Vaticano, giro di vite del Papa sugli affitti gratuiti a cardinali e dirigenti
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziPapa Francesco ha disposto l'azzeramento degli affitti gratuiti o facilitati di cui hanno potuto godere cardinali ed altri dirigenti negli immobili di proprietà del Vaticano.
La misura ha la duplice motivazione di contrastare privilegi e clientelismi, da un lato, e migliorare i ricavi nelle casse dello Stato pontificio in un periodo di particolare difficoltà finanziaria dovuta al contesto economico internazionale.
Bergoglio ha preso la decisione nel corso di una udienza concessa lo scorso 13 febbraio al "ministro delle Finanze", il prefetto della segreteria per l'Economia Maximino Caballero Ledo. In quella occasione, il Papa ha firmato un "rescritto" con il quale ha disposto l'abrogazione di tutte le disposizioni che consentono l'utilizzo gratuito o a condizioni di particolare favore degli immobili di proprietà delle Istituzioni curiali e degli Enti che fanno riferimento alla Santa Sede, comprese le Domus, ossia le case del cl…
Papa Francesco ha disposto l'azzeramento degli affitti gratuiti o facilitati di cui hanno potuto godere cardinali ed altri dirigenti negli immobili di proprietà del Vaticano.
La misura ha la duplice motivazione di contrastare privilegi e clientelismi, da un lato, e migliorare i ricavi nelle casse dello Stato pontificio in un periodo di particolare difficoltà finanziaria dovuta al contesto economico internazionale.
Bergoglio ha preso la decisione nel corso di una udienza concessa lo scorso 13 febbraio al "ministro delle Finanze", il prefetto della segreteria per l'Economia Maximino Caballero Ledo. In quella occasione, il Papa ha firmato un "rescritto" con il quale ha disposto l'abrogazione di tutte le disposizioni che consentono l'utilizzo gratuito o a condizioni di particolare favore degli immobili di proprietà delle Istituzioni curiali e degli Enti che fanno riferimento alla Santa Sede, comprese le Domus, ossia le case del clero presenti in Vaticano e a Roma.
Prima i bisognosi
Si tratta di una decisione - si legge nel rescritto affisso, come vuole la prassi, nel Cortile di San Damaso, e poi pubblicato sugli Acta Apostolicae Sedis, l'equivalente della gazzetta ufficiale in Italia - assunta "per far fronte agli impegni crescenti che l'adempimento al servizio alla Chiesa Universale e ai bisognosi richiede in un contesto economico quale quello attuale, di particolare gravità", con la conseguente necessità "che tutti facciano un sacrificio straordinario per destinare maggiori risorse alla missione della Santa Sede, anche incrementando i ricavi della gestione del patrimonio immobiliare".
La disposizione, riporta Vatican News, riguarda cardinali, capi Dicastero, presidenti, segretari, sottosegretari, dirigenti ed equiparati, inclusi gli uditori, ed equiparati, del Tribunale della Rota Romana.
L'effetto del caro-energia sul bilancio
Il Vaticano non è uno Stato normale: non può usare la leva né della politica monetaria, essendo inserito nel sistema euro, né della politica fiscale, poiché non raccoglie tasse. Ha molti costi (personale, gestione, manutenzione) e introiti autonomi: per il Governatorato la voce principale sono i biglietti dei Musei vaticani; per la Santa Sede, distinta dallo Stato della Città del Vaticano, gli investimenti mobiliari e immobiliari, una parte consistente dei quali sono gli affitti; tanto i Musei vaticani quanto gli affitti, peraltro, hanno subito una flessione a causa della pandemia. "Abbiamo ridotto l'affitto di un terzo del costo mensile e abbiamo reso possibile ritardare il pagamento di un'altra terza parte quando la situazione tornerà alla normalità", spiegò a suo tempo monsignor Nunzio Galantino, presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa). "Pertanto, abbiamo richiesto solo il pagamento del restante terzo del canone di locazione. Prendiamo questa decisione per aiutare tutti coloro che hanno dovuto chiudere parzialmente o totalmente la loro attività". Altra voce di introito, le donazioni che arrivano da tutto il mondo: dai singoli fedeli (Obolo di San Pietro), da singoli benefattori, e dalle Chiese locali (diocesi, ordini religiosi). A causa della pandemia il bilancio preventivo del 2022, ospedali compresi, ha avuto un deficit di 33 milioni. In prospettiva pesano l'inflazione e il caro energia esacerbati dalla guerra russa in Ucraina.
Stop al "contributo alloggio"
Ora arriva la stretta sugli affitti. Gli enti proprietari degli immobili dovranno praticare i prezzi normalmente applicati nei confronti di quanti siano privi di incarichi di qualsiasi tipo nella Santa Sede e nello Stato della Città del Vaticano. Da qui in poi è vietato, in particolare, il "contributo alloggio", col quale un ente copriva le spese di affitto di un suo dirigente. Anche le Domus dovranno applicare le ordinarie tariffe stabilite dal proprio organo amministrativo. Il provvedimento, precisa il rescritto, non ha effetto sulle agevolazioni già concesse alla data della sua entrata in vigore e, pertanto, i contratti stipulati in precedenza proseguono fino alla naturale scadenza, ma possono essere prorogati o rinnovati solo nel rispetto di quanto adesso stabilito, fatti salvi i rinnovi obbligatori stabiliti dalla legge o dal contratto. Qualsiasi eccezione alla nuova normativa dovrà essere direttamente autorizzata dal Papa.