✕

Messa con il Qr code e Quaresima online: nel post-pandemia la Chiesa è sempre più smart

(ansa)
L'uso di internet e delle app è ormai entrato nella quotidianità di parrocchie, santuari e oratori. Con grandi potenzialità ma anche qualche incidente
3 minuti di lettura

Non è più il tempo della pandemia, quando, per rimanere vicino ai fedeli nonostante il distanziamento fisico imposto dal lockdown, qualche prete, generoso ma impreparato, si mise a correre cantando per la chiesa vuota, quasi a volerla riempire da solo, o attivò per errore i filtri durante la diretta zoom, apparendo ai fedeli che seguivano la meditazione di quaresima travestito da blues brothers, con gli occhioni da cartone animato o con barba e baffi disegnati. La vita delle parrocchie, dei seminari, dei santuari ricorre sempre di più al web, ma all'improvvisazione iniziale si vanno sostituendo formazione e preparazione. 

È ormai usanza in diverse parrocchie di usare il Qr code. Nella parrocchia di San Lazzaro, a Vicenza, dai banchi in chiesa sono ormai spariti i foglietti con i testi delle canzoni e si canta con lo smartphone, grazie ad una pagina del sito parrocchiale con i testi della celebrazione. Ma gli utilizzi pastorali del codice &q…

Non è più il tempo della pandemia, quando, per rimanere vicino ai fedeli nonostante il distanziamento fisico imposto dal lockdown, qualche prete, generoso ma impreparato, si mise a correre cantando per la chiesa vuota, quasi a volerla riempire da solo, o attivò per errore i filtri durante la diretta zoom, apparendo ai fedeli che seguivano la meditazione di quaresima travestito da blues brothers, con gli occhioni da cartone animato o con barba e baffi disegnati. La vita delle parrocchie, dei seminari, dei santuari ricorre sempre di più al web, ma all'improvvisazione iniziale si vanno sostituendo formazione e preparazione. 

È ormai usanza in diverse parrocchie di usare il Qr code. Nella parrocchia di San Lazzaro, a Vicenza, dai banchi in chiesa sono ormai spariti i foglietti con i testi delle canzoni e si canta con lo smartphone, grazie ad una pagina del sito parrocchiale con i testi della celebrazione. Ma gli utilizzi pastorali del codice "sono potenzialmente infiniti", ha scritto sul portale della Chiesa di Milano don Luca Fossati: iscriversi a un evento parrocchiale o partecipare online, vedere il video di una testimonianza, scaricare gli orari delle celebrazioni, rimandare da un testo per la catechesi a contenuti multimediali di approfondimento.

Candele a distanza e Quaresima online

Il santuario di Santa Maria del Fonte, a Cremona, da parte sua ha appena rinnovato il sito internet, dove ora è possibile lasciare un "segno" della propria devozione dedicando una preghiera, accendendo una candela a distanza e lasciando le intenzioni per la celebrazione delle messe. Per l'inizio di Quaresima, ieri, mercoledì delle ceneri, la diocesi di Padova, ad esempio, ha creato un sito internet "ad hoc" (www.quaresimadifraternita.it), mettendo online "i materiali per vivere questo tempo verso la Pasqua, accompagnati dai Vangeli del tempo quaresimale, con sussidi predisposti appositamente per i ragazzi, per gli adulti e le famiglie". E se nel cyberspazio si sono ormai affermati personaggi come don Alberto Rovagnani, prete campione di ascolti su Youtube, molti sacerdoti, religiosi, vescovi e cardinali frequentano ormai con dimestichezza i social network. "Si può dire che Cristo usava il tweet", ha detto il cardinale Gianfranco Ravasi. Per non parlare della presenza online del Papa attraverso i media vaticani. L'incidente, certo, è ancora dietro l'angolo. Nei giorni scorsi il link del centro ricreativo di una parrocchia di Caravaggio, in provincia di Bergamo, rimandava a un sito internet a luci rosse del Bangladesh. Ma cresce la competenza e l'abitudine a considerare il web uno strumento della pastorale.  

"Con la pandemia abbiamo riscoperto gli strumenti digitali, che noi utilizziamo ogni giorno, anche all'interno della Chiesa", ha spiegato Fabio Bolzetta, autore del libro La Chiesa nel digitale (Tau editrice). "Tuttavia, a questa riscoperta, non è seguita una necessaria attenzione alla formazione ed è un po' questo che sentiamo come primo bisogno oggi, cioè un'attenzione alla qualità della presenza cattolica in rete e, come secondo aspetto, a un approccio rinnovato del digitale nella pastorale". Il libro, con la prefazione di papa Francesco, è nato dall'esperienza dei 150 video tutorial dell'Associazione Webmaster Cattolici italiani (WeCa).

Il calo della partecipazione dopo il Covid 

Il problema, non solo per la Chiesa italiana, è che con la pandemia una fetta della popolazione ha ridotto, ancora oggi, le attività fuori casa, e il numero di fedeli, già in calo strutturale nel corso degli anni, almeno in Europa, non è tornato ai livelli precedenti il Covid. Motivo per il quale diverse diocesi stanno potenziando in questi mesi i loro siti internet, gli uffici comunicazione, il coinvolgimento di social media manager, gli atenei pontifici si attrezzano con corsi di specializzazione, i movimenti, le associazioni, le singole parrocchie si dotano di strumenti informatici adeguati alla nuova evangelizzazione. Motivo che, inoltre, spinge i pastori a porsi interrogativi su come arrivare ai fedeli in questo nuovo contesto. Tema al quale anche il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha fatto cenno aprendo l'ultimo consiglio permanente: "Certamente ci interroga la flessione nella partecipazione dei cristiani alla Messa domenicale dopo la pandemia, ma dobbiamo sempre pensare - ha notato l'arcivescovo di Bologna - che i nostri confini sono ben più larghi. La Chiesa non finisce sulle sue soglie". 

A modo loro, lo hanno capito anche alcune suore. A Pienza, in Toscana, è in corso una querelle tra le benedettine del monastero Maria Tempio dello Spirito Santo, la diocesi e il Vaticano. Pomo della discordia è l'attività commerciale portata avanti dalle religiose claustrali, con mercatini alimentari e attività di bed&breakfast. Qualcuno in città ha protestato, è intervenuto, già mesi fa, il dicastero vaticano competente per la vita religiosa. "Ci auguriamo che presto si possa trovare un accordo che preservi il bene di tutti", ha dichiarato la diocesi. Le suore protestano, si appellano al Papa. I fedeli tifano, chi per la resistenza delle religiose chi per una soluzione della vicenda. Tutto, ovviamente, tramite internet.