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Tutti i processi Ruby: come, quando e perché

Karima Ed Mahroug (Ruby) in attesa della sentenza il 15 febbraio 2013 nel tribunale di Milano (afp)
Dal 2010, quando viene fermata a Milano Karima El Marough, all'assoluzione a Milano, la storia dei processi Ruby, Ruby bis e Ruby ter. Tra condanne, ribaltamenti in appello, conferme in Cassazione. E tantissimi rinvii
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È il maggio 2010 quando viene fermata a Milano, dalla polizia, Karima El Marough, conosciuta come "Ruby Rubacuori", una diciasettenne marocchina. Eccolo il primo tassello di una storia che sarebbe sfociata in tre processi: Ruby, Ruby bis e Ruby ter. Gli inquirenti iniziano ad indagare: vengono fuori le serate "eleganti" nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore e un presunto giro di prostituzione. Le tre inchieste, nate da questo filone principale, vedono protagoniste persone diverse e anche circostanze diverse: il processo Ruby ha come centro l'ex presidente del Consiglio e leader di Forza Itali, che nel 2015 viene assolto dall'accusa di concussione e prostituzione minorile. Nel processo Ruby bis imputati sono Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti per favoreggiamento della prostituzione: saranno poi condannati. Nel terzo processo, Ruby ter, a finire sotto indagine sono decine di persone: al centro il presunto pagamento di dieci milioni di euro pe…

È il maggio 2010 quando viene fermata a Milano, dalla polizia, Karima El Marough, conosciuta come "Ruby Rubacuori", una diciasettenne marocchina. Eccolo il primo tassello di una storia che sarebbe sfociata in tre processi: Ruby, Ruby bis e Ruby ter. Gli inquirenti iniziano ad indagare: vengono fuori le serate "eleganti" nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore e un presunto giro di prostituzione. Le tre inchieste, nate da questo filone principale, vedono protagoniste persone diverse e anche circostanze diverse: il processo Ruby ha come centro l'ex presidente del Consiglio e leader di Forza Itali, che nel 2015 viene assolto dall'accusa di concussione e prostituzione minorile. Nel processo Ruby bis imputati sono Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti per favoreggiamento della prostituzione: saranno poi condannati. Nel terzo processo, Ruby ter, a finire sotto indagine sono decine di persone: al centro il presunto pagamento di dieci milioni di euro per corrompere i testimoni dei processi Ruby e Ruby bis.

L'arresto: la notte tra 27 e 28 maggio 2010

Nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, Karima El Marough, Ruby, viene fermata a Milano per un furto e portata in questura. Berlusconi, che in quel momento è presidente del Consiglio, si trova a Parigi. Viene a sapere dell'arresto e telefona al capo di gabinetto Pietro Ostuni: "La ragazza è nipote del presidente egiziano Moubarak", gli dice. Spiegandogli anche che l'allora consigliera regionale Nicole Minetti sarebbe andata in questura per prendere la ragazza, appunto minorenne, in affido. La pm del tribunale per i Minori Annamaria Fiorillo dispone il collocamento della ragazza in una comunità, ma nonostante questa decisione la ragazza viene consegnata a Minetti. Passa qualche giorno e Karima finisce nuovamente nel mirino: litiga con una prostituta, Michele Conceição, che la manda in ospedale. Da qui viene trasferita in una struttura protetta. E viene aperta un'inchiesta.

I festini a luci rosse

Vengono fuori i presunti festini a luce rosse che allietano le serate ad Arcore. La tesi investigativa è che la ragazza, appunto minorenne, partecipava a questi incontri: in cambio di denaro aveva rapporti sessuali con Silvio Berlusconi. Il quale, in quella sera di maggio 2010, avrebbe chiamato il capo di gabinetto Ostuni millantando la parentela della ragazzina con Moubarak per farla liberare e avrebbe spedito la consigliera regionale Minetti in questura per prendere in custodia Karima, proprio per evitare che venisse a galla ciò che effettivamente accadeva nella villa di Arcore.

Il processo Ruby

Partono una serie di perquisizioni in appartamenti che si trovano nel residence di via Olgettina, abitati da ragazze che frequentano i "bunga-bunga", i festini ad Arcore, e in quello stesso giorno, 14 gennaio 2011, la procura consegna a Berlusconi un invito a comparire. Lui non si presenta. E il 9 febbraio i pm, sulla base di "prove evidenti", ne chiedono il processo con rito immediato. È il 15 febbraio 2011 quando la gip Cristina Di Censo rinvia a giudizio Berlusconi per i reati di concussione e prostituzione minorile. Ed è il 6 aprile del 2011 quando ha inizio il processo. Il legale di Karima El Marough dichiara che la ragazza non si sarebbe costituita parte civile perché riteneva di non aver subito alcun danno. Testimoniano: le ragazze delle feste di Arcore, le cosiddette ''Olgettine'' (dalla via in cui si trova il residence che le ospita), persone che hanno incrociato in un modo o in un altro Karima, parlamentari del Pdl e appartenenti all'entourage del Cavaliere. Karima viene citata come teste dalla difesa: ma per due volte non si presenta. Il processo va avanti a singhiozzo (nel mezzo ci sono anche le elezioni): la requisitoria finale arriva il 13 maggio 2013 con la richiesta a 6 anni di carcere, altrettanti di interdizione legale e interdizione perpetua dai pubblici uffici. La condanna arriva invece un mese dopo, il 24 giugno 2013: i giudici comminano al Cavaliere 7 anni di reclusione, uno in più rispetto alla richiesta, per le accuse di prostituzione minorile e concussione per costrizione.

L'appello e la Cassazione

Ma poi arriva il processo di appello. Ha inizio il 20 giugno 2014. Nel giro di un mese, il 18 luglio, Berlusconi viene assolto con formula piena perché, per quanto riguarda l'accusa di concussione, "il fatto non sussiste" e, in riferimento all'accusa di prostituzione minorile, "il fatto non costituisce reato". Le motivazioni della sentenza chiariscono che "ci fu prostituzione": ma nessuna prova sufficiente a confermare che Berlusconi sapesse quanti anni aveva la ragazza. Il 10 marzo 2015, dopo circa 10 ore di camera di consiglio, la Cassazione conferma l'assoluzione.

Il Ruby bis

È il 14 gennaio 2011 quando l'aggiunta Ilda Boccassini e i pm Pietro Forno e Antonio Sangermano notificano un avviso di garanzia a Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede. Tutti sono accusati, a vario titolo, di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, nell'ambito dell'inchiesta sui festini a luci rosse ad Arcore. L'indagine è la stessa: ma Berlusconi ha chiesto il giudizio immediato, mentre per gli altri tre imputati si procede con rito ordinario. Quando gli inquirenti chiudono le indagini, il quadro che ne esce fuori è a dir poco inquietante: la ex consigliera regionale del Pdl Minetti avrebbe fatto da intermediaria con "la sistematica erogazione di corrispettivi per l'attività di prostituzione" e avrebbe accompagnato da Milano ad Arcore alcune partecipanti alle serate mentre il giornalista Emilio Fede e l'ex agente Lele Mora si sarebbero occupati di trovare "le giovani donne disposte a prostituirsi".

Le condanne

Il 19 luglio 2013 il tribunale di Milano condanna a 7 anni Lele Mora ed Emilio Fede e a 5 anni Nicole Minetti. Il 15 luglio 2014 inizia il processo di secondo grado, che si conclude il 13 novembre 2014. La Corte d'Appello di Milano conferma le condanne ma riduce le pene per i tre imputati: quattro anni e dieci mesi per Emilio Fede; tre anni con le attenuanti generiche per Nicole Minetti; sei anni e un mese per Lele Mora. Nel settembre 2015, la Cassazione rinvia gli atti a un altro giudizio di secondo grado per colmare alcune "lacune motivazionali" della sentenza. Il 7 maggio 2018 la Corte d'Appello di Milano riduce ancora le pene: 4 anni e 7 mesi per Fede e 2 anni e 10 mesi per Minetti. Nell'aprile 2019 la Cassazione conferma, infine, la condanna a 4 anni e 7 mesi di reclusione per l'ex direttore del Tg4 Emilio Fede e a 2 anni e 10 mesi per l'ex consigliera lombarda Nicole Minetti, dichiarando inammissibili i ricorsi delle difese.

Arriva il Ruby ter

Il 3 gennaio 2014 il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati quale "atto dovuto" apre l'inchiesta Ruby ter. La Procura aveva infatti ricevuto gli atti dei processi Ruby e Ruby bis, ravvisando nelle motivazioni delle due sentenze ipotesi di reato a carico di 45 indagati, tra le quali corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e rivelazione di segreto. Per provare la sua innocenza, in sostanza, Berlusconi, avrebbe corrotto i testimoni dei processi. Tra gli indagati ci sono anche Niccolò Ghedini e Piero Longo, legali dell'ex presidente del Consiglio. Una posizione successivamente archiviata. Ci sono tantissime "olgettine", il cantante Mariano Apicella, la senatrice Maria Rosaria Rossi. Le varie difese presentano eccezioni di competenza territoriale e il 2 maggio 2016 il processo viene diviso in 7 tribunali. Le posizioni degli indagati finiscono a Monza, Treviso, Roma, Pescara, Siena e Torino.

La morte della testimone

A Milano di indagati ne restano 23 tra cui lo stesso Berlusconi, che viene rinviato a giudizio il 26 marzo 2018. Questo troncone del procedimento nel luglio 2018 viene riunito con l'altro processo in corso: quello in cui l'ex presidente del Consiglio avrebbe corrotto quattro ospiti per trasformare nella loro testimonianza. Per raccontare cioè che le nottate del bunga-bunga erano in realtà "serate eleganti". Il tutto per 400 mila euro. A marzo del 2019 muore una delle testimoni chiave del processo, Imane Fadil: la ragazza aveva chiesto di essere parte civile nel procedimento. La procura di Milano apre un fascicolo per omicidio, che si chiude a settembre dello stesso anno decretando che la modella marocchina è morta a causa di "un'aplasia midollare associata a un'epatite acuta, un'entità clinica estremamente rara e di estrema gravità".

Ruby ter: la prima richiesta di condanna

A febbraio 2020 arriva da Siena la prima richiesta di condanna per Berlusconi. La richiesta avanzata dalla pm Valentina Magnini è di 4 anni e 2 mesi di reclusione per corruzione in atti giudiziari. L'accusa è che Berlusconi avrebbe pagato il pianista senese di Arcore, Danilo Mariani (per lui la pm chiede 4 anni e 6 mesi per falsa testimonianza) per indurlo a falsa testimonianza sul caso Olgettine. Ma poi arriva la pandemia: le udienze vengono rinviate per mesi. E a settembre 2020 Berlusconi contrae il Covid e viene ricoverato per 11 giorni.

Il "riposo assoluto" e ancora rinvii

La prima udienza dopo il lockdown si tiene nel novembre 2020: il legale di Berlusconi dichiara che gli è necessario un periodo di "riposo assoluto" e da quel momento in poi i rinvii per motivi di salute diventano la prassi. Rinvii a gennaio 2021 e ad aprile 2021. Il tribunale di Siene accoglie infatti la richiesta, avanzata dai legali, di legittimo impedimento: il Cavaliere è ricoverato per accertamenti al San Raffaele di Milano. Nel frattempo a fine mese si blocca anche il processo milanese del Ruby ter fino a quando Berlusconi non sarà dimesso. In questo caso il pm Luca Caglio non si oppone alla richiesta di legittimo impedimento, ma solleva "perplessità" su alcune "prognosi" indicate in relazioni mediche in cui "si parla al condizionale" per chiedere un "rinvio lungo 2 o 3 mesi". A maggio il processo milanese subisce un lungo rinvio di quasi quattro mesi per tutti gli imputati. Per Berlusconi non ci sono stralci, nemmeno temporanei, della sua posizione. Il processo viene rinviato all'8 settembre, giorno in cui viene disposta una perizia medico-legale sulle condizioni di Silvio Berlusconi. Il 16 settembre 2021 Berlusconi la rifiuta.

L'assoluzione a Siena

Il 21 ottobre 2021 il tribunale di Siena si riunisce per la prima udienza dopo i rinvii e dichiara chiusa l'istruttoria dibattimentale. Per entrambi gli imputati (Berlusconi e Mariani) il pm chiede una condanna di 4 anni. Dopo quasi un'ora di camera di consiglio, il tribunale assolve Berlusconi e Mariani con la formula perché il fatto non sussiste.

L'assoluzione a Milano

Intanto a Milano, il 15 febbraio 2023, dopo due ore di camera di consiglio, arriva l'assoluzione totale per tutti i ventinove imputati del Ruby ter. A cominciare da Silvio Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari, e Karima el Mahroug, la marocchina diciassettenne all'epoca dei fatti e ora trentenne, accusata di corruzione e falsa testimonianza. Con loro, il proscioglimento è arrivato per tutte le altre ragazze ospiti delle "cene eleganti" di Arcore e la cerchia di personalità che frequentavano villa San Martino.