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Roald Dahl, via le parole "grasso, brutto, nero" dai suoi libri. Polemica sulla censura in nome del politicamente corretto

La decisione presa dall'editore in accordo con gli eredi ha fatto indignare anche Salman Rushdie. E in Italla Pierdomenico Baccalario lancia una petizione: "I libri sono opere d'arte e vanno mantenuti nella versione originale"
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Immaginate Augustus Gloop, il goloso antagonista di Charlie ne La fabbrica di cioccolato, non "enormemente grasso", ma soltanto "enorme". O una delle Streghe che invece di fare la "cassiera in un supermercato o dattilografa per un uomo d'affari" lavora come "scienziato di punta o gestisce un'azienda". I terribili trattori del Favoloso mondo di Mr. Fox che non sono più "neri" ma solo "mostri dall'aspetto brutale e assassino". E Matilde che non legge più Rudyard Kipling ma Jane Austen.

La decisione dei parenti del romanziere

Non c'è solo da immaginarlo perché l'editore britannico di un classico come Roald Dahl, d'accordo con gli eredi dello scrittore, ha deciso di rimuovere dai libri per bambini dell'autore tutte le parole considerate offensive, irrispettose, non inclusive per renderli più accettabili - cioè vendibili - ai lettori moderni secondo i sensitiv…

Immaginate Augustus Gloop, il goloso antagonista di Charlie ne La fabbrica di cioccolato, non "enormemente grasso", ma soltanto "enorme". O una delle Streghe che invece di fare la "cassiera in un supermercato o dattilografa per un uomo d'affari" lavora come "scienziato di punta o gestisce un'azienda". I terribili trattori del Favoloso mondo di Mr. Fox che non sono più "neri" ma solo "mostri dall'aspetto brutale e assassino". E Matilde che non legge più Rudyard Kipling ma Jane Austen.

La decisione dei parenti del romanziere

Non c'è solo da immaginarlo perché l'editore britannico di un classico come Roald Dahl, d'accordo con gli eredi dello scrittore, ha deciso di rimuovere dai libri per bambini dell'autore tutte le parole considerate offensive, irrispettose, non inclusive per renderli più accettabili - cioè vendibili - ai lettori moderni secondo i sensitivity readers, ovvero quegli esperti che in una casa editrice si occupano proprio di individuare parole, frasi e concetti ritenuti lesivi della sensibilità di una comunità.

La revisione - o riscrittura - delle nuove edizioni dei libri di Dahl (1916-1990), ora disponibili nelle librerie, mostra che alcuni passaggi relativi al peso, alla salute mentale, al genere e alla razza sono stati cambiati. E le modifiche apportate da Puffin Books, una divisione di Penguin Random House, sono state riportate per la prima volta venerdì scorso dal quotidiano britannico Daily Telegraph. Le modifiche sono state "piccole e attentamente considerate", ha dichiarato la Roald Dahl Story Company, l'azienda che controlla i diritti dei libri dello scrittore britannico morto 33 anni fa.

Il libro sulle streghe accusato di misoginia

Ne le Streghe si legge ad esempio: "Le streghe sono tutte donne. Non voglio parlar male delle donne. In genere sono adorabili. Ma tutte le streghe sono donne: è un fatto. D'altra parte i vampiri e i lupi mannari sono invariabilmente uomini. Gli uni e gli altri sono pericolosi, è vero, ma una strega lo è almeno il doppio". Il libro già all'uscita fu accusato di misoginia. E così adesso di quella descrizione è rimasta solo la prima frase di cinque parole. Sparite pure le parole "attraente", "matto" e "pazzo" da Agura Trat o il "doppio mento" da Gli sporcelli.

Non l'ha presa bene lo scrittore vincitore del Booker Prize Salman Rushdie che su Twitter ha scritto: "Roald Dahl non era un angelo, ma questa è una censura assurda. La Puffin Books e la proprietà di Dahl dovrebbero vergognarsi".

Non l'unico a considerare tradita l'opera di Roald Dahl, un autore nato nel 1916 e che quindi riflette irrimediabilmente anche lo spirito del suo tempo. Oltre Manica sono piovute critiche di censura di ogni tipo.

In Italia un autore come Pierdomenico Baccalario, scrittore e sceneggiatore, creatore di romanzi d'avventura per ragazzi, ha lanciato una petizione in inglese su Change.org: "Save Roald Dahl from Puffin new edit". "Come romanziere per bambini - si legge - ti chiederei di firmare questa petizione per salvare i romanzi originali di RD. Penso che ci sia un confine tra ciò che è 'offensivo' e ciò che non lo è, e considero questo editing offensivo per milioni di lettori".

La legge del diritto d'autore

Il punto, per Baccalario, è anzitutto quello dei diritti d'autore: "Quando scriviamo un libro - dice a Repubblica - siamo protetti da una legge, che può anche essere discutibile ma esiste, sul diritto d'autore. Nei primi 80 anni dalla morte dello scrittore i diritti vengono gestiti dagli eredi. Chi scrive letteratura fa un'operazione artistica che dovrebbe rimanere così com'è. Si possono mettere apparati, note critiche, prefazioni per spiegare che Dahl scriveva nel 1930 e che probabilmente se lo facesse oggi non scriverebbe tutto così. Ma cambiare il testo per me è problematico. Cosa fai - si chiede - metti una foglia di fico sui quadri o spieghi che all'epoca si dipingeva così?".

Tanto più che, secondo lo scrittore, "le modifiche introdotte perché oggi alcune parole potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno non vengono fatte tanto per andare incontro a motivi etici e morali, ma per vendere copie".

Alla ricerca di un equilibrio

Anche Baccalario ha lavorato con i sensitivity readers e spiega: "La parte bella è quella che costringe l'artista a farsi delle domande, a porsi dei temi e dei problemi. La parte brutta è che si limita sempre più la sfera del possibile. Si deve trovare un equilibrio a mio avviso tra il racconto e i messaggi che è giusto mandare, ma bisogna anche domandarsi perché si cerca questo equilibrio. E cioè se lo si fa come operazione etica o solo per andare incontro al mercato".

"Il rischio - secondo Baccalario - è di dire che Roald Dahl è passato. Allora mi chiedo: ci perdiamo qualcosa? La risposta per me è sì".