Dietro alle ultime dichiarazioni dei ministri Crosetto e Tajani sui flussi migratori, sulla Libia e sul ruolo della Brigata Wagner in quel quadrante dell'Africa del Nord, c'è un'informativa della nostra intelligence. Arrivata sul tavolo del governo pochi giorni fa. Gli 007 italiani hanno raccolto i numeri delle partenze di barconi e gommoni dalle coste africane, li hanno analizzati, e hanno incrociato i dati con quanto riferito, in via confidenziale, da diverse fonti libiche e tunisine. Repubblica ne conosce il contenuto. Vi sono riportate con evidenza tre circostanze. La prima: la Tunisia, più della Libia, è il Paese da cui tuttora si parte di più. La seconda: i mercenari della Wagner controllano effettivamente i porti della Cirenaica da cui salpano i barchini, i russi lo consentono, ma le modalità con cui questo avviene è argomento di dibattito anche all'interno degli stessi Servizi. La terza: i trafficanti libici hanno monit…
Dietro alle ultime dichiarazioni dei ministri Crosetto e Tajani sui flussi migratori, sulla Libia e sul ruolo della Brigata Wagner in quel quadrante dell'Africa del Nord, c'è un'informativa della nostra intelligence. Arrivata sul tavolo del governo pochi giorni fa. Gli 007 italiani hanno raccolto i numeri delle partenze di barconi e gommoni dalle coste africane, li hanno analizzati, e hanno incrociato i dati con quanto riferito, in via confidenziale, da diverse fonti libiche e tunisine. Repubblica ne conosce il contenuto. Vi sono riportate con evidenza tre circostanze. La prima: la Tunisia, più della Libia, è il Paese da cui tuttora si parte di più. La seconda: i mercenari della Wagner controllano effettivamente i porti della Cirenaica da cui salpano i barchini, i russi lo consentono, ma le modalità con cui questo avviene è argomento di dibattito anche all'interno degli stessi Servizi. La terza: i trafficanti libici hanno monitorato la presenza nel Mediterraneo delle navi delle ong e l'hanno comunicata ai migranti come incentivo e (finta) garanzia che la traversata sarebbe stata breve e poco pericolosa.
L'allerta dei Servizi
Dunque, ripartiamo dalle parole di Crosetto. Il ministro della Difesa ha detto che "l'aumento esponenziale del fenomeno migratorio che parte dalle coste africane è anche, in misura non indifferente, parte di una strategia chiara di guerra ibrida che la Wagner sta attuando", venendo subito apostrofato da Evgeny Prigozhin, fondatore del gruppo dei mercenari al soldo di Putin, che lo ha insultato e respinto al mittente le accusa. L'allerta dei Servizi sulle possibili influenze russe in Cirenaica sui flussi migratori non è una novità: ne ha dato conto Repubblica lo scorso luglio, suscitando la reazione scomposta di Matteo Salvini, che allora bollò la notizia come "una comica". Ora che la "comica" è stata rivelata pubblicamente da due ministri del governo di cui fa parte, il leader della Lega tace nell'imbarazzo. E tuttavia, porre l'accento sulla Wagner, quando il problema più impellente - come dimostrano i numeri del 2023 - è la Tunisia (e comunque in tutto sono 20 mila sbarchi sulle coste italiane dall'inizio dell'anno, tre volte di più rispetto al 2022 ma gestibili e lontani dall''invasione' rappresentata dai salviniani), dimostra una volta di più la totale confusione in cui naviga il governo Meloni quando deve affrontare questo tema.
L'aumento dei flussi dalla Libia
Vediamo i fatti. Quest'estate l'intelligence ha rilevato un aumento delle partenze dalla Cirenaica, che è tuttora dominata dal generale Haftar grazie anche al supporto degli uomini della Wagner (alcuni dicono che in Libia ce ne siano cinquemila) che presidiano quattro basi militari nel territorio del governo non riconosciuto di Tobruk: Brak al Shati, Jufrah, Qardabiyah e Al-Khadim. Come detto, la questione è dibattuta. Ci sono infatti fonti libiche che hanno riferito ai nostri servizi segreti di interventi diretti dei militari russi presso i trafficanti affinché organizzino più viaggi e mandino un numero maggiore di gommoni e barconi verso l'Italia, così da mettere pressione al nostro Paese e all'Europa. Secondo altre fonti, invece, l'aumento delle partenze è causato solo indirettamente dalla Brigata Wagner, che per ordine di Prigozhin si starebbe disinteressando dell'aspetto sicurezza in quelle zone, lasciando campo libero a trafficanti e scafisti. Cosa che invece avevano sempre fatto prima dello scoppio della guerra in Ucraina. Dunque: da almeno un anno sono ripresi i flussi dalla Libia, anche dalle zone controllate dalla Wagner. Ma l'aumento, dimostrano i dati, non c'è stato certo oggi.
Tunisia fuori controllo
Anzi. Al momento dalla Libia arrivano poco più del 30 per cento dei migranti che sbarcano in Italia. La metà di quelli che invece si imbarcano in Tunisia. Nello stesso periodo dello scorso anno i numeri erano più che capovolti: 70 per cento dalla Libia, 20 dalla Tunisia. A conferma che se un'emergenza esiste, bisogna vedere non in direzione di Tripoli. Lo spiegano bene i nostri Servizi spiegando che, dalle parti di Tunisi la situazione è tanto fuori controllo, che i migranti partono da ogni angolo del paese: da Kelibia o Hergla, a nord del Paese, in direzione della costa di Trapani o Agrigento. Passando per la zona centro meridionale (Chebba, La louza, El Amra, Zarzis) dove i barchini fanno invece rotta verso Lampedusa.