✕

Medici in fuga: tremila all'anno lasciano l'Italia o il sistema pubblico

(ansa)
In circa mille scelgono gli stipendi migliori di altri Paesi. Poi ce ne sono quasi il doppio che si spostano nel privato
2 minuti di lettura

E' un dato che da solo non racconta i problemi di carenza di organico del sistema sanitario pubblico. Però è uno dei vari elementi che dimostrano come per i camici bianchi lavorare nel nostro Paese sia difficile. Sono circa mille l'anno i medici che scelgono di andare all'estero. Il dato è costante da un po' di anni a questa parte ed è sottostimato. Rende infatti conto solo di coloro che vanno a lavorare nei Paesi comunitari. A questi vanno aggiunti i professionisti che scelgono Paesi fuori dalla Ue, quindi anche l'Inghilterra, ad esempio. Perciò si ritiene che il numero potrebbe essere addirittura doppio, comunque superiore.

La fuga dal Sud

Tra chi sceglie di andare all'estero ci sono più giovani professionisti del Sud, dicono i dati di Fnomceo, cioè la Federazione degli Ordini dei medici. Ci si sposta per cambiare vita e per gli stipendi, mediamente più alti nel resto d'Europa. Il problema lo ha so…

E' un dato che da solo non racconta i problemi di carenza di organico del sistema sanitario pubblico. Però è uno dei vari elementi che dimostrano come per i camici bianchi lavorare nel nostro Paese sia difficile. Sono circa mille l'anno i medici che scelgono di andare all'estero. Il dato è costante da un po' di anni a questa parte ed è sottostimato. Rende infatti conto solo di coloro che vanno a lavorare nei Paesi comunitari. A questi vanno aggiunti i professionisti che scelgono Paesi fuori dalla Ue, quindi anche l'Inghilterra, ad esempio. Perciò si ritiene che il numero potrebbe essere addirittura doppio, comunque superiore.

La fuga dal Sud

Tra chi sceglie di andare all'estero ci sono più giovani professionisti del Sud, dicono i dati di Fnomceo, cioè la Federazione degli Ordini dei medici. Ci si sposta per cambiare vita e per gli stipendi, mediamente più alti nel resto d'Europa. Il problema lo ha sollevato nei giorni scorsi anche il ministro alla Salute Orazio Schillaci. E Guido Quici, presidente del sindacato dei camici bianchi Cimo, ha coommentato: "Si tratta di una sconfitta per tutti. E un'emergenza nazionale. Se a quei colleghi aggiungiamo i tanti medici che ormai quotidianamente decidono di lasciare il servizio sanitario nazionale appare evidente come la carenza di personale che attanaglia gli ospedali di tutta Italia sia destinata ad aggravarsi. E allora chi si prenderà cura della salute dei cittadini?".

E nel pubblico: pochi medici e 'anziani'

In Italia il numero dei medici dipendenti del sistema sanitario è stabile. Erano 106 mila nel 2001 e 108 mila nel 2020 (anno di assunzioni per il Covid). Il problema è che l'età media è molto alta, più di quella degli altri Paesi europei. Oltre il 56%, infatti, ha più di 55 anni. Ci sono però gravi problemi di organico in certi reparti, a partire dai pronto soccorso ma anche in anestesia e rinimazione e nelle chirurgie, ad esempio. E' un problema di errata programmazione e di numero troppo basso di posti nelle scuole di specializzazione negli anni un cui servivano. Adesso si dibatte sull'aumento dei posti nelle facoltà di medicina, che se arriverà produrrà effetti tra una decina di anni.

L'esodo dal Ssn

I medici che vanno all'estero sono meno di coloro che decidono di lasciare il sistema sanitario per passare al privato. Secondo il sindacato Anaao nel 2021 sono stati 2.886 i medici ospedalieri che hanno deciso di cambiare lavoro. Una dato più alto del 39% rispetto al rispetto al 2020. "La media nazionale dei medici che hanno lasciato il Ssn del 2,9%, ma in regioni come la Calabria si sale al 3,8%, e in Sicilia al 5,18%. Nello stesso anno in Lombardia le dimissioni di medici dal Ssn crescono del 43%, triplicano in Liguria, salgono dal 2,04% al 3,29% in Puglia". Quindi oltre a un problema di fuga all'estero, che riguarda soprattutto neo specializzati, ce n'è uno di fuga dagli ospedali.

Stipendi inadeguati, scarsa qualità del lavoro e bassa sicurezza

Secondo il presidente di Fnomceo Filippo anelli, si va via per gli stipendi non adeguati, per la scarsa qualità del lavoro e per la mancanza di sicurezza rispetto alle aggressioni. "Il sistema sanitario ha scarsa attrattività - spiega - Molti scelgono di fare i gettonisti. Un’organizzazione, questa, a turni  che compromette quel rapporto continuativo che è tipico della professione medica ed è una distorsione del sistema". Secondo lui, comunque, bisogna mantenere il numero chiuso per l'accesso all'università "anche perché abbiamo vissuto il dramma dell’imbuto formativo, con migliaia di medici laureati, abilitati, che non potevano specializzarsi e quindi lavorare. Da qui il disagio, la voglia di fuggire all’estero, ma anche le difficoltà di tante famiglie. Credo non sia giusto provare a risolvere il problema penalizzando i giovani".