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Migranti, la Via Crucis ispirata da papa Francesco per tutti i morti in mare

Composta da padre Antonio Rungi, viene recitata da oggi nelle chiese in suffragio delle 68 vittime di Cutro e delle migliaia di uomini, donne e bambini che hanno perso la vita nelle acque del Mediterraneo
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Una Via Crucis per le prossime festività pasquali dedicata ai migranti morti in mare. Viene recitata a partire da oggi nelle chiese in suffragio delle vittime di Cutro, in Calabria, e delle migliaia di uomini, donne e bambini che, in fuga da guerre, fame, oppressioni, violenze, finora hanno perso la vita nelle acque del Mediterraneo, troppe volte a poche centinaia di metri dalle coste italiane. L'ha composta uno dei più noti biblisti italiani, il passionista padre Antonio Rungi, voce e firma della Radio Vaticana, editorialista dell'Osservatore Romano e del quotidiano cattolico Avvenire.

Il testo del religioso - delegato, tra l'altro, della vita religiosa della diocesi di Gaeta ed incardinato presso lo storico santuario della Madonna della Civita di Itri (Latina), molto impegnato anche attraverso i social - è ispirato ai richiami di papa Francesco in difesa dei migranti, a partire dall'intervento a Lampedusa nel primo viaggio apostolico di di…

Una Via Crucis per le prossime festività pasquali dedicata ai migranti morti in mare. Viene recitata a partire da oggi nelle chiese in suffragio delle vittime di Cutro, in Calabria, e delle migliaia di uomini, donne e bambini che, in fuga da guerre, fame, oppressioni, violenze, finora hanno perso la vita nelle acque del Mediterraneo, troppe volte a poche centinaia di metri dalle coste italiane. L'ha composta uno dei più noti biblisti italiani, il passionista padre Antonio Rungi, voce e firma della Radio Vaticana, editorialista dell'Osservatore Romano e del quotidiano cattolico Avvenire.

Il testo del religioso - delegato, tra l'altro, della vita religiosa della diocesi di Gaeta ed incardinato presso lo storico santuario della Madonna della Civita di Itri (Latina), molto impegnato anche attraverso i social - è ispirato ai richiami di papa Francesco in difesa dei migranti, a partire dall'intervento a Lampedusa nel primo viaggio apostolico di dieci anni fa, dove pregò per le vittime della più grande tragedia del mare.

Nel testo, spiega Rungi, "le tradizionali 14 Stazioni dedicate alle drammatiche tappe della salita del Golgota di Cristo, alla sua crocifissione e deposizione nel sepolcro in attesa della resurrezione, evocano i momenti altrettanto drammatici della Via Crucis del Terzo Millennio, percorsa da quanti cercano la salvezza scappando da inferni di fame, eccidi e disperazione, per trovare, troppo frequentemente, la morte in fondo al mare. Cristo la trovò sulla croce per poi risorgere. Questi nostri fratelli muoiono travolti dalle acque, a volte senza lasciare tracce. Preghiamo, sulla scia degli instancabili richiami di papa Francesco, affinché simili tragedie non accadano mai più e che i responsabili delle istituzioni italiane ed europee mettano subito in pratica politiche di accoglienza ed integrazione. E per quanti hanno perso la vita, preghiamo perché il Signore li accolga nella pace eterna. È per loro che da oggi fino a Pasqua reciteremo ogni giorno questa Via Crucis per i morti del mare di Calabria e di tutti mari del mondo".

Una Via crucis che fin dalla prima Stazione (Gesù condannato a morte) chiama in causa credenti, non credenti, uomini e donne di buona volontà, ad "interrogarci su questa ennesima tragedia di Cutro". Di fronte a viaggi delle speranza che somigliano sempre più a "vere e proprie condanne", "preghiamo per i fratelli che muoiono e per chi potrebbe aiutarli senza volgere lo sguardo da un'altra parte".

Nelle diverse Stazioni, si ripetono i riferimenti al dramma dei migranti. Dall'invocazione a Dio affinché "aiuti questi nostri fratelli che trovano la morte in mare caricandosi una pesantissima croce al momento della partenza", nella seconda Stazione, al dolore evocato all'ottava Stazione, quando Gesù incontra le Pie Donne di Gerusalemme piangenti: "Chi ha pianto per la morte di questi nostri fratelli e sorelle periti in mare? Chi ha pianto per queste persone che erano in barca? Per le giovani mamme che erano con i loro bambini? Per questi uomini che desideravano qualcosa per sostenere le loro famiglie?".

Una preghiera per quanti vengono "spogliati dall'indifferenza della globalizzazione" e la richiesta del perdono per "coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi..", sono contenute nella decima Stazione. Mentre l'ultima, la quattordicesima, è un grido di dolore per i morti del mare di Cutro deposti nelle tombe, nel quale la preghiera di padre Rungi, rifacendosi al monito di papa Francesco lanciato ad ogni tragedia simile, chiede "chi è il responsabile del sangue di questi nostri fratelli e sorelle? Nessuno! Noi rispondiamo così: non sono io, saranno altri, io non c'entro! Ma Dio chiede a ciascuno di noi: Dov'è il sangue del tuo fratello che grida fino a me?". "È questo l'interrogativo a cui dobbiamo rispondere", la conclusione della Via Crucis dei morti di tutti i mari.