La dieta ha effetto sulla salute del cervello. "Frutta, verdura e cibi fermentati riducono lo stress: merito dei batteri dell'intestino"
di Elena Dusi , di Elena DusiLo sanno i proverbi, che molte emozioni si percepiscono con la pancia. Ora la scienza conferma che il sistema digerente influenza il cervello in maniera molto più profonda di quanto pensassimo.
Nell'intestino vive, si intreccia e comunica con noi quella comunità di migliaia di specie e miliardi di esemplari di batteri che si chiama microbioma. E che sempre più, nella sua intelligenza collettiva, emerge come la cabina di regia di molti aspetti della nostra salute, dal sistema immunitario fino all'equilibrio mentale.
Dieta e stress: la ricerca
"Con uno studio sulla dieta abbiamo osservato l'influenza dei cibi che assumiamo sul livello di stress che percepiamo" spiega Fulvio Mattivi, ex professore all'università di Trento, oggi ricercatore in chimica degli alimenti alla Fondazione Mach di San Michele all'Adige.
La ricerca, che si intitola "Nutri i tuoi batteri per affrontare lo stress", è stata pubblicata su M…
Lo sanno i proverbi, che molte emozioni si percepiscono con la pancia. Ora la scienza conferma che il sistema digerente influenza il cervello in maniera molto più profonda di quanto pensassimo.
Nell'intestino vive, si intreccia e comunica con noi quella comunità di migliaia di specie e miliardi di esemplari di batteri che si chiama microbioma. E che sempre più, nella sua intelligenza collettiva, emerge come la cabina di regia di molti aspetti della nostra salute, dal sistema immunitario fino all'equilibrio mentale.
Dieta e stress: la ricerca
"Con uno studio sulla dieta abbiamo osservato l'influenza dei cibi che assumiamo sul livello di stress che percepiamo" spiega Fulvio Mattivi, ex professore all'università di Trento, oggi ricercatore in chimica degli alimenti alla Fondazione Mach di San Michele all'Adige.
La ricerca, che si intitola "Nutri i tuoi batteri per affrontare lo stress", è stata pubblicata su Molecular Psychiatry, una rivista del gruppo di Nature. Ha mostrato che seguendo una dieta estremamente ricca di frutta e verdura (almeno 9 porzioni al giorno invece delle 5 normalmente raccomandate) e di cibi fermentati (2-3 porzioni al giorno) la percezione dello stress si riduce del 32%. La causa è proprio la proliferazione di ceppi di batteri benefici a discapito di quelli nocivi, che prosperano invece in presenza di zuccheri e grassi.
Batteri "psicobiotici"
I chimici di Trento hanno affiancato con il loro laboratorio all'avanguardia medici, psichiatri e neurologi dell'università di Cork, in Irlanda. "Sono stati loro - spiega Mattivi - a lanciare una quindicina di anni fa l'idea che la salute del microbioma influisse su quella del cervello. Hanno soprannominato "psicobiotici" i batteri benefici, capaci di contrastare ansia, depressione, perfino autismo e Alzheimer, senza per questo volersi sostituire alle terapie convenzionali. La loro idea è stata accolta all'inizio con scetticismo. Oggi invece è consolidata. Molti gruppi al mondo la studiano".
A Cork 24 volontari hanno seguito la dieta "psicobiotica" per quattro settimane. Altri 21 hanno invece continuato a seguire la dieta normale, mangiando eventualmente cibi spazzatura e di origine industriale. Mattivi e i suoi colleghi nel frattempo analizzavano i metaboliti della digestione in sangue, urine e feci.
"La riduzione dello stress era tanto più marcata quanto era alta l'aderenza alla dieta ricca di fibre e cibi fermentati" conferma Mattivi. "Tre o quattro settimane sono il lasso di tempo minimo per osservare gli effetti della dieta sul microbioma. Zuccheri, grassi e cibi processati riducono il numero di specie complessive d batteri, oltre a favorire quelle nocive, generando un disturbo che si chiama disbiosi e che può manifestarsi con disordine intestinale".
“La ricerca dimostra che uno stile di vita sano basato su una dieta mediterranea in associazione ai cosiddetti “cibi psicobiotici”, garantisce benessere e salute mentale, senza necessariamente ricorrere all’uso di integratori alimentari”, aggiunge Andrea Anesi, ricercatore della Fondazione Mach e coautore dello studio.
Il sentiero che va dalla pancia al cervello
I sentieri attraverso i quali i benefici dei batteri arrivano al cervello sono diversi, e spesso intricati. "Innanzitutto sappiamo che le specie non benefiche favoriscono uno stato di infiammazione" introduce Mattivi. "I batteri benefici invece producono metaboliti che sono direttamente benefici per la salute, come gli acidi grassi a catena corta. Oppure danno il via al metabolismo di alcuni aminoacidi che diventeranno i neuromodulatori, sostanze essenziali per il cervello".
La ratio del legame fra microbioma e salute appare chiara se ripercorriamo all'indietro la nostra storia. "L'uomo si è evoluto insieme alle migliaia di specie di batteri che popolano il suo organismo. Per molti secoli la fermentazione è stata l'unico modo o quasi di conservare i cibi. Solo di recente un'alimentazione di origine industriale ha ridotto la biodiversità del microbioma".
"Vari studi condotti ad esempio in Africa su popolazioni rurali dimostrano che la ricchezza di batteri resta intatta, quando non si mangiano prodotti confezionati con magari più di dieci ingredienti, zucchero in abbondanza, grassi e conservanti".
I cibi in tavola
La dieta prescritta ai volontari della psicobiotica prevedeva un'unica rinuncia: lo zucchero, sostituito da frutta in abbondanza e, se necessario, miele o sciroppo d'acero. Carne magra, uova e formaggi restavano tutti ammessi. "La varietà della dieta favorisce infatti la varietà dei batteri". I cereali, assegnati con dovizia, erano di tipo integrale. I pasti erano preparati a casa (e in appendice all'articolo scientifico gli autori hanno inserito una lista di ricette appetitose).
I cibi fermentati andavano da yogurt e kefir a crauti e kombucha. "E' vero, trovare questi prodotti non è sempre facile. Ma è solo questione di tempo. Dai paesi d'origine si stanno diffondendo sempre più" commenta Mattivi. "E nel nostro studio abbiamo fatto attenzione a non introdurre integratori. Ne esistono diversi, così come ceppi di batteri, registrati e venduti a costi alti. Una dieta sana deve anche adattarsi alle tasche di tutti".