Università quanto mi costi: le tasse per gli studenti aumentate di un terzo in dieci anni
di Salvo Intravaia , di Salvo IntravaiaNonostante gli sforzi degli atenei, le tasse universitarie non calano. In media, tra strutture pubbliche, private e telematiche, in Italia si pagano poco meno di mille e 500 euro a studente e rispetto a dieci anni fa l’esborso delle famiglie italiane per fare studiare i figli si è incrementato di un terzo. Alcune settimane fa, il ministero dell’istruzione e del merito ha pubblicato sul proprio sito i dati della contribuzione studentesca universitaria 2021: quanto pagano di tasse e imposte a vario titolo studenti e non solo. Numeri che si riferiscono agli studenti che hanno frequentato nell’anno accademico 2020/2021 e alle relative tasse versate del 2020.
Le tasse pagate
Limitandosi ai soli studenti iscritti ai diversi corsi di laurea (triennale, magistrale, a ciclo unico e del vecchio ordinamento), in un anno la contribuzione media per gli studenti paganti è diminuita di meno dell’1%: appena 12 euro su 1.467. Ma volgendo lo sguardo a ritroso, in…
Nonostante gli sforzi degli atenei, le tasse universitarie non calano. In media, tra strutture pubbliche, private e telematiche, in Italia si pagano poco meno di mille e 500 euro a studente e rispetto a dieci anni fa l’esborso delle famiglie italiane per fare studiare i figli si è incrementato di un terzo. Alcune settimane fa, il ministero dell’istruzione e del merito ha pubblicato sul proprio sito i dati della contribuzione studentesca universitaria 2021: quanto pagano di tasse e imposte a vario titolo studenti e non solo. Numeri che si riferiscono agli studenti che hanno frequentato nell’anno accademico 2020/2021 e alle relative tasse versate del 2020.
Le tasse pagate
Limitandosi ai soli studenti iscritti ai diversi corsi di laurea (triennale, magistrale, a ciclo unico e del vecchio ordinamento), in un anno la contribuzione media per gli studenti paganti è diminuita di meno dell’1%: appena 12 euro su 1.467. Ma volgendo lo sguardo a ritroso, in cinque anni la tassazione è aumentata del 10%. Nel 2015, si pagavano in media 1.331 euro. E dieci prima, nel 2010, si pagavano mediamente 1.090 euro. In un decennio il carico economico sulle spalle delle famiglie si è incrementato del 34%: più di un terzo. Ben oltre l’inflazione dello stesso periodo che secondo l’Istituto nazionale di statistica è stata dell’11%.
In questi stessi anni, gli atenei hanno lavorato per consentire a un sempre maggiore numero di studenti, meritevoli e con ridotte possibilità economiche, di frequentare l’università a costo zero o quasi, allargando la cosiddetta no tax area, introdotta a partire dal 2016/2017. Ma coloro che invece, per via del reddito familiare, sono costretti a pagare hanno dovuto sobbarcarsi una spesa maggiore. Negli ultimi tre anni, la quota di studenti esonerati totalmente dal pagamento delle tasse si è incrementata dal 27% al 36% negli atenei statali. E si è mantenuta attorno al 10% in quelli non statali. Mentre è drasticamente diminuita, dal 20 al 14%, negli atenei telematici. E, in soli cinque anni, nei soli atenei statali la percentuale di chi paga più di 3mila euro di tasse si è quasi raddoppiato, passando dal 3% al 5%. Più che raddoppiato, dal 4% al 9%, il numero di studenti che ha versato tra 2mila e 500 e 3mila euro all’anno. E le famiglie che hanno versato tra 2mila e 2mila e 500, sono passate dall’8% al 15%.
I laureati
L’Italia resta uno dei paesi europei dove il conto per frequentare l’università è più salato in assoluto. Solo le nazioni del Regno Unito ci superano. E, contemporaneamente, l’Italia è una delle nazioni del Vecchio continente col minor numero di laureati tra i giovani di età compresa fra i 25 e i 34 anni. Nel 2021, secondo la banca dati della Commissione europea, la quota di giovani laureati nostrani è del 28,3%, in calo di quasi mezzo punto rispetto all’anno precedente. Nell’Europa a 27 nazioni il tasso di giovani laureati supera il 41%. E Germania, Francia e Spagna le percentuali viaggiano su numeri di gran lunga superiori. Oltralpe, si supera il 50%, nella penisola Iberica si sfiora il 49% e la Germania si attesta al 36%. Solo la Romania ci segue. Secondo l’ultimo report della Commissione europea sulle tasse universitarie nei diversi paesi membri, con dati del 2018/2019, in Francia si pagano mediamente 260 euro all’anno per il primo ciclo d’istruzione universitaria, corrispondente alla nostra laurea triennale, e 333 nel secondo ciclo. In Germania la frequenza è quasi gratuita: si pagano da 50 a 75 euro annui. Mentre in Finlandia e Svezia, di tasse non se ne pagano affatto. Mentre in Italia se ne pagavano in media 1.345 alla triennale e 1.520 alla magistrale.