Naufragio in Calabria, Meloni: "Da criminali farli partire". La rabbia delle Ong: "Colpa dei soccorsi assenti"
di Viola Giannoli , di Viola GiannoliROMA - Davanti alle vittime del barcone sbriciolato sul bagnasciuga di Cutro, Giorgia Meloni, "profondamente addolorata", va all'attacco "dei trafficanti di uomini". Perché, dice la presidente del Consiglio, "è criminale mettere in mare un'imbarcazione lunga 20 metri con 200 persone a bordo e previsioni meteo avverse". Ed è "disumano scambiare la vita di uomini, donne e bambini col prezzo del "biglietto" da loro pagato nella falsa prospettiva di un viaggio sicuro".
Dalle Ong, ora frenate nel Mediterraneo dai decreti del governo, arriva però un altro, duro, j'accuse. Un coro unanime di rabbia che sostituisce la parola "tragedia" con "crimine", nel "desolante vuoto dei soccorsi". Per ResQ quella di Crotone è stata "una strage annunciata". Veronica Alfonsi, presidente di Open Arms Italia, sottolinea che "questo non è un dramma, ma la conseg…
ROMA - Davanti alle vittime del barcone sbriciolato sul bagnasciuga di Cutro, Giorgia Meloni, "profondamente addolorata", va all'attacco "dei trafficanti di uomini". Perché, dice la presidente del Consiglio, "è criminale mettere in mare un'imbarcazione lunga 20 metri con 200 persone a bordo e previsioni meteo avverse". Ed è "disumano scambiare la vita di uomini, donne e bambini col prezzo del "biglietto" da loro pagato nella falsa prospettiva di un viaggio sicuro".
Dalle Ong, ora frenate nel Mediterraneo dai decreti del governo, arriva però un altro, duro, j'accuse. Un coro unanime di rabbia che sostituisce la parola "tragedia" con "crimine", nel "desolante vuoto dei soccorsi". Per ResQ quella di Crotone è stata "una strage annunciata". Veronica Alfonsi, presidente di Open Arms Italia, sottolinea che "questo non è un dramma, ma la conseguenza di scelte precise", e ricorda che "se ci fossero i mezzi per soccorrere nessuno morirebbe in mare". Per Emergency il disastro del caicco "è il frutto delle decisioni politiche che impediscono vie d'accesso legali e sicure all'Europa". Ancora, Medici senza frontiere twitta: "L'assenza di missione di ricerca e soccorso europea è un crimine che si ripete ogni giorno". Filippo Ungaro di Save the children accusa "la politica che pensa di risolvere con muri e restrizioni per le Ong". E Mediterranea replica a Meloni: "La presidente parla di "responsabilità dei trafficanti" ma il traffico illegale esiste solo perché non vi sono canali d'ingresso legali in Europa".
È lì, alla Ue, che, nell'esprimere il suo "dolore per le vittime, la vicinanza ai sopravvissuti e il ringraziamento ai soccorritori", guarda Sergio Mattarella, riaprendo il dibattito sulla gestione condivisa dei fenomeni migratori: "È indispensabile - scrive il presidente della Repubblica - che l'Unione europea assuma finalmente in concreto la responsabilità di governare il fenomeno migratorio per sottrarlo ai trafficanti di esseri umani, impegnandosi direttamente nelle politiche migratorie, nel sostegno alla cooperazione per lo sviluppo dei Paesi da cui i giovani sono costretti ad allontanarsi per mancanza di prospettive". Una richiesta a cui non si sottrae la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, che a stretto giro risponde al presidente: "Tutti insieme dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per il Patto su migrazione e asilo e per il Piano d'azione per il Mediterraneo centrale". A farle eco Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo: "I piani per aggiornare e riformare le norme europee in materia di asilo e migrazione sono sul tavolo. Gli Stati membri non dovrebbero lasciarli lì".
Per il governo italiano intanto, dicono Meloni e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, volato a Crotone ieri pomeriggio, l'impegno è tutto rivolto "a impedire le partenze e contrastare con fermezza le filiere dell'immigrazione irregolare in cui operano scafisti senza scrupoli". Dall'opposizione, fronte Cinque Stelle, Giuseppe Conte chiede di "mettere da parte gli slogan e far sì che l'Europa sia davvero presente, solidale e compatta nel gestire e controllare i flussi migratori, davanti a un Mediterraneo che si macchia ancora di sangue".
Partito democratico, Terzo Polo e sinistra rilanciano contro la criminalizzazione delle organizzazioni non governative, colpite dal decreto Piantedosi che punta ad allontanare le navi umanitarie dal Mediterraneo impedendo, tra l'altro, i soccorsi multipli e obbligando il trasporto dei naufraghi fino ai porti decisi da Roma. Stefano Bonaccini definisce "senza senso la guerra alle Ong", Elly Schlein bolla come "disumane" le iniziative del governo, Matteo Renzi scrive che "vanno bloccati i trafficanti di uomini, non chi prova a salvare vite".
Ma per il responsabile degli Esteri, Antonio Tajani, le Ong "non c'entrano niente, nessuno gli ha dichiarato guerra, è bene che salvino, ma se poi - allude il ministro - si danno appuntamento con gli scafisti...". La frase resta tronca. Da Mediterranea replicano: "Cosa si aspetta a mettere anche in questo tratto di mare una nuova straordinaria missione italiana ed europea di ricerca e di soccorso?". Da Unicef Italia parla il portavoce Andrea Iacomini: "La politica deve fare un salto di qualità. Non c'era bastato Aylan?".