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Erri De Luca, la poesia per i morti nel Mediterraneo: "Prendete e mangiatene tutti"

Erri De Luca 
I versi dello scrittore sono un atto d'accusa nei confronti delle tragedie del mare
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Una poesia per ricordare le vittime del mare, la tragedia di Cutro, le politiche del governo. Lo scrittore Erri De Luca titola "Per i pesci del Mediterraneo", il suo ultimo atto d'accusa nei confronti di chi dovrebbe prendersi cura di vite umane e invece le lascia morire. E a metà strada tra la liturgia del rito dell'Eucarestia e I morti di Eugenio Montale, De Luca ci fa riflettere sulle tristi vicende delle morti in mare.

I versi

Rivolgendosi ai pesci l'autore di In nome della madre, così scrive: "Prendete e mangiatene tutti. Questi sono i corpi planati a braccia aperte sul fondale. In terra sono stati crocefissi, ora sono del mare e di voi pesci. Prendete e mangiatene tutti, che non avanzi niente, nessuna delle corde vocali che hanno gridato a vento. Fate questo in memoria di noi che rimaniamo a riva. Lasciatevi afferrare dalle reti per essere venduti sul banco del mercato, dove i sopravvissuti furono venduti. Sarete sulle nostre tavole imbandite. Di voi, sazi di loro, mangeremo tutto. Conservate una spina per le nostre gole, toglietela dalla corona dei perduti".

La poesia di Erri De Luca 

Le vittime di Cutro

Sono fino ad adesso 80 i migranti che hanno perso la vita nel naufragio a poche centinaia di metri dalla riva della spiaggia di Steccato di Cutro, nel Crotonese. Degli 80 morti, 33 sono minori e tra questi 24 i bambini compresi nella fascia d'età tra pochi mesi e 12 anni. A oltre due settimane dalla tragedia del caicco partito da Smirne (in Turchia) il 22 febbraio alla volta dell'Italia, il mare Ionio ha restituito proprio oggi un altro corpo.