devono essere esposti (e si chiamano “Sop”). Si distinguono dai farmaci di fascia C, che sono ugualmente a pagamento ma con ricetta. Per l'agenzia del farmaco Aifa «sono impiegati autonomamente per disturbi lievi come faringodinia, cefalea, raffreddore e malanni stagionali». Le molecole utilizzate sono alla base anche di prodotti con obbligo di prescrizione, ma il dosaggio è più basso. Ad esempio, il paracetamolo (il più conosciuto dei quali è la Tachipirina) fino a 500 milligrammi si può vendere liberamente. Ovvio che prendendone due pasticche si aggira l’obbligo di prescrizione previsto per il formato da mille. Stesso discorso vale per l’ibuprofene (presente nel Brufen e in tanti altri farmaci). Si tratta di due prodotti sul podio delle vendite. Al primo posto c’è il diclofenac, un antinfiammatorio alla base del Voltaren declinato, se è da banco, in preparazioni di vario tipo, comprese diverse pomate.

Regioni che vai, usanza che trovi

I dati delle Regioni, raccolti da Aifa, mostrano una diversa attitudine a comprare i farmaci da automedicazione. Nel 2021 in Liguria, la Regione più anziana d’Italia, sono state assunte 145 dosi di questi farmaci ogni mille abitanti. Seguono la “giovane” Campania con 131 e poi Piemonte e Toscana con 124. In Sicilia i consumi sono molto più bassi, visto che il dato è fermo a 82.

I generici poco usati

Anche per i medicinali senza ricetta esistono i generici, che però sono molto meno venduti dei prodotti di marca. Uno studio di un gruppo di Aifa guidato da Francesco Trotta ha provato che il brand del paracetamolo detiene il 90% del mercato, anche se i cittadini avrebbero alternative molto meno costose messe a disposizione dai produttori di equivalenti.

L’effetto pandemia e influenza

C’è pure la pandemia dietro al successo di questi prodotti. Basti pensare a come si è diffuso l’uso dell’ibuprofene tra coloro che hanno avuto blandi sintomi del Covid, provocati principalmente dalla sottovariante Omicron 5. Ma, come fanno notare da Assosalute, l’anno è stato "positivamente anomalo" anche per il ritorno dell’influenza e dei vari virus stagionali, "con i quali si era venuti meno a contatto dal 2020".

Sentire comunque il dottore

Anche i farmaci senza ricetta devono essere presi con cautela. Lo dimostra fra l’altro la recente decisione di Ema, l’agenzia del farmaco europea, di aprire una “revisione” sui medicinali contenenti pseudoefedrina (usati contro sintomi di raffreddore e influenza) dopo alcuni casi di reazioni avverse segnalati dalla Francia. "Prima di prenderli sarebbe meglio che soprattutto gli anziani e le persone con problemi di salute avvertissero noi", dice Silvestro Scotti, del sindacato dei medici di famiglia Fimmg. "Ci possono intanto essere problemi con l’assunzione di dosaggi eccessivi. Un mio paziente, di recente, ha avuto una reazione tossica importante al paracetamolo. Poi ci sono le interazioni con le altre medicine che già si assumono. Una nuova molecola, in alcuni casi, può potenziarne gli effetti oppure diminuirli, con esiti comunque pericolosi". Scotti fa notare, infine, che i farmaci senza ricetta di recente sono stati utili, perché in alcuni casi sono diventati l’alternativa a medicinali carenti con dosaggi più alti.