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Strage di Cutro, la Guardia costiera: "Frontex segnalò un barcone che navigava regolarmente, noi avvisati dopo il naufragio". Frontex: "Italia è stata avvisata"

(agf)
Confermata la ricostruzione di Repubblica sui mancati soccorsi al caicco naufragato: dopo l'avvistamento da parte dell'aereo di Frontex mai scattata un'operazione di ricerca e soccorso ma di polizia affidata alla Guardia di finanza. La Procura di Crotone valuta profili di omissione di soccorso
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Ci sono volute 36 ore ma, alla fine, la Guardia costiera ha deciso di parlare e spiegare come e perché il barcone naufragato all'alba di domenica sulla spiaggia di Cutro non è stato soccorso. Una spiegazione tardiva che conferma la ricostruzione di Repubblica secondo la quale l'operazione di ricerca del barcone individuato la sera precedente da un velivolo di Frontex è stata trattata come un'operazione di polizia, (law enforcement in gergo) e non di soccorso in mare. Per questa incredibile valutazione, con profili oggettivi di responsabilità che adesso la Procura di Crotone dovrà valutare, il barcone individuato non è stato monitorato, raggiunto, soccorso. E per questo motivo ad intervenire è stata la Guardia di finanza, non dotata di mezzi adatti ad affrontare il mare forza 3-4,  e non la Guardia costiera, le cui motovedette inaffondabili sono uscite dal porto di Reggio Calabria solo a naufragio avvenuto.

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Ci sono volute 36 ore ma, alla fine, la Guardia costiera ha deciso di parlare e spiegare come e perché il barcone naufragato all'alba di domenica sulla spiaggia di Cutro non è stato soccorso. Una spiegazione tardiva che conferma la ricostruzione di Repubblica secondo la quale l'operazione di ricerca del barcone individuato la sera precedente da un velivolo di Frontex è stata trattata come un'operazione di polizia, (law enforcement in gergo) e non di soccorso in mare. Per questa incredibile valutazione, con profili oggettivi di responsabilità che adesso la Procura di Crotone dovrà valutare, il barcone individuato non è stato monitorato, raggiunto, soccorso. E per questo motivo ad intervenire è stata la Guardia di finanza, non dotata di mezzi adatti ad affrontare il mare forza 3-4,  e non la Guardia costiera, le cui motovedette inaffondabili sono uscite dal porto di Reggio Calabria solo a naufragio avvenuto.

Frontex: "Italia avvertita"

Ma Frontex rimanda  al mittente le accuse: "Nelle tarde ore di sabato, un aereo di Frontex che sorvegliava l'area italiana di ricerca e soccorso nell'ambito dell'operazione Themis ha avvistato un'imbarcazione pesantemente sovraffollata che si dirigeva verso le coste italiane: come sempre in questi casi, abbiamo immediatamente informato tutte le autorità italiane dell'avvistamento". Lo riporta un portavoce di Frontex all'ANSA. "Il nostro aereo ha continuato a monitorare la zona fino a quando non è dovuto rientrare alla base per mancanza di carburante", aggiunge.

La ricostruzione della Guardia Costiera

Ma ecco la ricostruzione ufficiale della Guardia costiera che spiega la mancanza di soccorso con la segnalazione di Frontex secondo cui il barcone "navigava regolarmente, con una sola persona visibile sulla coperta della nave". Segnalazione in parte contraddetta da un portavoce di Frontex che invece ammette la presenza a bordo di quella barca di circa 200 persone: "L'imbarcazione, che trasportava circa 200 persone, stava navigando da sola e non c'erano segni di pericolo. Le autorità italiane hanno inviato due motovedette per intercettare l'imbarcazione, ma le condizioni meteorologiche avverse le hanno costrette a rientrare in porto. L'operazione di salvataggio è stata dichiarata nelle prime ore di domenica, dopo che il naufragio è stato localizzato al largo di Crotone. L'operazione, coordinata dalle autorità italiane, è stata condotta via terra, via mare e via aerea con il supporto di una nave e di un aereo di Frontex. L'operazione è in corso". Lo riporta un portavoce di Frontex all'ANSA. 

Migranti, decine di morti davanti alla costa del Crotonese: i primi soccorsi sul luogo del naufragio

Ecco la nota della Guardia costiera: "La sera di sabato 25 febbraio un velivolo Frontex avvistava un'unità in navigazione nel Mar Ionio. L'unità risultava navigare regolarmente, a 6 nodi e in buone condizioni di galleggiabilità, con solo una persona visibile sulla coperta della nave. Il velivolo Frontex inviava la segnalazione al punto di contatto nazionale preposto per l'attività di law enforcement, informando, tra gli altri, per conoscenza, anche la Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma. A seguito di tale segnalazione, la Guardia di Finanza comunicava l'avvenuta attivazione del proprio dispositivo, già operante in mare, per intercettare l'imbarcazione.

Alle 04.30 circa, giungevano alla Guardia Costiera alcune segnalazioni telefoniche da parte di soggetti presenti a terra relative ad un'imbarcazione in pericolo a pochi metri dalla costa. I Carabinieri, precedentemente allertati dalla Guardia di Finanza, giunti in zona, riportavano alla Guardia Costiera l'avvenuto naufragio. Questa è la prima informazione di emergenza pervenuta alla Guardia Costiera riguardante l'imbarcazione avvistata dal velivolo Frontex.

Si specifica che nessuna segnalazione telefonica è mai pervenuta ad alcuna articolazione della Guardia Costiera dai migranti, presenti a bordo della citata imbarcazione, o da altri soggetti come avviene in simili situazioni. A seguito delle segnalazioni ricevute, veniva immediatamente attivato il dispositivo SAR, sotto il coordinamento della Guardia Costiera di Reggio Calabria, con l'invio di mezzi navali e aerei, uomini e mezzi terrestri, nella zona indicata. Le attività di ricerca e soccorso in mare proseguono senza soluzione di continuità anche con impiego di squadre di sommozzatori e con il concorso dei Vigili del Fuoco e delle Forze di Polizia".