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Caso Cospito, lettera di minacce con proiettile degli anarchici della Fai: "Colpiremo un manager e lo faremo davanti alla sua famiglia"

Una manifestazione degli anarchici a Torino (fotogramma)
Il volantino recapitato alla Iveco di Bolzano, altre aziende e un giornale. Piantedosi: "Livello di attenzione alto ma non spaventiamo la gente". Scontro tra il ministro della Giustizia e il legale della difesa sulle condizioni di salute del detenuto. Il Pd: "Informativa urgente sulle parole di Meloni che parla di attacco allo Stato"
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Una lettera di minacce a firma anarchica con un proiettile è stato recapitata all'Iveco Defence Vehicles di Bolzano. La busta era indirizzata a uno dei manager dello stabilimento. "Per Alfredo Cospito fratello e compagno", l'incipit del delirante volantino dattiloscritto firmato dalla Federazione anarchica informale (Fai) e recapitato in una busta gialla anche ad altre due diverse aziende e a un giornale. La mittente riportata sulla lettera risulterebbe Anna Beniamino, compagna di Cospito, che però è detenuta nel carcere femminile di Rebibbia a Roma. Tra il nome e il cognome della donna, indicata come "avvocato, c'è la scritta "Spitoco", anagramma di Cospito. "Un falso", reagiscono duramente legali di Beniamino, Gianluca Vitale e Caterina Calia, che ricordano come "le lettere della detenuta in uscita e in entrata sono registrate con la precisa indicazione del destinatario e del mittente".

Le procure …

Una lettera di minacce a firma anarchica con un proiettile è stato recapitata all'Iveco Defence Vehicles di Bolzano. La busta era indirizzata a uno dei manager dello stabilimento. "Per Alfredo Cospito fratello e compagno", l'incipit del delirante volantino dattiloscritto firmato dalla Federazione anarchica informale (Fai) e recapitato in una busta gialla anche ad altre due diverse aziende e a un giornale. La mittente riportata sulla lettera risulterebbe Anna Beniamino, compagna di Cospito, che però è detenuta nel carcere femminile di Rebibbia a Roma. Tra il nome e il cognome della donna, indicata come "avvocato, c'è la scritta "Spitoco", anagramma di Cospito. "Un falso", reagiscono duramente legali di Beniamino, Gianluca Vitale e Caterina Calia, che ricordano come "le lettere della detenuta in uscita e in entrata sono registrate con la precisa indicazione del destinatario e del mittente".

Le procure del Nord Italia indagano. E le lettere saranno oggetto della riunione settimanale del Comitato di analisi strategica antiterrorismo. "Modalità già viste su cui le forze dell'ordine hanno un livello di attenzione già alto - commenta il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi - Dobbiamo però lanciare messaggi sempre molto equilibrati: non di sottovalutazione ovviamente, ma neanche bisogna far preoccupare la gente".

La lettera e le minacce

Nella lettera, di cui l'agenzia di stampa Adnkronos ha riportato alcuni stralci, si legge: "La Fai non dimentica Alfredo e gli altri compagni e per risposta all'attacco alla libertà del movimento anarchico colpirà gli uomini per far morire le strutture". Il manager, individuato come obiettivo, viene descritto come "l'anima nera delle operazioni di mercato (...), al servizio della guerra che alimenta la morte in Ucraina".

E ancora: "Verme della società che orienta e determina le guerre per fare ricchezza ingiusta con qualsiasi mezzo, traditore di ogni ideale per arricchire il sistema indossa mille maschere ma vende morte e non lo racconta nemmeno ai figli (...)".

Poi le minacce, estremamente esplicite, insieme agli inviti a passare all'azione: "Verrà colpito a morte davanti alla famiglia. Può essere colpito in qualsiasi momento. Conosciamo le sue abitudini, gli interessi (...). Non avrà mai pace, ovunque andrà troverà un compagno anarchico pronto a vendicare il carcere di Alfredo e dei compagni".

Il Pd: "Attacco allo Stato? Informativa urgente di Piantedosi"

Intanto il Pd ha chiesto "formalmente un'informativa urgente del ministro dell'Interno Piantedosi sul tema delle dichiarazioni della presidente del Consiglio e del ministro della Difesa in merito a un clima che si sta pericolosamente surriscaldando con situazioni inquietanti che rischiano di avere conseguenze gravi". Lo ha detto in aula alla Camera, la capogruppo del Pd a Montecitorio, Deborah Serracchiani.

"Si è parlato anche di un vero e proprio attacco allo Stato - ha aggiunto la capogruppo dem - se così è, non possiamo che essere molto preoccupati e riteniamo che queste affermazioni non possano rimanere solo sulla stampa ma che serve un dibattito parlamentare".

Lo scontro sulla salute di Cospito

Alfredo Cospito, intanto, è ancora ricoverato all'ospedale San Paolo di Milano. L'anarchico ha iniziato a riprendere gli integratori perché, secondo alcune fonti penitenziarie, vorrebbe arrivare "lucido" all'udienza della Cassazione del 24 febbraio. Diventata un punto di possibile svolta dopo la requisitoria del pg della Suprema Corte, Piero Gaeta, che ha chiesto l'annullamento del 41 bis. Seppur con rinvio degli atti a nuovo esame.

Sullo stato di salute dell'anarchico è però scontro. Nell'informativa alla Camera il Guardasigilli Carlo Nordio ha raccontato che "Cospito è in discrete condizioni generali, autonomo, vigile, sotto continuo monitoraggio cardiaco. I valori di potassio sono rientrati nella norma, il sodio è invece ai valori inferiori del range, i medici hanno rilevato un miglioramento del quadro clinico che resta critico". Cospito avrebbe preso acqua, "zucchero, sale e yogurt con il miele". E "non emerge alcun decadimento cognitivo, unica variabile valutabile che può incidere della pericolosità sociale" e dunque "sulla revoca del carcere duro".

L'avvocato Flavio Rossi Albertini, in collegamento con Radio Onda Rossa, invece si è detto "molto preoccupato. Non lo vedo bene. Ha un dimagrimento e uno stato di prostrazione molto accentuata. Tutto quello che assume lo rimette perché uno stomaco provato da 119 giorni di sciopero della fame non è più in grado di funzionare come dovrebbe". "Credo - ha aggiunto - che ci sia un tentativo di calmare la tensione sociale diffondendo notizie sugli yogurt che avrebbe mangiato".

Interpellanza a Nordio: "Perché sono cambiati i detenuti attorno a Cospito?

Il gruppo Pd alla Camera ha rivolto anche un'interpellanza a Nordio in merito alle conversazioni captate tra i detenuti al 41 bis e alle scelte rispetto all'assegnazione del nuovo gruppo di socialità del detenuto Cospito a partire dal 24 dicembre scorso che, prima del trasferimento in ospedale, lo ha visto condividere spazi con tre boss mafiosi. Un dubbio che aveva sollevato in conferenza stampa la scorsa settimana Luigi Manconi, presidente di A buon diritto, che per primo trattò su Repubblica il caso Cospito.

L'atto parlamentare è firmato da Debora Serracchiani, Andrea Orlando, Peppe Provenzano, Silvio Lai e Federico Gianassi. Analoga interrogazione è stata annunciata al Senato a firma della capogruppo Simona Malpezzi, di Walter Verini, Alfredo Bazoli, Franco Mirabelli e Anna Rossomando. Stessa richiesta è stata avanzata dal capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra, Peppe De Cristofaro.

La replica di Nordio: "Rispettate le regole"

Nel question time al Senato, il ministro della Giustizia ha replicato che "sono state rispettate le regole". Ha ricostruito Nordio: "Il 20 maggio 2022 Cospito è stato inserito in un gruppo di socialità di 3 detenuti nel carcere di Sassari. Il 25 giugno scorso, per la riorganizzazione della turnazione delle ore all’aria aperta, è stato rimodulato il gruppo di socialità, sostituendo due componenti con altri due, tra cui Francesco Presta. Il 24 dicembre Cospito è stato inserito su disposizione del direttore del carcere di Sassari in un ulteriore diverso gruppo socialità a causa dell'ingresso in carcere di detenuto che non poteva essere inserito con altri detenuti della medesima area criminale. Questa decisione è stata comunicata all'Antimafia". Una risposta che non ha soddisfatto De Cristoforo perché, secondo il senatore, non sono esplicitate le ragioni dei trasferimenti.