"Offensivo e discriminatorio": gli attivisti contro Ignazio La Russa e le sue battute sul figlio gay. "Dovrebbe ricordarsi di essere la seconda carica dello Stato"
di Viola Giannoli , di Viola Giannoli"Un figlio gay? Mi spiacerebbe. Una persona come me, eterosessuale, vuole che il figlio gli somigli. È come se venisse milanista". La metafora calcistica del presidente del Senato Ignazio La Russa piomba, tutt'altro che sportiva, sulla comunità Lgbtqi+.
La rabbia dei genitori e delle famiglie arcobaleno
"La seconda carica dello Stato quando ragiona e comunica dovrebbe considerare che nessuno di noi è artefice del proprio orientamento e della identità sessuale: ognuno è quello che è, maschi, femmine, etero, gay", spiega Fiorenzo Gimelli, il presidente dell'Agedo, l'associazione che riunisce proprio i genitori di persone omosessuali. "L'idea che La Russa esprime - aggiunge - è invece un giudizio qualitativo, come se un orientamento rappresentasse un valore e un altro un disvalore. Da un'autorità dello Stato è inaccettabile".
Questo è il punto per Alessia Crocini, pr…
"Un figlio gay? Mi spiacerebbe. Una persona come me, eterosessuale, vuole che il figlio gli somigli. È come se venisse milanista". La metafora calcistica del presidente del Senato Ignazio La Russa piomba, tutt'altro che sportiva, sulla comunità Lgbtqi+.
La rabbia dei genitori e delle famiglie arcobaleno
"La seconda carica dello Stato quando ragiona e comunica dovrebbe considerare che nessuno di noi è artefice del proprio orientamento e della identità sessuale: ognuno è quello che è, maschi, femmine, etero, gay", spiega Fiorenzo Gimelli, il presidente dell'Agedo, l'associazione che riunisce proprio i genitori di persone omosessuali. "L'idea che La Russa esprime - aggiunge - è invece un giudizio qualitativo, come se un orientamento rappresentasse un valore e un altro un disvalore. Da un'autorità dello Stato è inaccettabile".
Questo è il punto per Alessia Crocini, presidente delle Famiglie Arcobaleno: "Che La Russa sia omofobo, fuori dal tempo e dal mondo come l'Italia che si ostina a non garantire a tutti gli stessi diritti non ci stupisce. Ma La Russa dovrebbe ricordarsi che è la seconda carica dello Stato e non può andare in tv, per di più pubblica come Rai Due, a esternare le sue opinioni come fossero personali. Dovrebbe ricordarsi sempre del suo ruolo istituzionale - insiste - perché con quelle parole ha offeso migliaia di figli Lgbt e migliaia di genitori omosessuali o eterosessuali di ragazzi gay proprio mentre li rappresenta. Noi - conclude - ci aspettiamo una classe politica all'altezza di questo Paese che come dimostra la nostra vita e quella dei nostri figli che frequentano le scuole, le parrocchie, la musica, gli sport è molto più avanti del pensiero retrogrado di persone come La Russa".
L'indignazione delle associazioni Lgbt+
A novembre scorso il presidente del Senato aveva voluto inviare al congresso di Arcigay organizzato a Latina un saluto: "Personalmente - aveva scritto - sia come cittadino che come presidente del Senato, mi troverete sempre in prima linea nel sostenere la difesa dei diritti e la libertà di espressione". Affermazioni che oggi a chi a quel convegno aveva partecipato sembrano "ipocrite" e "smentite dai fatti". Peggio ancora, ragiona qualcuno, "è come se La Russa volesse dire può pure andarmi bene che ci siano omosessuali basta che siano lontani da me o dalla mia famiglia".
Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, ricorda il messaggio del fondatore di Fratelli d'Italia e commenta: "Oggi scopriamo che dietro quel singolare fervore, c'era la compassione di saperci, noi omosessuali, diversi da lui, un eterosessuale. Una compassione, e quel "dispiacere" che ne è l'origine, che sono sentimenti tossici che vediamo di frequente e che producono molta infelicità, hanno conseguenze e impatti spesso drammatici. Ci sono luoghi in cui i genitori possono imparare a non vergognarsi e a non dispiacersi dei propri figli, facendosi aiutare da altri genitori, da medici e professionisti. Il prerequisito è capire che quel dispiacere è un errore, la zavorra di una tara culturale. E questo è un prerequisito urgentissimo se parliamo di una persona che ricopre la seconda carica dello Stato".
"Proprio ieri - aggiunge Piazzoni - Ilga ha diffuso il report annuale sulla condizione delle persone Lgbti in Europa e in Asia: il 2022 è stato indicato come l'anno peggiore degli ultimi dieci, caratterizzato da un'impennata della violenza e del discorso d'odio, specie in ambiente politico e istituzionale. Quel discorso d'odio, ci spiega Ilga, si traduce fisicamente in violenza perché produce un clima che la legittima. In questo, aggiungiamo noi, la politica italiana da anni offre gli esempi peggiori".
"Che una figura di tale rilevanza pronunci parole del genere, cariche di un'omofobia neanche velatamente mascherata, sarebbe del tutto inconcepibile e assurdo se non ci trovassimo in uno scenario politico in cui dichiarazioni del genere sono all'ordine del giorno - commenta pure Mario Colamarino, presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli - Non basta infatti sbarazzarsi di un busto di Mussolini per cancellare l'ideologia orribile, intrisa di una cultura patriarcale ormai morente, alla quale fa riferimento La Russa. Parole del genere pronunciate in contesti reali provocano abusi, discriminazione, tragedie famigliari, violenza, situazioni di disagio e traumi. È una responsabilità politica e sociale che non può essere ignorata con una leggerezza che fa rabbrividire da La Russa".
Da attivista e da sportivo, Rosario Coco, presidente dell'associazione Gaynet e calciatore dell'Atletico San Lorenzo, dichiara a Repubblica: "Non mi risulta che qualche genitore abbia mai buttato fuori di casa un figlio perché milanista, mentre purtroppo, come dimostrano i dati delle linee di aiuto, ci sono ancora troppi casi di ragazzi e ragazze che subiscono violenza e vengono allontanati. L'omotransfobia fa molti più danni in famiglia rispetto al tifo diverso e questo La Russa, da presidente del Senato, dovrebbe saperlo".
"Basito" pure il portavoce del partito gay Fabrizio Marrazzo: "Essere milanista o interista è una scelta, mentre essere lesbica, gay, bisessuale o trans non lo è. Un paragone ridicolo, offensivo e discriminatorio. E queste frasi, pronunciate come presidente del Senato, sono davvero molto gravi. Ora un padre - prosegue Marrazzo - si potrebbe sentire giustificato da La Russa ad essere dispiaciuto, e quindi a non accettare, che il proprio figlio sia gay, lesbica, bisessuale o trans. Dopo questa intervista deve chiedere scusa e fare un cambio di passo".
Le proteste della politica
Bufera pure in politica. "Avere un padre con i busti di Mussolini in camera da letto, quello sì, che è sempre un dispiacere", twitta il deputato del Pd Alessandro Zan, commentando le parole di La Russa al programma Belve. Sempre su Twitter, sempre dal Pd, Laura Boldrini: "La Russa va in Tv e offende migliaia di persone. La seconda carica dello Stato che discrimina definendo 'un dispiacere avere figli gay e facendo commenti sessisti sulle colleghe di destra. Affermazioni indecorose specialmente per un presidente del Senato". Più Europa: "Il dispiacere, La Russa, è che sia proprio lei a rappresentare inadeguatamente la seconda carica dello Stato. Siamo fieri e contenti di non assomigliarle". Raffaella Paita, presidente del gruppo Azione-Italia Viva in Senato: "Sono madre e non ho mai desiderato che mio figlio fosse come me. Anche perché mio figlio è meglio di me. E spesso i figli sono meglio dei genitori qualsiasi scelta di vita o personale decidano di fare". "Amate e siate felici, scegliete in base a quello che vi detta il cuore", scrive invece su Facebook la senatrice dell'alleanza Verdi-Sinistra italiana Ilaria Cucchi.