La Madonna che piange e parla una volta al mese. E l’assalto alla veggente agita il borgo sul lago
dalla nostra inviata Maria Novella De Luca , dalla nostra inviata Maria Novella De LucaTREVIGNANO ROMANO - La Madonna è stata puntuale, anche questo mese, il giorno tre, così come avviene, ormai, da quasi cinque anni. Per voce della signora Gisella Cardia, 53 anni, ex imprenditrice oggi diventata veggente, la Madonna di Trevignano, il cui volto sarebbe bagnato di lacrime di sangue, avrebbe inviato ieri le sue parole alle centinaia di fedeli riuniti sul bellissimo altopiano con vista lago di Bracciano, diventato un nuovo santuario di fatto nella campagna romana.
L'inchiesta Vescovo annuncia una commissione: fare chiarezza
Seicento, forse settecento persone, tra le quali una delegazione polacca, sotto un cielo tra sole e pioggia, si sono riunite per recitare il rosario in attesa di ascoltare il messaggio mensile di Maria. E Gisella Cardia, la cui vita, racconta, è stata «sconvolta dopo un viaggio a Medugorje nel 2016», perché la madonnina riportata da quel pellegrinaggio avrebbe poi per tre volte pianto lacrime di sangue …
TREVIGNANO ROMANO - La Madonna è stata puntuale, anche questo mese, il giorno tre, così come avviene, ormai, da quasi cinque anni. Per voce della signora Gisella Cardia, 53 anni, ex imprenditrice oggi diventata veggente, la Madonna di Trevignano, il cui volto sarebbe bagnato di lacrime di sangue, avrebbe inviato ieri le sue parole alle centinaia di fedeli riuniti sul bellissimo altopiano con vista lago di Bracciano, diventato un nuovo santuario di fatto nella campagna romana.
L'inchiesta Vescovo annuncia una commissione: fare chiarezza
Seicento, forse settecento persone, tra le quali una delegazione polacca, sotto un cielo tra sole e pioggia, si sono riunite per recitare il rosario in attesa di ascoltare il messaggio mensile di Maria. E Gisella Cardia, la cui vita, racconta, è stata «sconvolta dopo un viaggio a Medugorje nel 2016», perché la madonnina riportata da quel pellegrinaggio avrebbe poi per tre volte pianto lacrime di sangue nel suo salotto, non ha deluso i fedeli nemmeno ieri, tre marzo. Infatti la Vergine Maria di Trevignano sembra mettersi in contatto con Gisella soltanto il terzo giorno di ogni mese, che sia freddo, caldo, primavera, estate. Mai però in un giorno diverso. Numerologia, suggestione, effetti speciali? Il dato è che ogni tre del mese quassù si raduna una folla pronta a credere che, sul serio, la veggente Gisella riceva messaggi dal cielo.
Messaggi apocalittici
Messaggi, attenzione, che arrivano in tempo reale. Mentre i pellegrini pregavano e un complesso cantava inni con melodie da piano bar, Gisella trascriveva su un quadernetto a fiori le parole che la Vergine, così lei afferma, le stava dettando. Proprio lì, in quel momento. Parole apocalittiche, come sempre, in un italiano imperfetto e messianico, nonostante il clima bucolico di questo prato con una croce blu, poco fuori il borgo di Trevignano Romano, terreno acquistato da Gisella Cardia e suo marito Gianni, «grazie alla generosa donazione di un uomo che aveva ricevuto una grazia dalla Madonna di Trevignano». Ettari a dire il vero vincolatissimi sui quali sarebbero stati costruiti manufatti abusivi.
Ed è qui che a Gisella sarebbe apparsa la mamma di Gesù, «la prima volta avvenne a casa mia, ma la Madonna mi indicò poi questo luogo per disvelarsi ancora». Un terreno di certo non economico, in un’area di parco dal nome aulico “Campo di rose”, ma si sa, chi ha ricevuto è, a volte, pronto a dare. In paese si mormora però che il primo terreno delle apparizioni – sempre indicato dalla Vergine – sarebbe stato uno spiazzo assai frequentato da gruppi di deltaplanisti che avrebbero seccamente declinato l’invito a trasferirsi altrove per lanciarsi nel vuoto. Così le "visite" di Maria si sarebbero misticamente spostate un po’ più in là. Una contraddizione? "No", dice Franco, pellegrino assiduo, "qui è tutto santo".
Traffico, code e caos
«Il traffico è diventato soffocante» dicono però Maurizio e Alfredo al bar enoteca sulla piazza di Trevignano. «Nelle giornate di sole arrivano decine di pullman, anche duemila persone, la strada è stretta e piena di buche, le macchine invadono tutto il parco, se continua così i turisti scapperanno da Trevignano. E i pellegrini da noi non spendono niente». Voci di paese, di chi teme il risvolto caotico della fede fai-da-te, il misticismo fanatico che la stessa Chiesa osteggia.
Al Campo di Rose, invece, ci credono tutti mentre la Vergine Maria, per voce di Gisella, microfono in mano e diretta su Youtube, intima ai pellegrini di «tornare alla fede», di «non farsi tentare da Satana», «ci sarà un’altra grande guerra, ma la nostra arma è la preghiera». In ginocchio qualcuno piange, una mamma accarezza il suo bambino disabile in carrozzina, c’è chi, come Roberta, dice «Gisella è stata la mia speranza dopo una grave malattia, per questo il tre di ogni mese da Roma vengo qui, a pregare con gli altri». Il dubbio non sfiora chi è giunto quassù. (Ma non sono pochi gli ex fedeli che invece oggi parlano di suggestione collettiva). E se lo scetticismo di papa Francesco sulla fabbrica dei miracoli è ormai noto, la folla del Campo di Rose sembra preferire a Bergoglio il ricordo di papa Wojtyla, la cui foto è deposta ai piedi della copia della statua della Madonna di Trevignano che domina il grande prato.
Qualcosa sta dunque accadendo in questo borgo lungolago la cui vita è stata sconvolta dall’arrivo di pellegrini da tutta Europa, attratti dal mistero della statuetta che per tre volte avrebbe pianto sangue, custodita in casa della coppia. E poi dalle visioni di Gisella. «Mia moglie faceva l’imprenditrice – afferma risoluto Gianni, il marito – oggi lavora per il cielo». Un bel salto. L'affluenza di folla ha però causato non pochi problemi di ordine pubblico, nel silenzio, cautissimo, della Curia che per adesso si sarebbe limitata a fare un raffronto tra il Dna del sangue della statuetta e il Dna di Gisella e Gianni Cardia. «Sappiamo soltanto che è sangue umano», spiega Gianni.
La versione di Gisella
«Vi prego scrivete la verità su di noi, su di me. Non ho cercato quanto mi è successo, ma questa grazie mi è arrivata». Gisella si apre e racconta. «Eravamo una coppia normalissima, siamo sposati da 13 anni, abitavamo a Roma, ci siamo trasferiti a Trevignano perché volevamo un luogo tranquillo in cui vivere. Non abbiamo figli, aspettavo due gemelli, ma li ho perduti, un grande dolore. Quella statuetta, alta 38 centimetri, ricordo di un viaggio a Medugorje, per tre volte ha pianto sangue in casa nostra, e più volte un liquido oleoso è sceso dai suoi occhi».
Ma non basta. Gisella, capelli biondi, jeans e piumino, rivela che ad ogni quaresima sulle sue mani e sui suoi piedi appaiono dolorose stimmate. Poi nella sua vita sarebbero comparse "visite" della Madonna stessa che le detta messaggi per l’umanità, preceduta da un profumo di rosa. «Ho lasciato tutto, la mia carriera, la mia vita di prima. Il pomeriggio ricevo in casa chi ha bisogno di un consiglio e mi dedico alla nostra onlus».
Già perché dopo le apparizioni della Vergine le donazioni si sono fatte consistenti, ma Gisella assicura che ogni euro verrà destinato ai bisognosi. «Stiamo per aprire un centro destinato ai bambini malati. E’ quello che mi ha chiesto la Madonna». Una corsa al miracolo che ricorda, non poco, la famosa madonnina di Civitavecchia.
La madonnina di Civitavecchia
Era il 1995 e nel minuscolo borgo di “Pantano” una bambina di cinque anni, Jessica Gregori, raccontò al padre Fabio di aver visto scorrere sul volto di una madonna di Medugorje che avevano in casa, un liquido simile al sangue. Seguirono anni di folle oceaniche, addirittura un sequestro da parte della magistratura, poi l’oblio. E’ ciò che accade nei santuari di fatto, la Chiesa tace, prima o poi i pellegrini cambiano destinazione. Per adesso però la Madonna di Trevignano attira gruppi ogni mese più folti. Potrebbe durare. Forse. La voglia di miracoli è forte nei tempi bui.