Francesco: "Il Vangelo non c'entra niente con la politica: non è ideologia di destra, sinistra o centro"
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziNella Chiesa "tutto va conformato alle esigenze dell'annuncio del Vangelo, non alle opinioni dei conservatori o dei progressisti", secondo papa Francesco, che, pur sottolineando l'utilità di ricorrere a "inchieste sociologiche", "analisi", elenchi "delle attese e delle lamentele", torna però a mettere in guardia, sullo sfondo del grande sinodo globale che vede affiorare molte divergenze in seno alla cattolicità (2019-2024), dal rischio di ridurre il Vangelo a "un partito politico", una "ideologia di destra, di sinistra o di centro", e la Chiesa a un "Parlamento".
"Il Vangelo non è ideologia di destra, sinistra o centro"
Jorge Mario Bergoglio si è rifatto alla comunità degli apostoli, nel corso dell'udienza generale in aula Paolo VI, sottolineando che "allora, come oggi, insieme a consolazioni non mancavano tribolazioni, le gioie si accompagnavano…
Nella Chiesa "tutto va conformato alle esigenze dell'annuncio del Vangelo, non alle opinioni dei conservatori o dei progressisti", secondo papa Francesco, che, pur sottolineando l'utilità di ricorrere a "inchieste sociologiche", "analisi", elenchi "delle attese e delle lamentele", torna però a mettere in guardia, sullo sfondo del grande sinodo globale che vede affiorare molte divergenze in seno alla cattolicità (2019-2024), dal rischio di ridurre il Vangelo a "un partito politico", una "ideologia di destra, di sinistra o di centro", e la Chiesa a un "Parlamento".
"Il Vangelo non è ideologia di destra, sinistra o centro"
Jorge Mario Bergoglio si è rifatto alla comunità degli apostoli, nel corso dell'udienza generale in aula Paolo VI, sottolineando che "allora, come oggi, insieme a consolazioni non mancavano tribolazioni, le gioie si accompagnavano alle preoccupazioni. Una in particolare: come comportarsi con i pagani che venivano alla fede, con quanti non appartenevano al popolo ebraico. Erano tenuti o no a osservare le prescrizioni della Legge mosaica? Non era una questione da poco. Si formano così due gruppi, tra chi riteneva l'osservanza della Legge irrinunciabile e chi no. Per discernere, gli Apostoli si riuniscono, in quello che viene chiamato il "concilio di Gerusalemme", il primo della storia. Come sciogliere il dilemma? Si sarebbe potuto cercare un buon compromesso tra tradizione e innovazione: alcune norme si osservano, altre si tralasciano. Eppure gli Apostoli non seguono questa sapienza umana, ma si adeguano all'opera dello Spirito, che li aveva anticipati, discendendo sui pagani come su di loro. E dunque, togliendo quasi ogni obbligo legato alla Legge, comunicano le decisioni finali, prese - scrivono - "dallo Spirito Santo e da noi". Insieme, senza dividersi, nonostante avessero sensibilità e pareri diversi, si pongono in ascolto dello Spirito. Ed egli - ha sottolineato Francesco, che nel 2019 ha lanciato un sinodo mondiale che si concluderà a ottobre del 2024 - insegna una cosa, valida anche oggi: ogni tradizione religiosa è utile se agevola l'incontro con Gesù". Un insegnamento che il Papa ha voluto riportare all'oggi: "Quando - ha detto - si trovano divisioni nella Chiesa, per esempio divisioni ideologiche, "io sono conservatore", "io sono progressista": ma dove c'è lo Spirito santo? State attenti che il Vangelo non è una idea, il Vangelo non è una ideologia, il Vangelo è un annuncio che tocca il cuore e ti fa cambiare il cuore ma se tu ti rifugi in idea, in una ideologia, di destra o di sinistra o di centro, stai facendo del Vangelo una ideologia, un partito politico, un club di gente".
Bene le indagini sociologiche, ma non bastano
Per questo, ha proseguito il Papa che nel pomeriggio si recherà sul colle Aventino, a Roma, per presiedere la cerimonia delle ceneri, bisogna invocare "spesso" lo Spirito, "anche oggi, all'inizio della Quaresima. Perché, come Chiesa, possiamo avere tempi e spazi ben definiti, comunità, istituti e movimenti ben organizzati ma - ha proseguito - senza lo Spirito, tutto resta senz'anima. L'organizzazione non basta, è lo spirito che dà vita alla chiesa. La Chiesa, se non lo prega e non lo invoca, si chiude in sé stessa, in dibattiti sterili ed estenuanti, in polarizzazioni logoranti, mentre la fiamma della missione si spegne. E' molto triste - ha insistito Bergoglio - vedere la Chiesa come se fosse un Parlamento soltanto, no: la Chiesa è un'altra cosa, la Chiesa è una comunità di uomini e donne che credono e annunciano Gesù Cristo ma mossi dallo Spirito santo, non dalle proprie ragioni. Sì, si usa la ragione ma viene lo Spirito a muoverla".
"Cari fratelli e sorelle", ha detto ancora il Papa, "partiamo e ripartiamo, come Chiesa, dallo Spirito Santo. E' indubbiamente importante che nelle nostre programmazioni pastorali si parta dalle inchieste sociologiche, dalle analisi, dalla lista delle difficoltà, dall'elenco delle attese e delle lamentele. Questo si deve fare per toccare la realtà, tuttavia - ha detto Francesco - è assai più importante partire dalle esperienze dello Spirito: è questa la vera partenza".