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Meno di un anno per dirsi addio: la rivoluzione del divorzio rapido

(ansa)
Da oggi in vigore la riforma del diritto di famiglia
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ROMA - Una data - oggi - di quelle che restano nella storia, nel nostro caso per divorzi e separazioni, consensuali o meno che siano. Perché proprio oggi entrano in vigore le nuove norme della ex Guardasigilli Marta Cartabia, che le ha introdotte nella riforma del processo civile. Anticipate di quattro mesi dal suo successore Carlo Nordio, per via dei fondi del Pnrr. Parte oggi una procedura che ha un unico obiettivo, impiegare mesi, e non anni, per separarsi e per divorziare.

682 giorni per un divorzio

Da sempre un miraggio per chi affronta il calvario della rottura di una famiglia. Per via dei tempi. Finora lunghissimi. Come dimostrano gli ultimi dati del 2021 disponibili in via Arenula. Dai 682 giorni per un divorzio con contenzioso, ai 663 per una separazione "giudiziale", che scendono a 132 se è "consensuale". Le pendenze parlano chiaro, 41.158 divorzi "litigiosi" pendenti alla fine dell'anno, e 44.939 separazioni "giudiziali…

ROMA - Una data - oggi - di quelle che restano nella storia, nel nostro caso per divorzi e separazioni, consensuali o meno che siano. Perché proprio oggi entrano in vigore le nuove norme della ex Guardasigilli Marta Cartabia, che le ha introdotte nella riforma del processo civile. Anticipate di quattro mesi dal suo successore Carlo Nordio, per via dei fondi del Pnrr. Parte oggi una procedura che ha un unico obiettivo, impiegare mesi, e non anni, per separarsi e per divorziare.

682 giorni per un divorzio

Da sempre un miraggio per chi affronta il calvario della rottura di una famiglia. Per via dei tempi. Finora lunghissimi. Come dimostrano gli ultimi dati del 2021 disponibili in via Arenula. Dai 682 giorni per un divorzio con contenzioso, ai 663 per una separazione "giudiziale", che scendono a 132 se è "consensuale". Le pendenze parlano chiaro, 41.158 divorzi "litigiosi" pendenti alla fine dell'anno, e 44.939 separazioni "giudiziali". Ovviamente diversi i numeri nei casi di accordo tra le parti, 12.264 divorzi, 14.939 separazioni.

Mancano i giudici

Da oggi si dovrebbe cambiare pagina. Il condizionale è d'obbligo perché qualsiasi riforma della giustizia è condizionata dalla coperta troppo corta del personale. Mancano 3mila magistrati, lamentano gli avvocati, che già temono il fallimento. Ma la "rivoluzione" parte lo stesso. Vediamo perché si può definire così un nuovo metodo che entra nelle case e tocca da presso la vita delle coppie. Innanzitutto i tempi, che potrebbero ridursi dalla media di tre anni a uno solo, addirittura a meno di dieci mesi per ottenere un divorzio o una separazione.

Cosa cambia

Il nuovo sistema parte dal primo annuncio che una coppia vuole "scoppiarsi". E subito risulta evidente il ruolo protagonista degli studi legali. Qui verrà "costruito" il fascicolo della separazione. Che dovrà contenere, sin dall'inizio, le ragioni della fine di un'unione, compresi, se ci saranno, i verbali dei testimoni e i rapporti sui minori. Non si andrà più, come in passato, dal giudice a mani vuote. Nella prima udienza la toga avrà già tutto in mano e potrà decidere sui figli a rischio per violenze. Figli che "dovranno" essere ascoltati come testi, e assumeranno una valenza probatoria diretta dei rapporti tra padre e madre.

Aumenteranno i costi che già sono un serio problema per chi rompe un'unione? Alessandro Simeone, il legale che sta seguendo la querelle legale tra Francesco Totti e Ilary Blasi, dice che ci sarà un risparmio. E anche Franca Mangano, che in via Arenula ha materialmente scritto la riforma, assicura che questa paura è infondata.