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Medici italiani insoddisfatti, uno su tre cambierebbe lavoro

Il sondaggio del sindacato Anaao: a essere in difficoltà è soprattutto chi ha tra 45 e 55 anni. "Ci vorrebbero più soldi per la sanità e va riformato il sistema di assistenza"
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Insoddisfatti del lavoro e anche della vita di relazione e familiare. I camici bianchi italiani sono in difficoltà, soprattutto quelli tra i 45 e i 55 anni. I dati arrivano da Anaao, il principale sindacato degli ospedalieri che ha fatto un sondaggio tra 2.130 medici.

L'insoddisfazione

Il 56% dei dottori è insoddisfatto delle condizioni del proprio lavoro e il 26%, cioè uno su quattro, anche della qualità della vita di relazione o familiare. Il disagio "cresce con l’aumentare dell'anzianità di servizio e delle responsabilità, tanto che i giovani medici in formazione si dichiarano meno insoddisfatti dei colleghi di età più avanzata". La crisi arriva a cavallo tra 40 e 50 anni, quando si comprende che non arriveranno riconoscimenti professionali per il lavoro svolto. La crisi professionale è più sentita al Sud, dove gli insoddisfatti sono il 64%, che al Nord (53%) e al Centro (56%).

Il desid…

Insoddisfatti del lavoro e anche della vita di relazione e familiare. I camici bianchi italiani sono in difficoltà, soprattutto quelli tra i 45 e i 55 anni. I dati arrivano da Anaao, il principale sindacato degli ospedalieri che ha fatto un sondaggio tra 2.130 medici.

L'insoddisfazione

Il 56% dei dottori è insoddisfatto delle condizioni del proprio lavoro e il 26%, cioè uno su quattro, anche della qualità della vita di relazione o familiare. Il disagio "cresce con l’aumentare dell'anzianità di servizio e delle responsabilità, tanto che i giovani medici in formazione si dichiarano meno insoddisfatti dei colleghi di età più avanzata". La crisi arriva a cavallo tra 40 e 50 anni, quando si comprende che non arriveranno riconoscimenti professionali per il lavoro svolto. La crisi professionale è più sentita al Sud, dove gli insoddisfatti sono il 64%, che al Nord (53%) e al Centro (56%).

Il desiderio di una paga migliore

Il cambiamento più desiderato ha a che fare con lo stipendio. Il 64% degli intervistati vorrebbe una paga migliore. Segue l'aspirazione ad avere più tempo libero a disposizione (55%). Per il 16% degli over 65 è prioritaria una maggiore sicurezza rispetto ai colleghi più giovani (6,3%). "Al contrario, l’esigenza dei giovani di una maggior disponibilità di tempo per la famiglia e il tempo libero è più alta, al 38%, rispetto ai colleghi con maggior anzianità di servizio, 27%.

Un terzo cambierebbe lavoro

Più di un medico su tre, il 36% sarebbe disposto a cambiare il lavoro attuale. "Il 20% degli intervistati si dichiara ancora indeciso - spiega Anaao - segno del fatto che almeno una volta si è interrogato sul futuro della professione e sul suo ruolo all’interno del sistema". Il sindacato fa quindi una riflessione politica, sul richio che con il definanziamento e la privatizzazione della sanità pubblica, altri professionisti "vadano ad accrescere le fila delle migliaia di desaparecidos che già oggi abbandonano la professione in cerca di altri lidi o, perché no, di altri lavori".

Più investimenti in sanità

Anaao sottolinea come "l'Italia spenda solo il 6.1% del Pil per la sanità, la cifra più bassa tra i paesi del G7, ben al di sotto della media europea di 11.3% con il costo della sanità privata pari al 2.3%, poco sopra la media europea". Il sindacato chiede un investimento di 10 miliardi per recuperare rispetto agli altri Paesi. "Ma pesano anche questioni di organizzazione e di scelte politiche, se il sistema di cure universalistico non appare in grado, per come oggi è, di reggere l’onda d’urto di nuove patologie infettive o della epidemia delle patologie croniche che accompagnano il sensibile aumento della aspettativa di vita".

Quindi è necessario anche disegnare un nuovo modello "che sia attento alla presa in carico del paziente, sia cronico che in acuzie, aumentando posti letto e personale, e implementando quella medicina di prossimità che appare oggi sempre più teorica, liberando i professionisti dalla medicina di carta che sottrae tempo alla cura".