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Carceri, rinviato il provvedimento sulle detenute madri. Il Pd: "Fratelli d'Italia lo ha bloccato, vuole stravolgere il testo"

La replica: "Polemiche strumentali, il provvedimento riguarda solo 17 donne, è una legge ad personam"
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Si sarebbe dovuto votare oggi e invece il provvedimento sulle detenute madri (e i loro figli in carcere), per il quale all'unanimità era stata decisa la procedura d'urgenza, è stato rinviato. Colpa, secondo le opposizioni di Fratelli d'Italia che ha presentato alcuni emendamenti che "stravolgerebbero il testo". Così la commissione Giustizia della Camera ha dovuto far slittare a data da destinarsi l'ulteriore discussione sulla norma. E ora è scontro sulla maggioranza.

"Avevamo pensato di poter festeggiare l'8 marzo con un segno di civiltà. Il nostro segno di civiltà è la legge sulle detenute madri, frutto di uno dei primi accordi che siamo riusciti a fare in questa legislatura insieme anche alla maggioranza. Purtroppo questo accordo sembra essere venuto meno. Oggi FdI rischia di festeggiare l'8 marzo nel peggior modo possibile, impedendo di fatto con i loro emendamenti di far approvare un testo a t…

Si sarebbe dovuto votare oggi e invece il provvedimento sulle detenute madri (e i loro figli in carcere), per il quale all'unanimità era stata decisa la procedura d'urgenza, è stato rinviato. Colpa, secondo le opposizioni di Fratelli d'Italia che ha presentato alcuni emendamenti che "stravolgerebbero il testo". Così la commissione Giustizia della Camera ha dovuto far slittare a data da destinarsi l'ulteriore discussione sulla norma. E ora è scontro sulla maggioranza.

"Avevamo pensato di poter festeggiare l'8 marzo con un segno di civiltà. Il nostro segno di civiltà è la legge sulle detenute madri, frutto di uno dei primi accordi che siamo riusciti a fare in questa legislatura insieme anche alla maggioranza. Purtroppo questo accordo sembra essere venuto meno. Oggi FdI rischia di festeggiare l'8 marzo nel peggior modo possibile, impedendo di fatto con i loro emendamenti di far approvare un testo a tutela di minori che non hanno nessuna colpa e che non possono vivere in carcere", ha detto Debora Serracchiani, capogruppo del Pd alla camera, in un punto stampa davanti a Palazzo Montecitorio.

"L'obiettivo di questo provvedimento", ha aggiunto Serracchiani, non era "certo quello di amnistiare, ma far sì che le mamme e i minori potessero vivere nel momento più delicato per i bambini, non in un carcere ma in una casa protetta. Quindi con le madri sotto controllo, come qualcuno desiderava, e comunque con tutte le attenzioni del caso. Oggi purtroppo ci troviamo di fronte a una situazione che sta cambiando, soprattutto per gli emendamenti di Fratelli d'Italia e abbiamo voluto dirlo con forza perché pensiamo che proprio l'8 marzo non sia questo il segnale che debba essere dato".

Sulla stessa linea anche il Terzo polo: "Questa è una proposta di legge che è stata approvata nella scorsa legislatura a larghissima maggioranza. L'abbiamo ripresentata tutti nello stesso testo. Il Pd ha chiesto la calendarizzazione e l'auspicio è che non venga toccato il testo e soprattutto è che gli istinti forcaioli, e un po' manettari, non vengano scaricati sui bambini. Questa maggioranza ha le sue diverse sfumature nell'ambito della giustizia. Non scarichiamole sui bambini e cerchiamo per una volta di fare un passo avanti maturo nel senso della civiltà giuridica e dello stato di diritto", ha dichiarato Enrico Costa, deputato di Azione.

Non si è fatta attendere la replica di Fdi che parla di "attacco strumentale" e di "battaglia di retroguardia" del Pd. "Sorprende - ha detto Carolina Varchi, deputato di Fratelli d'Italia e capogruppo in Commissione Giustizia della Camera - che in un momento così complesso per la Nazione, la regina di tutte le battaglie per il principale partito di opposizione sia un provvedimento che riguarda appena 17 persone, quasi un provvedimento 'ad personam' insomma".