Frontex, ecco cosa fa l'Agenzia a guardia delle frontiere. A Malta i Paesi del Mediterraneo chiedono più fondi
Frontex ha fatto esattamente quello che doveva fare: segnalare alla sua sala operativa italiana, ospitata nella sede del comando aeronavale della Guardia di finanza di Pratica di Mare, e in copia a tutti gli attori interessati la presenza di un'imbarcazione "sospetta" nello Ionio. Compiti strategici per i Paesi del Mediterraneo che, riuniti ieri e oggi a Malta, hanno chiesto alla Ue un'ulteriore rafforzamento dell'Agenzia.
I compiti di Frontex
Frontex è l'agenzia europea di controllo delle frontiere e tra i suoi compiti non c'è affatto quello né di valutare situazioni di emergenza né è responsabile dell'attivazione di procedure di soccorso, decisioni che spettano ai singoli Stati. E' stata fondata 18 anni fa per fare da supporto ai Paesi europei nel controllo delle frontiere di terra e di mare. Negli ultimi anni è stata ulteriormente rafforzata con uomini e mezzi, propri…
Frontex ha fatto esattamente quello che doveva fare: segnalare alla sua sala operativa italiana, ospitata nella sede del comando aeronavale della Guardia di finanza di Pratica di Mare, e in copia a tutti gli attori interessati la presenza di un'imbarcazione "sospetta" nello Ionio. Compiti strategici per i Paesi del Mediterraneo che, riuniti ieri e oggi a Malta, hanno chiesto alla Ue un'ulteriore rafforzamento dell'Agenzia.
I compiti di Frontex
Frontex è l'agenzia europea di controllo delle frontiere e tra i suoi compiti non c'è affatto quello né di valutare situazioni di emergenza né è responsabile dell'attivazione di procedure di soccorso, decisioni che spettano ai singoli Stati. E' stata fondata 18 anni fa per fare da supporto ai Paesi europei nel controllo delle frontiere di terra e di mare. Negli ultimi anni è stata ulteriormente rafforzata con uomini e mezzi, proprio in seguito all'esigenza degli Stati di incrementare la difesa dei confini esterni dell'Europa dai flussi migratori.
I suoi mezzi, aerei, navi e auto fanno comunque parte del dispositivo di soccorso che però sempre le autorità nazionali devono coordinare per tutte le attività necessarie. Nel pattugliamento del Mediterraneo e dello Ionio vengono impiegati soprattutto aerei con il compito di individuare eventuali imbarcazioni sospette e segnalarle ai Paesi interessati.Esattamente quello che è avvenuto sabato sera.
Più fondi per la protezione delle frontiere
"Una sorveglianza rafforzata delle frontiere sia marittime che terrestri, anche attraverso la sorveglianza aerea pre-frontaliera, è una componente essenziale della lotta degli Stati membri e dell'Unione europea contro il traffico di migranti e operazioni simili, oltre che per la prevenzione dell'attraversamento illegale delle frontiere, che richiede il sostegno di Frontex agli Stati membri alle frontiere esterne. Riteniamo che Frontex debba destinare maggiori risorse a questo compito, compresa la sorveglianza delle acque internazionali". È quanto si legge nella dichiarazione congiunta dei Paesi del Med5 che si è tenuta a Malta. Il gruppo include Italia, Cipro, Grecia, Malta e Spagna. "Più in generale, ribadiamo, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 9 febbraio 2023, che devono essere messi a disposizione fondi e mezzi sostanziali dell'Ue per sostenere gli Stati membri nel rafforzamento delle capacità e delle infrastrutture di protezione delle frontiere, dei mezzi di sorveglianza e delle attrezzature", si legge ancora nella dichiarazione.
No alle Ong, soccorsi di competenza esclusiva degli Stati
In vista del Consiglio affari interni della Ue in programma il 9 marzo a Bruxelles, i ministri dei Paesi del Mediterraneo chiedono con forza che sia affrontato il problema della flotta umanitaria che vorrebbero escludere dal dispositivo dei soccorsi. "Le operazioni di ricerca e soccorso - si legge nella risoluzione - sono di competenza esclusiva degli Stati membri e devono svolgersi nel pieno rispetto del diritto internazionale pertinente. Alla luce di ciò, riteniamo che debbano essere intraprese azioni urgenti per affrontare qualsiasi attività marittima illecita. Nella prossima riunione del Consiglio europeo dei ministri dell'Interno, sarà dicussa l'attuazione della tabella di marcia di Dublino, tenendo conto della situazione generale di pressione in prima linea degli Stati membri, nonché l'effettivo impegno dell'Ue alle frontiere esterne, anche in materia di operazioni di navi private".