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Covid, dagli Usa stop alla conta di casi e morti. "Ora l'Oms dica se la pandemia è finita"

La John Hopkins University ha interrotto il conteggio mondiale. Perché la pandemia non c'è praticamente più. E poi i Paesi hanno smesso di fornire i dati. L'opinione dell'infettivologo Bassetti: "Pensiamo piuttosto all'aviaria". E quella di Ricciardi: "Non smettiamo di vaccinarci"
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"JHU has stopped collecting data as of 03-10-2023". Ovvero, la John Hopkins University non fa più i conteggi del Covid. Il centro di riferimento per i dati della pandemia in tutto il mondo prende una decisione che è formale, ma anche sostanziale, nel senso che è arrivato il momento di smettere di pubblicare i numeri perché la pandemia praticamente non c'è più. Per dire che è finita si aspetta però l'Oms. E qualcuno dice che l'Organizzazione mondiale della sanità sta aspettando troppo tempo a dare la comunicazione del liberi tutti.

L'impatto devastate

I dati della John Hopkins resteranno a disposizione di tutti sul sito e la schermata dà l'idea di cosa sia stata la pandemia per il pianeta. "L'impatto è stato devastante - dice Matteo Bassetti, infettivologo di Genova - Ricorderemo nei libri di storia quello che è successo. La pandemia ha interrotto la crescita del…

"JHU has stopped collecting data as of 03-10-2023". Ovvero, la John Hopkins University non fa più i conteggi del Covid. Il centro di riferimento per i dati della pandemia in tutto il mondo prende una decisione che è formale, ma anche sostanziale, nel senso che è arrivato il momento di smettere di pubblicare i numeri perché la pandemia praticamente non c'è più. Per dire che è finita si aspetta però l'Oms. E qualcuno dice che l'Organizzazione mondiale della sanità sta aspettando troppo tempo a dare la comunicazione del liberi tutti.

L'impatto devastate

I dati della John Hopkins resteranno a disposizione di tutti sul sito e la schermata dà l'idea di cosa sia stata la pandemia per il pianeta. "L'impatto è stato devastante - dice Matteo Bassetti, infettivologo di Genova - Ricorderemo nei libri di storia quello che è successo. La pandemia ha interrotto la crescita della curva di sopravvivenza che andava avanti da 50 anni. Era succcesso, nel secolo scorso, solo con la Spagnola e la Seconda guerra mondiale. Ora speriamo che l'aspettativa di vita torni a salire".

"Quasi sette milioni di morti"

I contagiati sono stati 676 milioni e i morti 6,9 milioni. A livello globale è morto quindi un infettato ogni 100 colpiti. Le dosi dei vaccini, giudicati il punto di svolta della lotta al virus, sono state 13,3 miliardi. Walter Ricciardi, consulente a suo tempo del ministro alla Salute Roberto Speranza, il conteggio dei morti non è corretto. "Sono almeno 15 milioni, a dirlo è uno studio dell'Oms".

Il sito, scrivono sempre dall'Università statunitense di Baltimora resterà attivo con le informazioni raccolte tra il 22 gennaio del 2020 e il 10 marzo scorso. Si trovano mappe e dati di tutto il mondo sull'andamento dell'epidemia e delle vaccinazioni. "La John Hopkins - spiega Bassetti - è il luogo dal quale sono usciti i più grandi medici ai quali noi infettivologi ci siamo riferiti negli ultimi cinquant'anni. Per il nostro mondo vale più dell'Oms. La scelta significa che è inutile continuare a contare i numeri di un'infezione che oggi è finita".

Le critiche all'Oms

Bassetti critica l'Organizzazione mondiale della sanità che "avrebbe dovuto sancire la conclusione della pandemia da tanto tempo". Per Ricciardi, "la scelta dell'università statunitense è un passaggio evolutivo, si va verso la fine della pandemia. In questa fase un monitoraggio ad hoc così imponente non ha più senso, anche perché molti Paesi non comunicano più i loro numeri e quindi i dati globali perdono di attendibilità".

"Ora a fare paura è l'aviaria, se passa all'uomo"

Bassetti spiega che oggi il coronavirus "è un virus come tanti altri ma non è come l'influenza, che arriva per 3-4 mesi l'anno". Riguardo al rischio di una ripresa con nuove varianti "ormai quelle sono un argomento di alto valore scientifico, non più da chiacchierata al bar. Quello che deve preoccupare, se guardiamo il futuro, è l'aviaria. Per quella ci vuole un piano pandemico. Se passerà all'uomo bisogna essere in grado di avere a disposizione un vaccino in un mese e un farmaco in 20 giorni".

Per il Covid servirà ancora vaccinarsi. "La Pandemia per me non è ancora finita - dice Ricciardi - ma con i vaccini disponibili abbiamo un'arma così forte che il problema ormai non è più collettivo ma individuale. Sono stati questi medicinali che hanno cambiato la storia della malattia". Non andranno abbandonati, dice anche Bassetti: "Per i fragili la vaccinazione anti Covid resterà consigliata. Andrà fatta tra settembre e novembre, magari in un vaccino unico insieme a quello dell'influenza".