Divorzio breve, la giudice Franca Mangano: “Una svolta ma adesso servono nuovi magistrati”
di Liana MilellaROMA - "Un processo gestito da un giudice e da avvocati specializzati per garantire la tutela effettiva ed equa delle relazioni familiari". È la sintesi di Franca Mangano, oggi presidente di sezione della Corte di Appello di Roma, ma fino a ottobre al ministero della Giustizia come capo dell'ufficio legislativo con la ex Guardasigilli Marta Cartabia, a cui, dice Mangano, "va il merito politico di aver sostenuto la riforma e di aver dato creduto ai magistrati, agli avvocati e ai giuristi con i quali abbiamo lavorato".
Sarà la svolta epocale che molte coppie in procinto di dividersi si augurano che sia?
"La riforma, con un rito unificato e con il futuro giudice unico specializzato, ha un valore epocale. Perché nello stesso giudizio confluiscono la domanda di separazione personale e quella di divorzio. È una sorta di prenotazione, che non muta i presupposti del divorzio. Ci sarà un solo giudizio in luogo di due, con un risp…
ROMA - "Un processo gestito da un giudice e da avvocati specializzati per garantire la tutela effettiva ed equa delle relazioni familiari". È la sintesi di Franca Mangano, oggi presidente di sezione della Corte di Appello di Roma, ma fino a ottobre al ministero della Giustizia come capo dell'ufficio legislativo con la ex Guardasigilli Marta Cartabia, a cui, dice Mangano, "va il merito politico di aver sostenuto la riforma e di aver dato creduto ai magistrati, agli avvocati e ai giuristi con i quali abbiamo lavorato".
Sarà la svolta epocale che molte coppie in procinto di dividersi si augurano che sia?
"La riforma, con un rito unificato e con il futuro giudice unico specializzato, ha un valore epocale. Perché nello stesso giudizio confluiscono la domanda di separazione personale e quella di divorzio. È una sorta di prenotazione, che non muta i presupposti del divorzio. Ci sarà un solo giudizio in luogo di due, con un risparmio di tempo e di risorse sia per le parti che per il sistema giustizia".
Troppo tempo, troppi soldi, troppa ansia, troppo dolore. Sono questi i quattro leit motiv che oggi caratterizzano una separazione o un divofzio. Ci saranno ancora?
"È illusorio pensare che l'ansia e il dolore connessi alla crisi di una coppia e di una famiglia possano essere cancellati da una riforma. Ma certamente razionalizzare il processo, evitando così la polverizzazione dei giudizi, la loro ripetizione, e talvolta purtroppo il rischio di pronunce contrastanti, porta con sé la definizione più celere della controversie che eviti la vittimizzazione secondaria, il costo umano ed economico di qualunque processo".
Prevede che andrà a buon fine?
"Sì, vedo concrete possibilità di successo se ci sarà un adeguato investimento nella digitalizzazione del processo e nell'incremento delle piante organiche di magistrati e di personale amministrativo. Perché anche se si riducono i giudizi, servirà comunque un numero adeguato di giudici specializzati".
"Pesiamo" la riforma dalla parte di chi affronta un momento durissimo della vita, che lo diventa ancor più se di mezzo ci sono i figli. Che rassicurazioni dà sui tempi?
"Alla prima udienza davanti al giudice le parti devono presentare le loro richieste e produrre i documenti necessari per provare patrimonio e tenore di vita della famiglia. Se ci sono figli minori sarà necessario un diario ragionato delle loro abitudini scolastiche ed extrascolastiche, e l'impegno di spesa e di disponibilità di tempo, ripartito tra i genitori, per mantenere tutto questo a loro tutela".
Che farà il giudice?
"Assumerà subito i provvedimenti provvisori, pronunciando la sentenza di separazione o di divorzio, in attesa di definire gli aspetti patrimoniali del giudizio".
Tutto sarà in mano agli avvocati. Visto che diventano una sorta di deus ex machina aumenteranno i loro costi già altissimi?
"Questo nuovo giudizio di famiglia è caratterizzato da poteri molto incisivi del giudice, che può nominare un curatore speciale a tutela dei minori, può cercare e acquisire prove sui redditi delle parti, può svolgere accertamenti anche tramite la polizia tributaria pure a carico di terzi, ed eventuali prestanome. Dunque non è vero che tutto è in mano degli avvocati. Anche se la riforma realizza una forte apertura di credito nei loro confronti".
Fino a che punto?
"Il processo è un rimedio estremo in un sistema nel quale avvocati specializzati e mediatori aiutano le parti a comporre i loro contrasti. Ma con un solo limite, invalicabile. Quello della violenza domestica. Perché non può esserci accordo quando c'è violenza e in questo caso giudice e mediatore interrompono ogni pratica conciliativa per mettere in sicurezza la possibile vittima".
Tre drammi, l'assegno di mantenimento, la divisione della casa e dei beni, l'affido dei figli. Cosa migliora?
"L'obbligo di produrre subito tutti i documenti e il potere del giudice di accertare d'ufficio, valido deterrente contro difese dilatorie. Al centro del processo c'è l'interesse dei minori, che devono essere ascoltati nelle loro esigenze di cura e di educazione".
Con il coinvolgimento dei figli non c'è il rischio di traumatizzarli?
"L’ascolto del minore è un atto fondamentale di tutti i giudizi che li coinvolgono, e il giudizio di separazione e di divorzio è tra questi. Nel rispetto dei principi dell'ordinamento anche sovranazionale, il minore dev'essere ascoltato nelle sue esigenze più profonde e tutelato da forme processuali che possono risultare invasive. Per questo sono previste udienze apposite in spazi appositi, in orari compatibili con gli impegni scolastici, e con l'ausilio di personale specializzato che coadiuvi il giudice in questo atto delicatissimo".
La riforma garantisce le donne oggi angariate sui mantenimenti?
"Viene potenziato il sistema di garanzia dei crediti e i provvedimenti del giudice, anche se provvisori, possono essere messi subito in esecuzione e sono titolo per l'iscrizione di ipoteca. Se il debitore non adempie, il creditore può richiedere il sequestro di beni o al datore di lavoro di versare direttamente alla ex coniuge le somme dovute. La regola vale anche per gli assegni di mantenimento stabiliti con una convenzione di negoziazione assistita".