A Venezia i canali restano senz'acqua: gondole in secca appoggiate sui fondali
di Vera MantengoliVENEZIA. Gondole all'asciutto e morìa di cefali. Non sono scherzi di Carnevale, ma due fenomeni che si stanno verificando in questi giorni in una Venezia affollata di turisti in maschera. Se la causa dei molti canali asciutti è la bassa marea accentuata dagli effetti degli anticicloni delle Azzorre e Nordafricano, quella delle decine di pesci morti non è ancora accertata e nemmeno gli esperti si sbilanciano.
I pesci morti
Martedì mattina Claudio Vernier, presidente dell'associazione dei commercianti di Piazza San Marco, ha postato un video su Facebook che riprende decine di cefali morti e agonizzanti in Rio della Fornace, un ramo d'acqua che collega il Canal Grande al Canale della Giudecca. Lo stesso fenomeno si era verificato a inizio gennaio in un canale di zona Sant'Angelo, ma in quel caso si era pensato alle temperature molto fredde. Nei mesi invernali può capitare infatti di vedere migliaia di cefali raggrupparsi in canal…
VENEZIA. Gondole all'asciutto e morìa di cefali. Non sono scherzi di Carnevale, ma due fenomeni che si stanno verificando in questi giorni in una Venezia affollata di turisti in maschera. Se la causa dei molti canali asciutti è la bassa marea accentuata dagli effetti degli anticicloni delle Azzorre e Nordafricano, quella delle decine di pesci morti non è ancora accertata e nemmeno gli esperti si sbilanciano.
I pesci morti
Martedì mattina Claudio Vernier, presidente dell'associazione dei commercianti di Piazza San Marco, ha postato un video su Facebook che riprende decine di cefali morti e agonizzanti in Rio della Fornace, un ramo d'acqua che collega il Canal Grande al Canale della Giudecca. Lo stesso fenomeno si era verificato a inizio gennaio in un canale di zona Sant'Angelo, ma in quel caso si era pensato alle temperature molto fredde. Nei mesi invernali può capitare infatti di vedere migliaia di cefali raggrupparsi in canali della Laguna più protetti per ripararsi dalle acque gelide del mare aperto: ma i più deboli o quelli che vengono presi di mira da gabbiani e cormorani non riescono a sopravvivere.
Il freddo
Questa volta però sembra diverso. Inizialmente si è pensato che la causa potesse essere la bassa marea, ma quel tratto di canale è trafficato e l'acqua non scende al punto da provocare l'anossia, la riduzione dell'ossigeno. Poi si è pensato al freddo, ma in questi giorni la temperatura è aumentata e non c'è il gelo di un mese fa. Infine, c'è chi ha ipotizzato che potesse trattarsi di qualche sostanza inquinante, ma non si spiegherebbe perché si sia verificato in questi giorni anche nel Veneziano, a Concordia Sagittaria, sul fiume Lemene. Tra queste possibilità la spiegazione fino ad adesso più plausibile sembra sia comunque quella della temperatura fredda.
Gli esperti
"Le ipotesi sono talmente tante che dire una fesseria è un attimo", spiega il biologo Luca Mizzan, direttore del Museo di Storia Naturale di Venezia. "Tre settimane fa si sono registrate le prime segnalazioni di pochi esemplari di cefali che morivano in zona Sant'Angelo, ma sarebbe da capire quali specie siano quelle segnalate". Neppure il professore di Ecologia di Ca' Foscari Piero Franzoi si sbilancia. Tuttavia c'è da dire che rispetto alle migliaia di esemplari che si sono viste ultimamente tra i canali dell'Arsenale e Sant'Elena, gli esperti fanno notare che si tratta di una piccola parte che potrebbe essere quella più debole.
La bassa marea
Chiara invece è la spiegazione dei canali a secco che mostrano la vera pelle di Venezia. In molte zone della città, da Dorsoduro a Santa Croce, arrivando fino a San Marco, in questi giorni ci si può imbattere in scorci davvero singolari. Con la bassa marea vengono alla luce le migliaia di mitili che ricoprono le fondamenta dei palazzi e si può vedere il letto dei canali con le gondole letteralmente appoggiate sui fondali. Sui canali a secco, visibili anche nei prossimi giorni quando la marea sarà -55 e -60 cm dal punto zero di Punta della Salute, una spiegazione c'è.
L'anticiclone delle Azzorre
"Intanto bisogna dire che è caratteristico di questo periodo avere la marea così bassa, ma sicuramente il fenomeno viene rafforzato in questi giorni dall'anticiclone delle Azzorre che si è esteso e si è unito agli effetti dell'anticiclone Nordafricano" spiega il direttore del Centro Maree Alvise Papa. L'anticilone provoca una colonna di aria che comprime la superficie del mare, ma a questo bisogna aggiungere l'effetto dei venti da Nord che creano un impedimento al normale flusso naturale della marea che nell'Adriatico sale lungo la costa croata e scende lungo quella italiana. "Per spiegarlo in modo molto estremamente semplice possiamo dire che lo scirocco spinge l'acqua da Sud a Nord e non la lascia uscire l'acqua dalla Laguna, come osserviamo quando c'è l'acqua alta, mentre l'anticiclone fa l'opposto: i venti da Nord limitano l'ingresso dell'acqua nell'Adriatico e per questo assistiamo a delle maree molto basse".