Il Papa rinnova il suo "C9": cardinali consiglieri dai diversi continenti. Nuovo statuto dello Ior
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziFrancesco ha rinnovato il consiglio dei nove cardinali dei diversi continenti che lo ha periodicamente coadiuvato fin dall'inizio del pontificato. Escono il tedesco Reinhard Marx (69 anni) e l'hondureno Oscar Rodriguez Maradiaga (80) anni, il presidente del Governatorato Fernando Vergez Alzaga succede al suo predecessore Giuseppe Bertello (80 anni), entrano l'arcivescovo di Barcellona Juan José Omella Omella, l'arcivescovo di Quebec Gerald C. Lacroix, l'arcivescovo di San Paolo Sergio da Rocha e l'arcivescovo di Lussemburgo Jean-Claude Hollerich.
Bergoglio ha altresì approvato un nuovo statuto dello Ior, rafforzando la figura del direttore generale.
Il destino di quello che è stato soprannominato "il C9 del Papa" non era evidente dopo che si è di fatto conclusa una delle due missioni che gli aveva assegnato il Papa quando lo istituì, a sei mesi dal Conclave, "con il compito - si leggeva in…
Francesco ha rinnovato il consiglio dei nove cardinali dei diversi continenti che lo ha periodicamente coadiuvato fin dall'inizio del pontificato. Escono il tedesco Reinhard Marx (69 anni) e l'hondureno Oscar Rodriguez Maradiaga (80) anni, il presidente del Governatorato Fernando Vergez Alzaga succede al suo predecessore Giuseppe Bertello (80 anni), entrano l'arcivescovo di Barcellona Juan José Omella Omella, l'arcivescovo di Quebec Gerald C. Lacroix, l'arcivescovo di San Paolo Sergio da Rocha e l'arcivescovo di Lussemburgo Jean-Claude Hollerich.
Bergoglio ha altresì approvato un nuovo statuto dello Ior, rafforzando la figura del direttore generale.
Il destino di quello che è stato soprannominato "il C9 del Papa" non era evidente dopo che si è di fatto conclusa una delle due missioni che gli aveva assegnato il Papa quando lo istituì, a sei mesi dal Conclave, "con il compito - si leggeva in un chirografo del settembre del 2013 - di aiutarmi nel governo della Chiesa universale e di studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica Pastor Bonus sulla Curia Romana". Dopo una lunga incubazione, infatti, la scorsa primavera è stata promulgata la nuova costituzione apostolica, "Praedicate Evangelium", che ha ridisegnato l'organigramma della Curia romana. Jorge Mario Bergoglio ha evidentemente valutato che non si era con ciò esaurito il compito di questo "consiglio dei cardinali", parallelo alle istituzioni vaticane, che dunque, in segno di collegialità con le Chiese dei diversi continenti, continuerà a coadiuvare il Pontefice "nel governo della Chiesa universale", oltre a specifiche missioni che Francesco vorrà assegnargli.
Chi parte e chi arriva
La composizione del "C9", che nel corso degli anni già aveva visto alcuni avvicendamenti e fuoriuscite (il cileno Francisco Javier Errazuriz, oggi 89 anni, uscito dopo la crisi degli abusi nella Chiesa del suo paese, Laurent Monsengwo Pasinya, morto nel 2021, il defunto George Pell, che uscì al momento di tornare in Australia per difendersi da accuse di pedofilia, l'allora segretario Marcello Semeraro, nel frattempo divenuto cardinale prefetto delle Cause dei Santi), viene ora rinfrescata dal Papa. Rimangono nel "consiglio dei cardinali" l'arcivescovo di Bombay Oswald Gracias, l'arcivescovo di Boston Sean O'Malley, nel C9 fin dall'inizio, e poi il Segretario di Stato Pietro Parolin, il presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano Fernando Vergez Alzaga, così come il cardinale arcivescovo di Kinshasa, Fridolin Ambongo Besungu, che già anni fa aveva sostituito il suo predecessore in Congo. Le "new entry" sono i cardinali Juan José Omella Omella (Barcellona), Gerald C. Lacroix (Quebec), Sergio da Rocha (San Paolo del Brasile) e il lussemburghese Jean-Claude Hollerich (gesuita come il Papa, relatore generale al sinodo). Il consiglio non ha più un coordinatore, come è stato in tutti questi anni il cardinale Maradiaga, mentre rimane il segretario, mons. Marco Mellino. La prossima riunione si terrà il 24 aprile a Casa Santa Marta.
Sempre oggi il Vaticano ha pubblicato il nuovo statuto dello Ior approvato il 30 gennaio dal Papa, rafforzando la figura del direttore generale, Gian Franco Mammì, definendo meglio le competenze dei diversi organi ruoli meglio definiti "per evitare sovrapposizioni o duplicazioni di attività" e introducendo una norma sinora assente per il contrasto di eventuali conflitti di interesse.
Ior, rafforzato il direttore generale
Se negli anni passati, a cavallo tra il pontificato di Benedetto XVI e quello di Francesco, le riforme dello Ior erano state per lo più finalizzate ad un repulisti tanto del personale come dei conti correnti "sospetti", ora si tratta piuttosto di una riorganizzazione interna. Il personale rimane, a riprova della fiducia di cui gode presso il Papa: è dallo Ior, oltre che dall'ufficio del Revisore generale, che è partita, anni fa, la denuncia che ha poi dato il via al processo sulla compravendita-truffa del palazzo di Londra.
Il nuovo statuto arriva a meno di quattro anni dall'ultima revisione per adeguare appunto l'istituto presieduto da Jean-Baptiste de Franssu alla nuova costituzione apostolica. Le principali modifiche riguardano l'armonizzazione della durata quinquennale e la rinnovabilità dei mandati nei vari organismi, che sarà possibile soltanto una volta (dunque al massimo per dieci anni). Il carattere non simultaneo del mandato dei componenti della Commissione cardinalizia e del Consiglio di Sovrintendenza, l'inserimento di una specifica previsione in materia di conflitti di interesse: quest'ultima prevede che "ciascun componente del Consiglio di Sovrintendenza si astiene dal partecipare alle votazioni relative a delibere rispetto alle quali abbia un interesse, attuale o potenziale, per conto proprio o di terzi". Al Consiglio di Sovrintendenza, a cui prima venivano assegnati più ampi compiti, spetta ora la definizione delle linee strategiche, delle politiche generali e della supervisione sull'attività dello Ior, mentre al direttore generale spetta la gestione e l'amministrazione dell'Istituto. Infine, il cambiamento della direzione che da organo collegiale, composto dal direttore e dal vicedirettore, diventa ente monocratico composto dal solo direttore generale. Pertanto, il vicedirettore cessa di essere organo di governo per diventare una "funzione", che il direttore generale potrà delegare ad uno dei dirigenti. Il direttore generale continua a essere nominato dal Consiglio di Sovrintendenza e approvato dalla commissione cardinalizia, ma d'ora in poi "sulla base di una rosa di almeno tre candidati idonei". Potrà essere assunto a tempo indeterminato o determinato.
Con un rescritto dello scorso agosto, Bergoglio aveva stabilito che "l'attività di gestore patrimoniale e di depositario del patrimonio mobiliare della Santa Sede e delle Istituzioni collegate con la Santa Sede compete in via esclusiva all'Istituto per le Opere di Religione". Scopo dell'Istituto, si legge nel primo articolo del chirografo approvato ora, "è di provvedere alla custodia e all'amministrazione dei beni mobili ed immobili ad esso trasferiti o affidati da persone fisiche o giuridiche e destinati ad opere di religione o di carità".