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Vera crisi di coppia o trovata di marketing? Il condominio Italia in ansia per i Ferragnez

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Il mistero del flash mob annullato a Milano e il selfie senza la fede. Le ultime puntate della soap opera iniziata a Sanremo
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Con tutti i casi che ha già da seguire, ieri la questura di Milano si è dovuta occupare anche di una banale lite coniugale, che forse si chiude domani, forse no. Perché le forze dell'ordine intervengono su tutto, dal femminicidio al bisticcio di coppia, quando il vicino di casa chiama il 112: "Correte, si ammazzano!", e magari finisce con il consiglio classico: "Se proprio dovete litigare, fatelo a bassa voce", sennò il condominio si allarma. Poi arrivano gli amici: "Fate la pace, pensate ai vostri bambini...". Ma ci sono casi in cui la coppia ha qualche milionata di amici, e la crisi diventa social, virale, gigantesca, epocale. Lui ha esagerato, lei si è tolta la fede e l'ha cacciato dal camerino di Sanremo, dove questa triste storia è cominciata. Dopo i Totti, anche i Ferragnez vanno a pezzi, e con loro il sogno italiano della famiglia perfetta.

Ma sarà vero? Magari i due sono già sul divano a guardarsi una serie in ciabatte, mangiando popcorn (in una mano i popcorn, nell'altra il telefono per il selfie della pace e delle ciabatte). Comunque, da Bologna una certa Alessia ha lanciato l'appello 5 giorni fa: "Facciamo un flash mob in piazza del Duomo a Milano", e tutti dietro, compreso un tizio che ha pronte le magliette "ChiaraXdonaFede" (trad.: Chiara, perdona Fede). "Ci sarà lo striscione con scritto #ChiaraXdonaFede". E "vista la crisi della famiglia #Ferragnez, faremo una manifestazione per dargli la nostra vicinanza". Appuntamento alle 16, in una piazza che il sabato esplode di gente e piccioni, e anche di bambini travestiti da qualcosa per il Carnevale (che a Milano sarebbe settimana prossima, ma non importa).

Due giorni dopo Alessia ci ripensa: "Grazie per il vostro sostegno, ma a causa della troppa esposizione che ha raggiunto la nostra iniziativa siamo costretti ad annullarla". La tremenda notizia arriva anche ai media, e di bocca in bocca e di social in social, diventa così: la questura ha annullato l'evento per motivi di ordine pubblico. Si chiede direttamente alla questura, che non ha annullato un bel niente, visto che Alessia il flash mob se l'era già annullato da sola.

Va detto che di questi tempi polizia e carabinieri hanno altro a cui pensare, tipo i raduni autorizzati e non degli anarchici insurrezionalisti, che protestano - anche a pietrate e vetrine spaccate - contro la detenzione al 41 bis di Alfredo Cospito. Ma qualcuno ci si è dovuto pur mettere, a rispondere a telefonate del tipo "ma è vero che avete cancellato la manifestazione pro Ferragnez?". E piazza del Duomo è da anni "obiettivo sensibile", videosorvegliata e presidiata h24 da forze dell'ordine ed Esercito. Quindi, se proprio ti scappa il flash mob, è meglio farlo al Corvetto o a Sesto San Giovanni. Ma la candida Alessia, che agisce "per amore", non ha pensato agli effetti di un raduno seppure amoroso proprio nel centro di Milano (dove fa un bell'effetto boom, si capisce).

E alla fine è stato solo un falso allarme (talvolta c'è anche il procurato allarme). È stata solo la puntata di ieri della saga Ferragnez, non si sa quanto consapevoli dell'evento, visto che controllano con pugno di ferro qualunque uscita fisica e virtuale, e interviste, post, storie. Forse dietro non c'era la loro macchina perfetta di automarketing, ma solo l'iniziativa di una fan. E comunque, Alessia e migliaia di altri ci credono davvero, che i due sono in crisi, che Sanremo non gli ha portato bene, che lui è solo un ragazzo (ex ragazzo) di Buccinasco e lei una fatina, di sicuro brava imprenditrice del suo brand e di qualunque cosa sfiori con la grazia che le appartiene: una crema, un abito, una griffe, i diritti civili, persino la Shoah.

Perciò non si possono criticare i fan di questi eredi del genere feuilleton, che facevano vendere i giornali a carrettate. E del fotoromanzo, e delle soap opera (create per vendere i detersivi), delle telenovelas e di settimanali come l'Oggi, che stravendeva con Soraya e lo Scià di Persia, Titti di Savoia e Maurizio Arena, e altri amori più o meno litigarelli. Ma anche di Happy Days, Un posto al sole, fino alle serie attuali comprese quelle a marchio Ferragnez, che servono tutte a vendere, vendere. E una puntata dopo l'altra, il condominio Italia si preoccupa, incatenato com'è a questi destini dall'incerto copione (incerto per noi). Oggi è "Ferragni, perdona Fedez", domani boh.