✕

Pesaro, l'assassino di Pierpaolo Panzieri telefona dal carcere: "L'ho ucciso per gelosia, aveva il numero della mia ragazza"

Michael Alessandrini, l'amico del giovane ucciso a coltellate il 19 febbraio durante una cena a casa, chiama l'hotel dei genitori dal carcere in Romania dove è finita la sua fuga e confessa. E aggiunge: "Non voglio essere estradato in Italia, ho paura di essere ucciso dagli 007". Lo aspetta una perizia psichiatrica
2 minuti di lettura

Il nome di una ragazza di cui si era invaghito nella rubrica del cellulare del suo amico, uno dei pochi che ancora continuava a frequentarlo. Per questo, per gelosia,  Michael Alessandrini avrebbe ucciso, accoltellandolo per almeno tredici volte, Pierpaolo Panzieri., 27 anni Un gesto improvviso maturato nel corso di una cena tra i due ragazzi a casa di Panzieri, a poche centinaia di metri dal conservatorio di Pesaro.

La sconcertante confessione, che dà il movente ad un delitto finora incomprensibile di cui è rimasto vittima un ragazzo senza macchia, senza nemici, gran lavoratore nell'azienda edile di famiglia, è arrivata in un modo altrettanto sconcertante. Con una telefonata partita dal carcere di Timisoara, dove Alessandrini ( arrestato 30 ore dopo l'omicidio su un treno diretto in Transilvania), e arrivata all'hotel di Pesaro gestito dai suoi genitori. A rispondergli una d…

Il nome di una ragazza di cui si era invaghito nella rubrica del cellulare del suo amico, uno dei pochi che ancora continuava a frequentarlo. Per questo, per gelosia,  Michael Alessandrini avrebbe ucciso, accoltellandolo per almeno tredici volte, Pierpaolo Panzieri., 27 anni Un gesto improvviso maturato nel corso di una cena tra i due ragazzi a casa di Panzieri, a poche centinaia di metri dal conservatorio di Pesaro.

La sconcertante confessione, che dà il movente ad un delitto finora incomprensibile di cui è rimasto vittima un ragazzo senza macchia, senza nemici, gran lavoratore nell'azienda edile di famiglia, è arrivata in un modo altrettanto sconcertante. Con una telefonata partita dal carcere di Timisoara, dove Alessandrini ( arrestato 30 ore dopo l'omicidio su un treno diretto in Transilvania), e arrivata all'hotel di Pesaro gestito dai suoi genitori. A rispondergli una dipendente sua amica, con la quale era andato a cena il giorno prima del delitto. Alla ragazza, Alessandrini ha rivelato il movente del delitto che avrebbe anche ammesso davanti ai giudici di Timisoara.

"Non voglio essere estradato, sono nel mirino degli 007"

All'amica, Alessandrini ha anche detto di non voler essere estradato in Italia, paventando di essere nel mirino di non si sa quali 007. Una sorta di delirio  che verrà valutato in una perizia psichiatrica che sarà chiesta dal suo legale non appena il ragazzo verrà portato in Italia. In Romania, infatti, secondo la legge, non può rimanere oltre il 10 aprile.

La receptionist dell'hotel, ricevuta la telefonata, ha subito avvertito i familiari. E così il difensore e la Procura sono stati informati e sono adesso in attesa dei documenti ufficiali che dovranno arrivare dalla Romania. Sembra infatti che il ragazzo abbia dato la stessa versione al giudice romeno. 

La confessione di Alessandrini ha destato ulteriore sconcerto. Il presunto movente del delitto non sembra avere infatti alcun tipo di riscontro. Tra Pierpaolo Panzieri e la ragazza di cui Alessandrini era geloso non ci sarebbe nessun tipo di relazione.

L'omicidio e la fuga

Panzieri è stato ucciso la sera di lunedi 20 febbraio nella casa in cui era andato a vivere da soli 15 giorni. Aveva invitato a cena il suo vecchio amico d'infanzia, un ragazzo strano e irascibile che nessuno voleva più frequentare, ma lui gli era rimasto vcino. Dopo averlo colpito con 13 coltellate e aver portato via l'arma del delitto e il telefono della vittima, Alessandrini ha preso l'auto del padre ed è fuggito. L'omicidio è stato scoperto solo la mattina dopo dal fratello di Panzieri preoccupato perché il ragazzo non si era presentato al lavoro. Ma grazie alla collaborazione degli amici e dei familiari di entrambi i ragazzi in sole 30 ore i poliziotti della squadra mobile di Pesaro sono riusciti ad individuare la macchina con cui Alessandrini era fuggito e con la quale nel frattempo era riuscito, passata la frontiera slovena, ad arrivare in Romania. Lì, rimasto senza benzina, ha abbandonato l'auto e ha preso un treno. Ma i poliziotti romeni, avvertiti dai colleghi italiani, lo monitoravano e lo hanno fermato.