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Migranti, 20mila posti liberi nei centri ma il sistema è al collasso. Ecco perchè l'accoglienza in Italia non funziona

Il report di Action Aid e Openpolis sulle strutture che ospitano gli immigrati: "Non c'è nessuna invasione, ma solo gestione irrazionale e poca trasparenza". Più della metà dei centri, tra cui l'hotspot di Lampedusa, non sono mai stati ispezionati dalle prefetture. E c'è chi opera in regime di monopolio
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Gli arrivi sono aumentati dell'80 per cento, i migranti ospitati in Italia sono tornati a superare quota 100mila ma di posti disponibili nei centri di accoglienza ce ne sono ancora 20mila. Dunque, non c'è nessuna invasione come il governo continua a ripetere anche sui tavoli europei e se il sistema di accoglienza in alcune regioni è in sofferenza è "per una gestione irrazionale, completa assenza di programmazione e criteri discriminatori di accesso alle strutture e ai diritti". E' l'analisi del dettagliato report "Centri d'Italia 2022" con il quale Action Aid e Openpolis fanno il punto sulle criticità del sistema di accoglienza italiano.

La Sicilia "non è il campo profughi d'Europa" è uno degli slogan più abusati dal governo Meloni che, anche con questa giustificazione ha motivato l'assegnazione alle navi umanitarie di porti sempre più lontani rispetto a quelli sicil…

Gli arrivi sono aumentati dell'80 per cento, i migranti ospitati in Italia sono tornati a superare quota 100mila ma di posti disponibili nei centri di accoglienza ce ne sono ancora 20mila. Dunque, non c'è nessuna invasione come il governo continua a ripetere anche sui tavoli europei e se il sistema di accoglienza in alcune regioni è in sofferenza è "per una gestione irrazionale, completa assenza di programmazione e criteri discriminatori di accesso alle strutture e ai diritti". E' l'analisi del dettagliato report "Centri d'Italia 2022" con il quale Action Aid e Openpolis fanno il punto sulle criticità del sistema di accoglienza italiano.

La Sicilia "non è il campo profughi d'Europa" è uno degli slogan più abusati dal governo Meloni che, anche con questa giustificazione ha motivato l'assegnazione alle navi umanitarie di porti sempre più lontani rispetto a quelli siciliani o calabresi. E proprio in Sicilia, rivela il report, il 30% dei posti dell'intero sistema di accoglienza (dunque hotspot, Cas e Sai) è libero. E stessa percentuale si conta nel generale sistema di accoglienza diffusa. 

In tre anni chiuse 3.500 strutture

I dati su cui si basa il report non sono aggiornatissimi. La relazione annuale al Parlamento che il Viminale è tenuto a presentare a giugno di anno è in ritardo di otto mesi. "E' proprio la mancanza di trasparenza - denunciano le due associazioni - a favorire la lettura distorta della realtà. Gli effetti del Decreto sicurezza hanno prodotto una continua crescita dell'approccio emergenziale in risposta ad un fenomeno del tutto ordinario e di piccole dimensioni rispetto alla popolazione italiana".

Qualche numero: nel 2021 erano attive 8.699 strutture di accoglienza, quasi il 30% in meno di quante ce n'erano nel 2018. I posti disponibili erano poco più di 97mila, la maggior parte (63mila) nei grandi centri di accoglienza, 34mila nelle piccole strutture diffuse del sistema Sai di accoglienza e integrazione. Cifre che confermano la scelta degli ultimi governi di preferire  le grandi strutture di difficile gestione, senza corsi di italiano, tutela e mediazione linguistica, formazione, rispetto a veri percorsi di integrazione. A chiudere sono state soprattutto le piccole strutture con meno di venti posti letto.  

Nessun controllo in più della metà dei centri

Sorprendenti anche i dati (gli unici disponibili per la prima volta) sui controlli relativi alla gestione dell'accoglienza. Grazie ad una sentenza favorevole del Consiglio di Stato, Action Aid e Open Polis sono riusciti ad ottenere quelli del 2019 ma non quelli successivi. Da cui si evince che le prefetture hanno effettuato controlli solo in 4 centri su 10. Tra le 13 prefetture che non hanno mai avviato ispezioni ci sono quella di Agrigento (a cui compete la verifica sull'hotspot di Lampedusa da anni in condizioni drammatiche) e quella di Trapani. Le sanzioni economiche comminate sono state quasi di 500mila euro.

"Il sistema di accoglienza oggi appare in una situazione allarmante - spiega Fabrizio Coresi, esperto Migrazioni di Action Aid -. E' evidente che l'assenza di pianificazione provoca un'emergenza reale mentre si grida ad un'invasione che non c'è e al sistema al collasso senza accennare alle responsabilità, addossando anche gli esiti di scelte sbagliate dell'amministrazione sulle spalle delle persone migranti".

Il monopolio nella gestione dei centri

Roma è la città metropolitana con più posti nei centri (circa 3.800) seguita da Torino, Milano, Bologna, Napoli e Firenze. Anche qui negli ultimi tre anni i posti sono diminuiti del 45%. Si registra una situazione di monopolio: 8 posti su 10 nei Cas sono in mano ad un unico gestore, la Medihospes, nonostante numerose irregolarità rilevate nel 2019 con sanzioni per 86mila euro. 

Action Aid e Openpolis chiedono ai parlamentari "di utilizzare le rilevazioni di questo report per esercitare il ruolo di controllo ed indirizzo politico che gli è proprio per chiedere trasparenza e informazione. Per avere risposte sul perché si parla di un sistema al collasso con una quota considerevole di posti ordinariamente liberi e migliaia di persone lasciate in strada, sulla mancanza i programmazione e su come vengono impiegate le risorse pubbliche".