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Delmastro indagato per le carte su Cospito. “Rivelazione di segreto”

Roma, entra nel vivo l’inchiesta dei pm nata dall’intervento alla Camera del deputato Donzelli. A passargli i documenti fu il sottosegretario alla Giustizia che venerdì sarà interrogato in procura
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ROMA - Non poteva bastare la "blindatura" del ministro Carlo Nordio. Andrea Delmastro Delle Vedove, il sottosegretario alla Giustizia che aveva raccontato al collega deputato Giovanni Donzelli dei colloqui raccolti in carcere tra alcuni mafiosi e il detenuto anarchico Alfredo Cospito, è indagato dalla Procura di Roma per rilevazione e utilizzazione del segreto d'ufficio. L'esponente di spicco di Fdi dovrà rispondere oggi alle domande dei pubblici ministeri. È un contraccolpo per Giorgia Meloni, una sconfessione per il Guardasigilli, che pure si affidava alle valutazioni ultime dei magistrati - dovute, dopo l'esposto presentato a piazzale Clodio dal deputato dei Verdi, Angelo Bonelli. Ed è l'ennesima grana esplosa in seno al governo, che si era compattato nella difesa di Delmastro e Donzelli, ancora sul travagliato terreno della Giustizia.

Documento a 'limitata divulgazione'

"Sono sereno perché credo di non…

ROMA - Non poteva bastare la "blindatura" del ministro Carlo Nordio. Andrea Delmastro Delle Vedove, il sottosegretario alla Giustizia che aveva raccontato al collega deputato Giovanni Donzelli dei colloqui raccolti in carcere tra alcuni mafiosi e il detenuto anarchico Alfredo Cospito, è indagato dalla Procura di Roma per rilevazione e utilizzazione del segreto d'ufficio. L'esponente di spicco di Fdi dovrà rispondere oggi alle domande dei pubblici ministeri. È un contraccolpo per Giorgia Meloni, una sconfessione per il Guardasigilli, che pure si affidava alle valutazioni ultime dei magistrati - dovute, dopo l'esposto presentato a piazzale Clodio dal deputato dei Verdi, Angelo Bonelli. Ed è l'ennesima grana esplosa in seno al governo, che si era compattato nella difesa di Delmastro e Donzelli, ancora sul travagliato terreno della Giustizia.

Documento a 'limitata divulgazione'

"Sono sereno perché credo di non aver violato norme, non ho parlato di atti secretati. La presidente del Consiglio mi ha chiamato, mi ha chiesto se erano atti segreti, ho detto di no ", questa è stata dal primo momento la versione del sottosegretario. Ma il caso non era affatto chiuso, appunto. La sua ricostruzione ora dovrà essere messa sul tavolo degli inquirenti e confrontata con l'analisi accurata di quella relazione proveniente dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Che, per precisazione dello stesso ministro, era un documento "a limitata divulgazione". Formulazione che, come ha sottolineato mercoledì pomeriggio il Guardasigilli in Senato, "è una formulazione che esula dalla materia del segreto di Stato ed è inidonea a connotare la documentazione come atto classificato".

Le carte in mano a Donzelli

Tutto scaturisce dalla battaglia in corso in aula intorno alla vicenda dell'anarchico Cospito, recluso in regime di carcere duro. Il 31 gennaio scorso Giovanni Donzelli, collega di Delmastro e vicepresidente del Copasir, attacca i deputati del Pd, accusa i big di aver fatto una lunga visita a Cospito, li addita perché si sarebbero prestati a fare una battaglia per l'indebolimento del carcere duro che favorisce i mafiosi, "La sinistra sta con lo Stato o con i terroristi?". Soprattutto: Donzelli riporta in aula le informazioni riservate sulla detenzione dell'anarchico che è in sciopero della fame ormai da oltre 110 giorni. E consegna a Montecitorio, nel dettaglio, la conversazione - che risale al 28 dicembre scorso , nello stesso carcere di Sassari - tra Cospito, il camorrista Francesco Di Maio e lo 'ndranghetista Francesco Presta. Sono parole relative proprio allo sciopero della fame dell'anarchico, e al fatto che quella protesta contro il 41 bis doveva diventare "una battaglia di tutti", compresi i detenuti della criminalità organizzata. "Devi mantenere l'andamento, vai avanti", dice Presta all'anarchico. E Cospito: "Vediamo che succede a Roma". Anche lo 'ndranghetista spinge: "Sarebbe importante che la questione arrivasse a livello europeo. Magari ci levassero l'ergastolo ostativo". Proteste, bagarra in aula, il Pd chiede il Gran giurì.

Una posizione sempre più complicata

Come conosce Donzelli, quel materiale riservato? È stato l'amico e sottosegretario Delmastro. Che poi lo ammette anche pubblicamente. Il sottosegretario dovrà ricostruire ogni passaggio con i pm. Una posizione da esaminare, la sua: le competenze legate alla sua delega, infatti, non includerebbero notizie relative ai carcerati. Anche, come Delmastro ha raccontato, il Dap aveva inviato anche a lui quella informativa. Perché? Quelle informazioni dovevano essere destinate a chi detiene la delega al trattamento dei detenuti. Il direttore generale del Dap, Giovanni Russo, ha spiegato ai pm che la relazione della polizia penitenziaria su Cospito non venne inviata al sottosegretario per ragioni d'ufficio, ma fu lui stesso a chiederla. Un dettaglio che contribuisce a complicare la sua posizione, a cui si deve aggiungere un altro elemento: la documentazione venne mandata come richiesto al sottosegretario e su ogni singolo foglio compare la scritta in stampatello "riservato". In un foglio, su una nota a piè di pagina appare "trattasi di documento non soggetto ad accessi ai sensi del d.m. 25/01/1996 n115". Insomma una volta di più veniva sottolineata la natura strettamente delicata di quel materiale e il divieto a renderla pubblica. Anche per prepararsi meglio all'interrogatorio la polizia giudiziaria ha acquisito materiale al ministero della Giustizia.