Ora i superstiti del naufragio hanno tutti un letto. Dopo la denuncia di Repubblica, Piantedosi : "Trasferiti in hotel con i loro familiari"
Dopo la denuncia di Repubblica sono stati tutti trasferiti i 73 superstiti del naufragio di Crotone che, per nove giorni, sono stati ospitati in condizioni vergognose in due capannoni prospicienti al Cara di Crotone senza neanche un letto dove dormire per ognuno di loro.
In assenza di una formale richiesta di asilo, che non tutti i profughi avevano intenzione di fare in Italia per evitare la tagliola delle regole di Dublino e poter andare a ricongiungersi alle famiglie che abitano in altri Paesi d'Europa, i superstiti sono stati tenuti in quei due capannoni in un limbo giuridico, sostanzialmente trattenuti senza poter rimanere a fianco delle bare dei loro cari ma anche senza poter incontrare le famiglie che nel frattempo sono arrivate in Calabria dalla Germania, dagli Stati Uniti, dall'Australia. Ma adesso, ha annunciato il ministro dell'Interno Piantedosi in Parlamento, verranno trasferiti nello stesso hotel in cui sono stati ospitati i loro parenti.
In vista…
Dopo la denuncia di Repubblica sono stati tutti trasferiti i 73 superstiti del naufragio di Crotone che, per nove giorni, sono stati ospitati in condizioni vergognose in due capannoni prospicienti al Cara di Crotone senza neanche un letto dove dormire per ognuno di loro.
In assenza di una formale richiesta di asilo, che non tutti i profughi avevano intenzione di fare in Italia per evitare la tagliola delle regole di Dublino e poter andare a ricongiungersi alle famiglie che abitano in altri Paesi d'Europa, i superstiti sono stati tenuti in quei due capannoni in un limbo giuridico, sostanzialmente trattenuti senza poter rimanere a fianco delle bare dei loro cari ma anche senza poter incontrare le famiglie che nel frattempo sono arrivate in Calabria dalla Germania, dagli Stati Uniti, dall'Australia. Ma adesso, ha annunciato il ministro dell'Interno Piantedosi in Parlamento, verranno trasferiti nello stesso hotel in cui sono stati ospitati i loro parenti.
In vista dell'incidente probatorio
A sollevare il caso è stato domenica il deputato di Sinistra italiana, Franco Mari, che è andato a trovarli al Cara di Crotone denunciando le condizioni in cui erano ospitati. La prossima settimana tutti loro dovranno essere nuovamente interrogati dai magistrati della Procura di Crotone nel corso dell'incidente probatorio in cui potrebbero anche essere messi a confronto con le tre persone arrestate perchè accusate di essere gli scafisti del viaggio partito dalla Turchia quattro giorni prima del naufragio.
"Confinati in una piccola Lampedusa"
"Come in mare ha prevalso la logica di polizia e difesa dei confini su quella del soccorso delle persone in pericolo, in terra prevale la logica del confinamento e della punizione di chi emigra sul rispetto dell'umanità". I sopravvissuti del naufragio, tra cui donne e bambini, sono tenuti "in un hotspot improvvisato. Una piccola Lampedusa anche per loro. Con letti improvvisati, panchine per dormire e donne e bimbi sistemati nella stessa area degli uomini", ha detto Alessandra Sciurba, docente universitaria palermitana, giurista, che da venerdì a ieri è stata a Crotone con una parte della clinica legale Migrazioni e diritti dell'Università di Palermo e con altre associazioni. "Non sapevo se avesse senso venire, se potessimo essere utili. E invece è stato importantissimo farlo - racconta prima di lasciare Crotone - Qui serve tutto. Ben oltre la commozione e le visite brevi delle istituzioni".
Sale il conto delle vittime ufficiali
Intanto è salito a 72 il numero delle vittime accertate (28 i minori). Alle 10,45 è stato avvistato e recuperato il corpicino di una bambina dell'età apparente di tre anni, avvistato da due civili che hanno fatto la segnalazione alle autorità. Il corpo della bimba è stato recuperato dai sommozzatori della Guardia costiera. Così come quello di un adulto.
E sabato a Cutro sono attese migliaia di persone per una grande manifestazione organizzata da diverse sigle di associazioni della società civile.