Medici e infermieri morti per Covid, scaduto il termine per chiedere il risarcimento all'Inail: solo 300 domande, almeno 200 restano fuori
di Michele Bocci , di Michele BocciUn numero inferiore a quello dei morti per Covid segnalati da ordini e sindacati. Ieri è scaduto il termine per i familiari dei professionisti sanitari, anche convenzionati con il sistema pubblico come i medici di famiglia, che hanno perso la vita a causa del coronavirus per chiedere all’Inail la “speciale elargizione economica una tantum” prevista per loro. Evidentemente non tutti sapevano della possibilità (ribadita più volte da Inail), visto che le domande sono state circa 300 mentre, in base ai dati degli Ordini, i decessi tra le due categorie di professionisti sanitari, medici e infermieri, sono stati circa 500. A questi però vanno aggiunti quelli di altri lavoratori della salute, come oss (operatori socio sanitari), tecnici, biologi e così via. Non è detto che tutte le domande vengano accettate, ma se lo fossero, spetterebbero circa 50 mila euro a famiglia. Lo stanziamento previsto è infatti di 15 milioni di euro…
Un numero inferiore a quello dei morti per Covid segnalati da ordini e sindacati. Ieri è scaduto il termine per i familiari dei professionisti sanitari, anche convenzionati con il sistema pubblico come i medici di famiglia, che hanno perso la vita a causa del coronavirus per chiedere all’Inail la “speciale elargizione economica una tantum” prevista per loro. Evidentemente non tutti sapevano della possibilità (ribadita più volte da Inail), visto che le domande sono state circa 300 mentre, in base ai dati degli Ordini, i decessi tra le due categorie di professionisti sanitari, medici e infermieri, sono stati circa 500. A questi però vanno aggiunti quelli di altri lavoratori della salute, come oss (operatori socio sanitari), tecnici, biologi e così via. Non è detto che tutte le domande vengano accettate, ma se lo fossero, spetterebbero circa 50 mila euro a famiglia. Lo stanziamento previsto è infatti di 15 milioni di euro, che arrivano da un fondo istituito presso la presidenza del consiglio dei ministri.
I medici e gli infermieri morti durante la pandemia
In base a quanto riportato da Fnomceo, la federazione nazionale degli Ordini dei medici, sono 379 i dottori che hanno perso la vita durante la pandemia. Come spiega il presidente Filippo Anelli, “nell’elenco si è deciso di includere tutti i medici, pensionati o ancora in attività, perché per noi tutti i medici sono uguali e uguale è il cordoglio per la loro perdita. Alcuni dei medici pensionati, inoltre, erano rimasti o erano stati richiamati in attività; alcuni di loro avevano risposto a una chiamata d’aiuto. Perché non si smette mai di essere medici, lo si resta sino in fondo e per tutta la vita”. Per questo il dato potrebbe essere un po’ sovrastimato rispetto a quello di coloro che avevano titolo per chiedere l’elargizione economica. Per quanto riguarda gli infermieri, i numeri sono più ridotti, Fnopi, la federazione degli Ordini di questi professionisti, ha contato 90 decessi. Ma in questo caso si tratta esclusivamente di persone che erano in servizio, cioè lavoratori attivi. Il denaro, ovviamente, poteva essere richiesto anche dai parenti di oss, operatori sociosanitari, tecnici, biologi e di tutte le altre figure che lavorano in sanità.
Possibile il cumulo con l'indennizzo già riconosciuto
“La speciale elargizione è corrisposta in aggiunta a ogni altra somma alla quale i beneficiari abbiano diritto a qualsiasi titolo ai sensi della normativa vigente e, pertanto, è cumulabile anche con altre prestazioni erogate dall’Istituto”, scrive Inail. Significa che coloro che già vengono indennizzati da Inail perché vittime del Covid (equiparato all’incidente sul lavoro) potevano chiedere comunque di ricevere anche lo stanziamento una tantum. Si tratta in tutto di circa 100 persone che erano dipendenti del sistema sanitario nazionale e per le quali è stata riconosciuta la correlazione tra impiego e Covid. Il timore è che parte di queste persone non si sia resa conto della cumulabilità delle due misure a loro favore.
Le regole
Le domande andavano presentate sul sito di Inail e dovevano riguardare i decessi avvenuti "entro il 28 dicembre 2022 per effetto diretto o come concausa del contagio da Covid-19 contratto nel periodo di emergenza, compreso tra il 31 gennaio 2020 e il 31 marzo 2022". Inail non specificava che il contagio dovesse essere avvenuto durante l'attività professionale, ma chiedeva titolo di studio, contratto di lavoro (di qualunque tipo) e la documentazione sanitaria che prova la presenza del Covid.