Strage di Cutro, l'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice: “La colpa della strage è delle politiche di Italia e Ue”
di Giusi Spica , di Giusi Spica"La responsabilità dell'ennesima strage dei migranti è della politica italiana ed europea. Il ministro Piantedosi ha ribaltato la colpa sulle vittime. Bisogna invece chiarire se ci sono state gravi omissioni di soccorso". L'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice condanna le parole dell'inquilino del Viminale dopo il naufragio sulle coste calabresi ("La disperazione non può mai giustificare condizioni di viaggio che mettano a rischio la vita dei propri figli", aveva detto) e boccia il decreto Ong che lega le mani alle navi che soccorrono i migranti. Una presa di distanza netta, come già avvenuto nel 2018: allora Lorefice aveva definito "inaumani" i decreti sicurezza dell'ex ministro Matteo Salvini, di cui Piantedosi era capo di gabinetto.
Arcivescovo, perché la colpa della strage dei migranti è nostra?
"Quel che è avvenuto a Cutro non …
"La responsabilità dell'ennesima strage dei migranti è della politica italiana ed europea. Il ministro Piantedosi ha ribaltato la colpa sulle vittime. Bisogna invece chiarire se ci sono state gravi omissioni di soccorso". L'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice condanna le parole dell'inquilino del Viminale dopo il naufragio sulle coste calabresi ("La disperazione non può mai giustificare condizioni di viaggio che mettano a rischio la vita dei propri figli", aveva detto) e boccia il decreto Ong che lega le mani alle navi che soccorrono i migranti. Una presa di distanza netta, come già avvenuto nel 2018: allora Lorefice aveva definito "inaumani" i decreti sicurezza dell'ex ministro Matteo Salvini, di cui Piantedosi era capo di gabinetto.
Arcivescovo, perché la colpa della strage dei migranti è nostra?
"Quel che è avvenuto a Cutro non è stato un incidente, bensì la naturale conseguenza delle politiche italiane ed europee di questi anni. Noi cittadini, noi cristiani, malgrado il continuo appello di Papa Francesco, non abbiamo fatto quel che era necessario, girandoci dall'altra parte o rimanendo tiepidi e timorosi".
Non è condivisibile il principio di non mettere a rischio la vita dei figli?
"Per chi non vive il dramma della guerra e della povertà è facile teorizzare. Queste persone non hanno altra scelta che tentare di trovare un pezzo di terra accogliente. Noi occidentali abbiamo le nostre responsabilità perché favoriamo i cambiamenti climatici ed esportiamo armi nei loro Paesi. Rischiamo tutti di ammalarci di una forma particolare di Alzheimer che fa dimenticare le responsabilità. Crediamo che sia necessario rispondere ai tanti interrogativi ancora aperti sul naufragio e dissipare ogni equivoco sulla gravissima responsabilità di chi non soccorre i naufraghi, lasciandoli morire in mare".
E' una bocciatura dell'ultimo decreto sulle navi Ong?
"E' una norma che viola la legge del mare e la nostra Costituzione, faro per i governi di qualsiasi colore. Evidentemente non si vuole nessuno nel Mediterraneo, ecco perché si osteggiano e criminalizzano le Ong. E' assurdo imporre alle navi che hanno già fatto un salvataggio di non fermarsi se si imbattono in un altro naufragio".
Qual è il modo per arginare le stragi nel Mediterraneo?
"Non le politiche di respingimento. La paura dell'invasione del mondo arabo è solo un alibi. I migranti che arrivano sulle nostre coste sono soprattutto cristiani cattolici e ortodossi. In Italia producono 8 miliardi di Pil, pagano le tasse, lavorano nelle campagne e badano agli anziani. Siamo noi a guadagnarci. C'è una grande ipocrisia dell'Occidente che li dipinge come invasori".
Parla dell'ipocrisia della Lega e del centrodestra?
"Il mio compito non è fare politica ma dire la parola del Vangelo. Gesù diceva: "Ero forestiero e mi avete accolto". Invece oggi molti cristiani sono vittime di questo lavaggio del cervello che vede nello straniero un nemico. Ci siamo dimenticati della lezione dei padri costituenti che - memori dalle macerie lasciate dal fascismo - hanno riconosciuto pari dignità sociale a tutte le perone indipendentemente da sesso, età, religione"
Crede che ci sia il pericolo di ricadere nel fascismo?
"La mia preoccupazione è che si possa prefigurare di nuovo quel nazionalismo e quella grettezza che ci fa perdere la nostra vera identità. L'Italia ha vissuto il dramma dell'emigrazione ed è stata parte attiva nella scelta di unire l'Europa per affrontare i problemi comuni dopo il disastro della Seconda guerra mondiale. Invece cresce l'individualismo delle nazioni".