Pannelli fotovoltaici, stop ai vincoli da Firenze a Ragusa: "Il tabù è stato infranto"
di Luca FraioliPannelli fotovoltaici a poche decine di metri dalle ville medicee di Firenze, sui tetti di una delle capitali del barocco siciliano, nella città natale di Giotto. Forse anche questo è un modo per celebrare il paesaggio italiano, la cui "festa" ricorre oggi 14 marzo. Un paesaggio che, secondo alcuni, è sempre cambiato nel corso della storia e che oggi va, con rispetto, "rinnovato" per produrre energia verde. Sul fronte opposto, chi ritiene invece che pale eoliche e impianti solari su colline e tetti dei centri storici italiani siano uno scempio senza precedenti. E dunque, niente da festeggiare.
La polemica prosegue da anni. E non risparmierà di certo la Giornata nazionale del paesaggio, voluta dal ministero della Cultura per celebrare lo "skyline" italico. C'è chi auspica un nuovo approccio proprio da parte del ministero e dei suoi sovrintendenti, finora strenui oppositori agli impianti rinnovabili. Il ministro dell&…
Pannelli fotovoltaici a poche decine di metri dalle ville medicee di Firenze, sui tetti di una delle capitali del barocco siciliano, nella città natale di Giotto. Forse anche questo è un modo per celebrare il paesaggio italiano, la cui "festa" ricorre oggi 14 marzo. Un paesaggio che, secondo alcuni, è sempre cambiato nel corso della storia e che oggi va, con rispetto, "rinnovato" per produrre energia verde. Sul fronte opposto, chi ritiene invece che pale eoliche e impianti solari su colline e tetti dei centri storici italiani siano uno scempio senza precedenti. E dunque, niente da festeggiare.
La polemica prosegue da anni. E non risparmierà di certo la Giornata nazionale del paesaggio, voluta dal ministero della Cultura per celebrare lo "skyline" italico. C'è chi auspica un nuovo approccio proprio da parte del ministero e dei suoi sovrintendenti, finora strenui oppositori agli impianti rinnovabili. Il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin dice chiaramente che il suo collega di governo Gennaro Sangiuliano ci sta lavorando.
Nel frattempo, sui territori c'è chi ha deciso di procedere comunque, anche a costo di affrontare un estenuante braccio di ferro con i Beni culturali.
Il caso più eclatante è appunto quello di Firenze, dove la Giunta comunale ha deciso di tirare dritto, nonostante i pareri contrari della Soprintendenza, e di autorizzare l'installazione di pannelli anche nell'area delle ville medicee di Castello. Resterebbero invece off limits tutti gli edifici storici e quelli che ricadono nella zona della città patrimonio dell'Unesco. Ma la sovrintendente Antonella Ranaldi non retrocede: se anche verrà rimosso il divieto comunale, poiché la zona in questione è sottoposta a vincolo paesaggistico ogni singolo impianto dovrà essere sottoposto al parere della Soprintendenza.
Anche a Bologna l'amministrazione comunale si muove nella stessa direzione, eliminando i vincoli che impediscono l'installazione degli impianti fotovoltaici sugli edifici di valore storico-monumentale di propria competenza. Il progetto è di modificare la norma attuale, consentendo l'applicazione dei pannelli su tutti gli edifici, a eccezione di quelli vincolati dalla Sovrintendenza.
Tornando in Toscana, un altro centro storico si prepara ad accogliere sui suoi tetti i pannelli, questa volta con il benestare della Soprintendenza. Vicchio, in provincia di Firenze e nel cuore del Mugello, è famosa, tra l'altro, per aver dato i natali a Giotto. Quattro giorni fa la sua amministrazione comunale ha annunciato che "la Conferenza paesaggistica, composta da Regione e Soprintendenza, ha dato parere positivo alla variante urbanistica che estende la possibilità d'installazione di impianti fotovoltaici e solari nel centro storico". Con alcuni vicoli, primo fra tutti il colore: le celle fotovoltaiche dovranno essere "rosso cotto" per intonarsi ai tetti.
Infine Ragusa. Anche nel capoluogo siciliano, e in particolare nella sua parte più antica, quella Ibla che è uno dei gioielli del barocco siciliano, si potranno installare pannelli fotovoltaici. A certe condizioni, naturalmente: "...dovranno essere realizzati dello stesso colore della copertura o con superfici scure non riflettenti, in modo da determinare un impatto visivo assimilabile ai lucernari". E nella parte più pregiata della città, la cosiddetta "area Unesco", sarà possibile "installare, esclusivamente su terrazze e lastrici solari, impianti fotovoltaici e solari posizionati orizzontalmente e a pavimento di tipo calpestabile. La superficie dei panelli dovrà essere non riflettente e colorata in tono che si armonizzi con le coperture circostanti. In questa zona non sono ammessi impianti fotovoltaici e solari posizionati sul tetto a falde".
Dunque il tabù è stato infranto. E forse presto pannelli aggraziati e adattati alle caratteristiche dei centri storici ci sembreranno una cosa normale. D'altra parte, nei decenni passati ci siamo abituati a ben altre brutture: antenne paraboliche, condizionatori, ciminiere e acciaierie nel cuore delle città. Comunque la si pensi, tanti auguri caro paesaggio italiano.