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Berlusconi, processo escort. “No alle intercettazioni”, anche a Bari si va verso l’assoluzione

In salita il procedimento in cui il leader di Forza Italia è accusato di aver pagato Tarantini perché mentisse ai pm. L’imprenditore portava prostitute a casa dell’ex premier e per questo è stato condannato
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C'è un altro processo in cui Silvio Berlusconi è imputato con l'accusa di aver pagato i testimoni perché mentissero. È a Bari e il Cavaliere è accusato di aver dato denaro, per il tramite di Valter Lavitola, all'imprenditore Gianpaolo Tarantini affinché raccontasse ai magistrati che nessuno sapeva che le ragazze che portava a casa Berlusconi fossero prostitute, come invece ha accertato una sentenza della Cassazione. Un altro processo - si è ancora in primo grado, dieci anni dopo i fatti - dove per una questione procedurale l'ex presidente del Consiglio ha ottime possibilità di essere assolto: i pm basavano infatti gran parte delle accuse sulle intercettazioni telefoniche che però sono state dichiarate inammissibili. In un'udienza del mese scorso il giudice Valentina Tripaldi ha infatti accolto un'eccezione dell'avvocato di Berlusconi, Roberto Sisto che aveva sostenuto come quelle conversazioni f…

C'è un altro processo in cui Silvio Berlusconi è imputato con l'accusa di aver pagato i testimoni perché mentissero. È a Bari e il Cavaliere è accusato di aver dato denaro, per il tramite di Valter Lavitola, all'imprenditore Gianpaolo Tarantini affinché raccontasse ai magistrati che nessuno sapeva che le ragazze che portava a casa Berlusconi fossero prostitute, come invece ha accertato una sentenza della Cassazione. Un altro processo - si è ancora in primo grado, dieci anni dopo i fatti - dove per una questione procedurale l'ex presidente del Consiglio ha ottime possibilità di essere assolto: i pm basavano infatti gran parte delle accuse sulle intercettazioni telefoniche che però sono state dichiarate inammissibili. In un'udienza del mese scorso il giudice Valentina Tripaldi ha infatti accolto un'eccezione dell'avvocato di Berlusconi, Roberto Sisto che aveva sostenuto come quelle conversazioni fossero inutilizzabili perché "disposte per fatti diversi da quelli di cui oggi si discute e rispetto ai quali non c'è nessun link".

I testimoni

Una teoria, contestata dalla Procura ma avallata dal tribunale, che ha messo quindi in grave salita il processo. Perché non solo l'accusa non potrà utilizzare quelle conversazioni (che in gran parte erano state registrate dalla procura di Napoli che indagava su un presunto giro di corruzione internazionale che girava attorno a Finmeccanica) ma non potrà nemmeno contestarle ai testimoni che dovranno essere sentiti nelle prossime udienze: in calendario ci sono gli interrogatori di Lavitola, Guido Bertolaso (all'epoca dei fatti contestati capo della Protezione civile), Francesco Guarguaglini (ex capo di Finmeccanica) e Paolo Berlusconi, fratello del premier. Nell'ultima udienza è toccato, invece, all'autista di Lavitola. "Andavo a Palazzo Grazioli anche due volte al mese per consegnare pacchi o ritirare buste chiuse. Non so cosa contenessero, credo documenti" ha dichiarato. Nel procedimento è anche costituita parte civile contro Berlusconi la presidenza del Consiglio: è probabile che nelle prossime udienze venga ritirata, come è accaduto a Milano.

La condanna di Tarantini

Sul fatto che le ragazze che Tarantini portava nelle residenze di Berlusconi fossero prostitute non c'è, invece, alcun dubbio. L'imprenditore ha una condanna definitiva a due anni e dieci mesi per aver portato avanti "un'intensa attività mirata a soddisfare i desiderata dell'ex premier" con donne che "si muovevano nell'esclusiva prospettiva di elargizioni economiche".