Censura a Roald Dahl, la protesta degli scrittori italiani: “Inaccettabile”
di Viola Giannoli , di Viola GiannoliGiù le mani da Roald Dahl. Come il Booker Prize Salman Rushdie ("censura assurda, si vergognino") o il primo ministro britannico Rishi Sunak ("le opere di letteratura vanno preservate, non aerografate"), gli scrittori italiani, autori di romanzi per l'infanzia, si schierano. "Riscrivere un libro è un atto di violenza inaudita", tuona Paola Mastrocola. "Un editing offensivo per milioni di lettori", sentenzia Pierdomenico Baccalario. "Inaccettabile", aggiunge Bianca Pitzorno.
Eccola l'operazione che ha sollevato un'ondata di indignazione: Puffin Books, editore britannico di un classico della letteratura per bambini e ragazzi come Roald Dahl, ha deciso, d'accordo con gli eredi dello scrittore, di rimuovere e sostituire nei suoi testi tutte le parole considerate offensive, irrispettose o non inclusive. Per rendere quei libri più accettabili - cioè più vendibili - per i lettori moderni e s…
Giù le mani da Roald Dahl. Come il Booker Prize Salman Rushdie ("censura assurda, si vergognino") o il primo ministro britannico Rishi Sunak ("le opere di letteratura vanno preservate, non aerografate"), gli scrittori italiani, autori di romanzi per l'infanzia, si schierano. "Riscrivere un libro è un atto di violenza inaudita", tuona Paola Mastrocola. "Un editing offensivo per milioni di lettori", sentenzia Pierdomenico Baccalario. "Inaccettabile", aggiunge Bianca Pitzorno.
Eccola l'operazione che ha sollevato un'ondata di indignazione: Puffin Books, editore britannico di un classico della letteratura per bambini e ragazzi come Roald Dahl, ha deciso, d'accordo con gli eredi dello scrittore, di rimuovere e sostituire nei suoi testi tutte le parole considerate offensive, irrispettose o non inclusive. Per rendere quei libri più accettabili - cioè più vendibili - per i lettori moderni e soprattutto per il mercato americano. Le indicazioni sono arrivate dai sensitivity readers, quegli esperti che in una casa editrice si occupano proprio di individuare parole, frasi e concetti ritenuti lesivi della sensibilità di una comunità.
Ecco quindi che Augustus Gloop, il goloso antagonista di Charlie ne La fabbrica di cioccolato, non è più "enormemente grasso", ma soltanto "enorme". Le Streghe invece di fare la "cassiera in un supermercato o la dattilografa per un uomo d'affari" possono lavorare come "scienziata di punta o gestire un'azienda". Matilde non legge più Kipling, considerato colonialista, ma la femminista Jane Austen. Dentro "furioso" al posto di "matto" e "pazzo" in Agura Trat, per via della nuova attenzione alla salute mentale. Cancellato il "doppio mento" da Gli sporcelli per evitare il body shaming. Anche se per contraddizione poi restano "naso bitorzoluto" e "denti storti". Modifiche "piccole e attentamente considerate", ha fatto sapere la Roald Dahl Story Company che detiene i diritti dello scrittore britannico vissuto tra il 1916 e il 1990, già accusato di antisemitismo e misoginìa.
"Chi scrive letteratura fa un'operazione artistica che dovrebbe rimanere così com'è - ribatte Baccalario, scrittore, sceneggiatore, creatore di romanzi d'avventura per ragazzi, che su Change.org ha lanciato una petizione per salvare Dahl dai suoi editori - Si possono mettere apparati, note critiche, prefazioni per spiegare che Dahl forse non scriverebbe oggi nello stesso modo. Ma cambiare il testo è problematico. Cosa fai metti una foglia di fico sui quadri o spieghi che all'epoca si dipingeva così?".
Paola Mastrocola legge le correzioni scoppia a ridere: "Mi pare che siamo afflitti da una malattia gravissima". Tira in ballo la cancel culture e argomenta: "Se non condividiamo qualcosa non possiamo buttarla giù e rifarla. E se si arrivano a riscrivere i grandi libri - e Dahl è un grandissimo, uno degli autori per l'infanzia più liberi, con un umorismo intelligente, una critica della società in grado di sovvertire luoghi comuni - siamo alla fine della civiltà. Come si fa a togliere Dahl da Dahl?".
Bianca Pitzorno, autrice di Ascolta il mio cuore, insiste: "Trovo pazzesca l'operazione di revisione del testo. La sua particolarità è che era crudele, non risparmiava ai bambini le brutture della vita. Per questo piace tanto. Io non permetterei mai una cosa simile ai miei libri per bambini, la considero una censura inaccettabile. E vieterò per testamento che lo facciano i miei eredi".