VENEZIA - È un capolavoro del cinema neorealista ma per Marcon, un Comune veneziano di 18 mila abitanti, la scelta di proiettarlo nell'auditorium del paese "in questo momento non è in linea con il programma culturale di mandato". Con questa motivazione la sezione locale dell'Anpi si è vista negare dalla giunta di centrodestra il patrocinio alla proiezione di Roma città aperta di Roberto Rossellini, in programma sabato 18 marzo all'auditorium De André.
Vuol dire che la serata si terrà ma che gli organizzatori dovranno pagare la tariffa di 92 euro per l'affitto della sala solitamente concessa gratuitamente alle associazioni. "Il problema non sono certo i soldi", spiega Filippo Nappi, presidente locale dell'Anpi, "ma il gesto, le motivazioni. Che vuol dire che Roma Città aperta non è linea con la programmazione culturale? Non ha senso, è uno dei film italiani più famosi al mondo, un capolavoro assoluto".
Il racconto dell'occupazione tedesca di Roma durante la Resistenza capitolina, quella scena di Anna Magnani, nei panni della popolana Pina, che muore sotto i colpi delle raffiche di mitra mentre il fidanzato Francesco viene portato via dai tedeschi. Fotogrammi entrati nella storia del Cinema ma che non meritano il patrocinio del Comune per volontà del sindaco, Matteo Romanello, un ex leghista ora vicino a Fratelli d'Italia, e della sua giunta.
Non è il primo inciampo di questo tipo per Romanello. Nei mesi scorsi aveva ingaggiato una battaglia, perdendola, con il Consiglio d'Istituto della scuola Malipiero che aveva confermato la scelta, nonostante il comune si fosse messo di traverso in tutti i modi, di intitolare la scuola elementare alla staffetta partigiana Tina Anselmi, deputata Dc, prima donna ministro, presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2.
E dopo il caso Anselmi ora scoppia il caso Rossellini. Tuttavia questa volta le premesse erano diverse. Era stata infatti la vicesindaca Carolina Misserotti a invitare l'Anpi locale e le altre associazioni promotrici della proiezione (Spi Cgil, gruppo Bella Ciao e Cinit) a presentare domanda per il patrocinio, anche per cercare di ricucire un dialogo con l'associazione dei partigiani, dopo che negli scorsi c'erano stati alcuni attriti.
E invece la giunta, per volontà del sindaco, ha detto di no: proiezione non in linea. Il sindaco Romanello dice di "non avere nulla da dichiarare, anzi ringrazio per la pubblicità". Questa mattina, 16 marzo, ha pubblicato su Facebook un post con una card in cui scrive "continuano le medaglie per l'amministrazione comunale", che pare un riferimento alla vicenda. Di sicuro il caso farà discutere. Ed è già arrivato in parlamento. "Visto che parliamo di cinema, si potrebbe dire che il sindaco di Marcon ha vinto l'Oscar del revisionismo", commenta il deputato di Articolo 1, Arturo Scotto, che ha depositato un'interrogazione al ministero dell'Interno, ritenendo che il comportamento del Comune sia "diseducativo" poiché l'amministrazione si "pone contro la proiezione di una pellicola che parla del periodo della Resistenza".