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Laura Boldrini: "Da La Russa in tv la goliardia più becera, ha discriminato i gay"

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L'ex presidente della Camera attacca la seconda carica dello Stato per le frasi sul proprio "dispiacere" in caso di un figlio omosessuale. "Anche la valutazione estetica sulle colleghe parlamentari è umiliante"
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Laura Boldrini, da ex presidente della Camera, cosa pensa dell'intervista tv di Ignazio La Russa?
"La seconda carica dello Stato quando va in televisione non può abbandonarsi alla goliardia più becera come se sedesse al bar o nel salotto di casa".

La Russa le risponderebbe: "Non voglio cambiare, io sono così".
"Ma lui adesso rappresenta la Repubblica. L'articolo tre della Costituzione recita che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale. E dire che gli dispiacerebbe avere un figlio gay si configura come una discriminazione, mentre uno con quel ruolo sarebbe chiamato a rimuoverli, gli ostacoli".

Pensa ci sia un'inadeguatezza al ruolo?
"Di certo non lo sa interpretare. Anche quella valutazione estetica sulle colleghe parlamentari è umiliante".

Come lo giudica?
"Improprio e sessista. Le parlamentari non devono rispondere ai canoni estetici di Ignazio La Russa. Su un uomo non lo si fa, su una…

Laura Boldrini, da ex presidente della Camera, cosa pensa dell'intervista tv di Ignazio La Russa?
"La seconda carica dello Stato quando va in televisione non può abbandonarsi alla goliardia più becera come se sedesse al bar o nel salotto di casa".

La Russa le risponderebbe: "Non voglio cambiare, io sono così".
"Ma lui adesso rappresenta la Repubblica. L'articolo tre della Costituzione recita che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale. E dire che gli dispiacerebbe avere un figlio gay si configura come una discriminazione, mentre uno con quel ruolo sarebbe chiamato a rimuoverli, gli ostacoli".

Pensa ci sia un'inadeguatezza al ruolo?
"Di certo non lo sa interpretare. Anche quella valutazione estetica sulle colleghe parlamentari è umiliante".

Come lo giudica?
"Improprio e sessista. Le parlamentari non devono rispondere ai canoni estetici di Ignazio La Russa. Su un uomo non lo si fa, su una donna sì. Come si permette?".

La Russa teorizza il politicamente scorretto, in polemica con la sinistra.
"Purtroppo sì, perché la correttezza è un valore. E non è l'unico. Ricordo che il leghista Roberto Calderoli, da vicepresidente del Senato, definì l'onorevole Kyenge "un orango". In qualunque altro Paese sarebbe stato costretto alle dimissioni. Qui no. Infatti si sdogana troppo e questo ha conseguenze negative sui giovani. Un uomo delle istituzioni non deve discriminare".

Lei non ha mai sgarrato da presidente della Camera?
"Io avevo le mie idee e le ho mantenute, ma ho cercato di essere il più possibile inclusiva e rispettosa delle idee altrui. Non mi sono mai sognata di offendere quelli che non la pensavano come me. Mi è capitato di incontrare figure politiche e istituzionali di cui non condividevo le opinioni e non ho battuto ciglio".

Un presidente deve coltivare la continenza?
"Occorre darsi una regolata".

La Russa parla al suo elettorato?
"Se lo fa si rivela inadeguato al ruolo".

Ma la destra lo fa perché avverte il favore popolare?
"So bene che la scorrettezza viene teorizzata da molti leader populisti, come Bolsonaro e Trump, ma in questo modo si delegittimano le istituzioni".

Quello di La Russa sui gay è un pensiero condiviso da tanti?
"Purtroppo c'è chi lo condivide, del resto l'omotransfobia resta un grave problema nel nostro Paese. Questa destra è quella che ha affossato il ddl Zan".

Cosa teme?
"Che un messaggio discriminatorio mandato pubblicamente dalla seconda carica dello Stato possa farsi largo. E ciò è deleterio".

E cosa rivela della destra italiana?
"Che sui diritti guarda indietro. Ma non tutte le destre in Europa sono uguali. David Cameron in Inghilterra approvò il matrimonio egualitario. La destra italiana invece è oscurantista, vorrebbe anche rimettere in discussione la legge sull'aborto".

Qual è il pericolo?
"Rischiamo di tornare indietro. Perché i diritti non sono per sempre. E noi faremo di tutto perché ciò non accada, nelle aule del Parlamento e nelle piazze".