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8 marzo, l'Italia delle donne

Mentre in Afghanistan e in Iran le donne stanno sfidando due dei regimi più oscurantisti del pianeta, in Italia nel giro di pochi mesi hanno occupato alcune delle principali caselle del potere. Una rivoluzione epocale
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La repressione delle donne in Afghanistan ed Iran come le nuove leadership italiane di Giorgia Meloni e Elly Schlein ci dicono che le donne portano una carica di innovazione, di colori diversi, con cui tutti devono fare i conti.



In Afghanistan e Iran donne di ogni età e provenienza sfidano due dei regimi più oscurantisti del Pianeta per difendere i propri diritti fondamentali: allo studio, al lavoro, a pari dignità nei rapporti famigliari, davanti alla legge dello Stato, di fronte ai propri figli. La violenza della repressione che tenta di tacitarle ci conferma la rivoluzionaria carica di innovazione di cui sono portatrici. I taleban di Kabul e gli ayatollah di Teheran sono pronti a ricorrere a ogni nefandezza - inclusi gli avvelenamenti collettivi - nella vana illusione che la brutalità possa sconfiggere l’anelito di libertà. In realtà ogni donna, ragazza afghana o iraniana picchiata, frustata, punita, torturata, umiliata o uccisa conferma ed esalta il messaggio di novità che esprime. Sfidando nella maniera più formidabile la notte dei diritti che avvolge queste nazioni.

Ma non è tutto, perché questo 8 marzo vede l’Italia tagliare per la prima volta il traguardo di avere una premier e una leader dell’opposizione diverse in tutto tranne che nell’essere donne. Quanto avvenuto nell’ultimo mezzo secolo nelle democrazie avanzate ci descrive l’importanza di più donne nella vita pubblica perché sprigiona nuove energie, con l’entusiasmo di chi per troppo tempo è rimasto ai margini e dunque rigenera il sistema democratico, basato sulla rappresentanza. Meloni e Schlein, pur espressione di valori opposti, ci dicono che il peso delle italiane nelle istituzioni sta aumentando - come le nuove presidenti di Consulta e Cassazione evidenziano - e ciò può aiutare il nostro Paese ad accrescere lo spazio dei diritti collettivi come a moltiplicare in fretta tutti gli indici di sviluppo. A patto che tutti i cittadini italiani, a prescindere dal genere, condividano la consapevolezza per l’importanza del momento. Così come tutti gli afghani e iraniani hanno interesse a sostenere la determinazione ad aumentare gli spazi di libertà. Perché chi difende le donne si batte per il mondo intero.