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Trieste, Liliana Resinovich "si è suicidata": la procura chiede l'archiviazione

Liliana Resinovich 
Nessuna altra ipotesi "fantasiosa", secondo i pm triestini, sta in piedi. Il fratello della vittima: "Mia sorella è stata uccisa. Ci opporremo alla richiesta di archiviazione"
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Fino allo scorso dicembre il fascicolo era aperto per sequestro di persona. Da oggi il giallo di Liliana Resinovich sembra aver trovato la parola fine. "La sola ricostruzione degli eventi consegnata dagli atti processuali è quella dell'intenzionale allontanamento" di Liliana Resinovich "dalla sua abitazione e dell'altrettanto intenzionale decisione di por fine alla propria vita".

[[ge:rep-locali:repubblica:379041410]]Con queste parole, consegnate a un comunicato, la procura di Trieste chiude il caso sulla donna scomparsa il 14 dicembre 2021 e trovata senza vita il 5 gennaio 2022 nell'area boschiva dell'ex ospedale psichiatrico di San Giovanni, a Trieste. "Mia sorella è stata uccisa. Ci opporremo alla richiesta di archiviazione", a dirlo Sergio Resinovich, fratello di Liliana, nell'intervista rilasciata a "Chi l'ha visto?", che andrà in onda domani sera.

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La tesi del suicidio

La tesi del suicidio era già emersa nell'aprile del 2022 da alcuni eleme…

Fino allo scorso dicembre il fascicolo era aperto per sequestro di persona. Da oggi il giallo di Liliana Resinovich sembra aver trovato la parola fine. "La sola ricostruzione degli eventi consegnata dagli atti processuali è quella dell'intenzionale allontanamento" di Liliana Resinovich "dalla sua abitazione e dell'altrettanto intenzionale decisione di por fine alla propria vita".

[[ge:rep-locali:repubblica:379041410]]Con queste parole, consegnate a un comunicato, la procura di Trieste chiude il caso sulla donna scomparsa il 14 dicembre 2021 e trovata senza vita il 5 gennaio 2022 nell'area boschiva dell'ex ospedale psichiatrico di San Giovanni, a Trieste. "Mia sorella è stata uccisa. Ci opporremo alla richiesta di archiviazione", a dirlo Sergio Resinovich, fratello di Liliana, nell'intervista rilasciata a "Chi l'ha visto?", che andrà in onda domani sera.

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La tesi del suicidio

La tesi del suicidio era già emersa nell'aprile del 2022 da alcuni elementi raccolti sull'abbigliamento della donna e a seguito dell'autopsia eseguita sul cadavere. Anche se il fratello della sessantenne l'aveva definita una verità di plastica, quella del suicidio.

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"Un esame ragionato dei complessivi risultati dell'indagine - i soli con i quali la procura della Repubblica, ovviamente, è tenuta a confrontarsi - non consente altre ipotesi, e dunque non legittima le illazioni arbitrarie e fantasiose germogliate qua e là nel gorgo mediatico che ha avviluppato questa vicenda e dal quale questo Ufficio s'è doverosamente tenuto lontano" scrive il procuratore capo Antonio De Nicolo.

Dubbi sul giorno della morte

Non è stato individuato con certezza il giorno della morte di Liliana Resinovich, ma per la procura di Trieste le indagini condotte senza tralasciare nessuna pista portano a una sola verità: la donna scomparsa il 14 dicembre 2021 e trovata senza vita il 5 gennaio 2022 nell'area boschiva dell'ex ospedale psichiatrico di San Giovanni, si è suicidata. Nel comunicato si puntualizza che il dovere della procura è l'accertamento di eventuali reati contro la vittima, "non quello di ricostruirne in dettaglio ogni attimo degli ultimi giorni di vita - una volta escluse, beninteso, sia l'avvenuta segregazione contro la sua volontà sia la sussistenza di altre condotte lesive in suo danno ad opera di terzi".

Indagini scrupolossissime e caso da archiviare

Se dunque "non è stato possibile appurare se sia vero che la signora sia deceduta lo stesso giorno della sua scomparsa (come molte circostanze in fatto, puntualmente indicate nella richiesta di archiviazione, inducono a supporre) o se, alternativamente, sia vero che abbia voluto rimanere nascosta un paio di settimane ed abbia deciso di por fine alla propria vita solo pochi giorni prima del ritrovamento (come fa propendere la consulenza medico legale)", per la procura "non è necessario sciogliere tale dilemma per giungere all'archiviazione della vicenda: è sufficiente constatare che dalle indagini, scrupolosamente condotte, non è emersa, con un minimo di concretezza, alcuna ipotesi di reato specifica e perseguibile ai danni della deceduta". Per la sostituta procuratrice Maddalena Chergia, titolare del fascicolo, il caso è dunque da archiviare.

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