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La sanità in rosso. Le Regioni al governo: "Servono 5 miliardi per spese Covid e bollette. Senza nuovi fondi taglio ai servizi"

Avviato un tavolo tra amministrazioni locali e i ministri Schillaci e Giorgetti, che hanno chiarito come non ci siano risorse aggiuntive. "Vanno riviste le norme sul piano di rientro dei debiti"
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Una crisi economica talmente grave che le Regioni hanno chiesto al governo di sospendere le norme che prevedono il piano di rientro per chi chiude i bilanci in rosso. E anche di poter rateizzare il rimborso dell'eventuale debito. Intanto, a stare bassi, servono 5 miliardi di euro.

Questo pomeriggio, martedì, si è svolto il primo incontro ufficiale tra le Regioni e il governo di destra, rappresentato dal ministro alla Salute Orazio Schillaci e da quello all'Economia Giancarlo Giorgetti. Presidenti, di Puglia e Friuli Venezia Giulia, e assessori alla Salute, di Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Campania, hanno illustrato la situazione difficilissima nella quale si trovano le amministrazioni locali, sia dal punto di vista economico che da quello degli organici, due problemi collegati.

Aperto un tavolo per discutere di costi Covid e bollette

"I ministri ci hanno dato la garanzia che verrà attivato un tavolo di confronto e di lavoro - spiega Raffaele Don…

Una crisi economica talmente grave che le Regioni hanno chiesto al governo di sospendere le norme che prevedono il piano di rientro per chi chiude i bilanci in rosso. E anche di poter rateizzare il rimborso dell'eventuale debito. Intanto, a stare bassi, servono 5 miliardi di euro.

Questo pomeriggio, martedì, si è svolto il primo incontro ufficiale tra le Regioni e il governo di destra, rappresentato dal ministro alla Salute Orazio Schillaci e da quello all'Economia Giancarlo Giorgetti. Presidenti, di Puglia e Friuli Venezia Giulia, e assessori alla Salute, di Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Campania, hanno illustrato la situazione difficilissima nella quale si trovano le amministrazioni locali, sia dal punto di vista economico che da quello degli organici, due problemi collegati.

Aperto un tavolo per discutere di costi Covid e bollette

"I ministri ci hanno dato la garanzia che verrà attivato un tavolo di confronto e di lavoro - spiega Raffaele Donini, assessore dell'Emilia-Romagna che guida la Commissione salute dello Stato-Regioni - Noi però abbiamo detto che va fatto subito e bisogna pensare a un intervento finanziario, oppure un intervento legislativo per consentire che nessuno vada in piano di rientro per il rimborso delle spese per il Covid o per l'energia". Giorgetti ha però spiegato che difficilmente si troveranno nuove risorse.

Covid e energia sono i due punti critici per i conti delle Regioni, che smentiscono la narrazione del governo, e anche del ministero alla Salute, riguardo a un definitivo aumento del fondo sanitario fatto grazie al nuovo governo. In realtà mancano soldi e le Regioni spiegano: "Il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale 2023 non è minimamente adeguato per consentire la sostenibilità della programmazione sanitaria". Intanto, sarebbe di aiuto intervenire su quanto già speso in passato dalle amministrazioni locali. "Si tratta di 3,8 miliardi per le spese Covid nel 2021 e di 1,4 miliardi per le bollette del 2022. E per l'anno scorso non abbiamo ancora contato le spese per la pandemia. Comunque sia, intanto servirebbero 5 miliardi. Trovano i soldi per tutto, dagli armamenti alle squadre di calcio, li reperiscano anche per la sanità".

"Necessarie scelte dolorose"

In un testo preparato per l'incontro, le Regioni hanno ricordato che in Italia il rapporto tra spesa sanitaria e Pil è tra i più bassi d'Europa e il finanziamento pubblico dovrebbe crescere. "Se volessimo raggiungere i livelli del Regno Unito, occorrerebbero per il nostro servizio sanitario circa 20 mld di euro in più l’anno, mentre per arrivare ai livelli di Germania e Francia ce ne vorrebbero addirittura più o meno 40". Cifre assolutamente non raggiungibili. Anzi, il governo stima che nel 2025 il rapporto tra spesa e Pil, che oggi è al 6,4%, scenda addirittura al 6,1-6%, cioè si abbassi ulteriormente. Se sarà davvero così, "prospettiva che le Regioni chiedono che venga assolutamente scongiurata, occorrerà allora adoperare un linguaggio di verità con i cittadini, affinché vengano ricalibrate al ribasso le loro aspettative nei confronti del sistema sanitario. Saranno necessarie scelte dolorose, ma non più procrastinabili, al fine di evitare che le mancate scelte producano nel sistema iniquità ancora più gravi di quelle già presenti". Un quadro davvero preoccupante.

Nessuno tocchi il payback

Le Regioni chiedono che non si tocchi il payback per i dispositivi medici, che prevede il rimborso di 2,2 miliardi di euro da parte dei produttori per gli anni 2015-2018. Se poi il governo vorrà fare "sconti" alle aziende, dovrà anche metterci i soldi, perché le amministrazioni locali non vogliono perdere quella forma di finanziamento che permette di raggiungere l'equilibrio nel 2022.

Come tenere il personale

Altri temi sono quelli degli organici e della fuga dei medici, in particolare da certi reparti come i pronto soccorso. Intanto si chiede che vengano eliminati gli ormai vecchi limiti alla spesa per il personale (risalgono al 2014). In più si chiede di agire sul contratto collettivo dei medici per aumentare la retribuzione dei camici bianchi e rendere così più appetibile il lavoro pubblico.