✕

Migranti, l'Onu al governo italiano: "Ritiri il decreto Ong, molte più vite andranno perse"

Dura nota dell'Alto commissario per i Diritti umani delle Nazioni Unite Volker Turk: "Serie preoccupazioni per una proposta di legge che può ostacolare la fornitura di assistenza salvavita"
2 minuti di lettura

Le Nazioni Unite chiedono al governo italiano di ritirare il decreto legge anti Ong. A prendere una posizione molto netta e critica, proprio all'indomani dell'approvazione del provvedimento da parte della Camera, è l'alto commissario per i Diritti Umani dell'Onu, Volker Turk, che ha espresso "serie preoccupazioni per una proposta di legge in Italia che potrebbe ostacolare la fornitura di assistenza salvavita da parte delle organizzazioni umanitarie di ricerca e soccorso (Sar) nel Mediterraneo centrale, con conseguenti più morti in mare".

Il modo sbagliato per affrontare la crisi umanitaria

"Tutti vediamo con orrore le condizioni di coloro che attraversano il Mediterraneo, e desideriamo che quella sofferenza finisca - scriveTurk in una nota - Ma- aggiunge, riferendosi al decreto legge che adesso andrà in discussione al Senato prima della defintiva approvazione -  questo è semplicemente il modo sbagliato per aff…

Le Nazioni Unite chiedono al governo italiano di ritirare il decreto legge anti Ong. A prendere una posizione molto netta e critica, proprio all'indomani dell'approvazione del provvedimento da parte della Camera, è l'alto commissario per i Diritti Umani dell'Onu, Volker Turk, che ha espresso "serie preoccupazioni per una proposta di legge in Italia che potrebbe ostacolare la fornitura di assistenza salvavita da parte delle organizzazioni umanitarie di ricerca e soccorso (Sar) nel Mediterraneo centrale, con conseguenti più morti in mare".

Il modo sbagliato per affrontare la crisi umanitaria

"Tutti vediamo con orrore le condizioni di coloro che attraversano il Mediterraneo, e desideriamo che quella sofferenza finisca - scriveTurk in una nota - Ma- aggiunge, riferendosi al decreto legge che adesso andrà in discussione al Senato prima della defintiva approvazione -  questo è semplicemente il modo sbagliato per affrontare una crisi umanitaria. Se questa legge sarà approvata, molte più persone saranno in pericolo e molte più vite andranno perdute perché non vi sarà tempo per salvarle". 

Le navi costrette a rimanere lontane dalle aree di soccorso

Il riferimento dell'Alto commissario è all'obbligo per le navi umanitarie (stabilito dal decreto) di allontanarsi dalla zona Sar subito dopo ogni salvataggio per raggiungere il porto sicuro che il governo italiano ormai da mesi assegna in città del nord Italia distanti 4 o 5 giorni di navigazione costringendo così la flotta delle Ong a rimanere lontano dalle aree di soccorso per molto tempo e con costi di carburante che stanno costringendo le Ong a diradare le missioni. Proprio negli ultimi giorni, il Viminale ha deciso di inviare ad Ancona la Geo Barents di Medici senza frontiere, a Ravenna la Ocean Viking di Sos Mediterranée e (decisione di oggi) a Civitavecchia sia la Life Support di Emergency, che ha effettuato due soccorsi uno di fila all'altro ma senza deviare dal percorso (come il decreto consente), e la piccola Aita mari della Ong spagnola Salvamento marittimo. 

Il rischio di essere riportati indietro

Per l'Alto commissario Turk il dl Ong "ha aumentato il rischio che i migranti siano intercettati e riportati in Libia, un posto che per l'Onu non può essere considerato un porto sicuro". Inoltre, desta preoccupazione nelle Nazioni Unite che gli equipaggi delle navi delle Ong debbano "registrare ogni persona che vuol chiedere protezione internazionale" e che se non lo faranno "saranno multati, soggetti a sanzioni amministrative e le loro navi sequestrate". L'Alto commissario "sollecita con urgenza il governo dell'Italia a ritirare la legge proposta, e a consultare i gruppi che operano nella società civile, in particolare le Ong che si occupano di ricerca e soccorso, e assicurare una legislazione che rispetti le norme internazionali sui diritti umani, le leggi sui rifugiati e altre cornici normative, inclusa la Convenzione dell'Onu sul diritto del Mare e la Convenzione internazionale sulla ricerca e il soccorso in mare".