La terapia che protegge dal contagio chi ha rapporti sessuali con un sieropositivo all'Hiv potrebbe finalmente diventare gratuita anche in Italia. Da domani e per tre giorni si riunirà il Cpr di Aifa, cioè il Comitato prezzi e rimborsi dell'Agenzia del farmaco, e nell'ordine del giorno si prevede anche di parlare di medicinali a base di emtricitabina e tenofovir disoproxil, cioè quelli utilizzati per la cosiddetta Prep, la profilassi pre-esposizione. Oggi chi li assume paga tra i 50 e i 60 euro a confezione, a seconda che si tratti del prodotto di marca, il Truvada, oppure di un generico.
Se la questione è arrivata al Cpr, che si occupa appunto di stabilire i prezzi dei medicinali e li tratta con le aziende produttrici, significa che l'altra commissione dell'Agenzia del farmaco, quella tecnico scientifica e cioè la Cts, ha già dato il via libera al rimborso. È infatti quest'ultima ad occuparsi, oltre che dell…
La terapia che protegge dal contagio chi ha rapporti sessuali con un sieropositivo all'Hiv potrebbe finalmente diventare gratuita anche in Italia. Da domani e per tre giorni si riunirà il Cpr di Aifa, cioè il Comitato prezzi e rimborsi dell'Agenzia del farmaco, e nell'ordine del giorno si prevede anche di parlare di medicinali a base di emtricitabina e tenofovir disoproxil, cioè quelli utilizzati per la cosiddetta Prep, la profilassi pre-esposizione. Oggi chi li assume paga tra i 50 e i 60 euro a confezione, a seconda che si tratti del prodotto di marca, il Truvada, oppure di un generico.
Se la questione è arrivata al Cpr, che si occupa appunto di stabilire i prezzi dei medicinali e li tratta con le aziende produttrici, significa che l'altra commissione dell'Agenzia del farmaco, quella tecnico scientifica e cioè la Cts, ha già dato il via libera al rimborso. È infatti quest'ultima ad occuparsi, oltre che dell'approvazione, delle modifiche delle indicazioni e dei criteri di rimborsabilità dei farmaci. Se ritiene che un cambiamento vada fatto, tocca poi alla Cpr chiudere la partita stabilendo i costi a carico del sistema pubblico. La decisione di politica del farmaco è stata quindi presa: i farmaci possono essere gratuiti, dietro ricetta. Resta l'incognita dell'accordo con le aziende private che in teoria potrebbero anche non accettare il prezzo di Aifa. Bisogna però tenere conto che i produttori sono tanti, visto che il medicinale ha il brevetto scaduto, ed è difficile che nessuno collabori.
"Ad usare la Prep oggi sono soprattutto coloro che si infettano di più, cioè gli uomini che fanno sesso con uomini, ma la possono richiedere anche persone eterosessuali se ritengono di rischiare il contagio", spiega Valeria Calvino, vicepresidente di Anlaids. Le associazioni che si occupano di Aids ma anche dei diritti delle persone lgbtq+ da tempo chiedono che la Prep sia gratuita in Italia. Praticamente dal 2016, quando Ema, l'agenzia del farmaco europea, l'ha approvata anche nel nostro continente. Altri Paesi, come la Francia e la Germania, non la fanno pagare. Secondo una recente ricognizione di Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, sono 23 su 55 i Paesi nei quali è rimborsata dal sistema sanitario.
Oggi in Italia ci sono degli ambulatori per la prescrizione della Prep. "Si trovano nei reparti di malattie infettive - dice sempre Calvino - La terapia infatti deve essere prescritta da un infettivologo. L'idea è quella della presa in carico. Perché chi fa la profilassi si protegge da una malattia sessualmente trasmissibile, cioè l'Aids, però può prendere altre patologie. Quindi prima della prescrizione si fanno esami di controllo, anche per vedere se si rischiano effetti collaterali, e accertamenti vengono ripetuti dopo un po' di tempo". Il senso della Prep è quello di proteggere chi ha rapporti sessuali potenzialmente a rischio. Il farmaco può essere preso, spiega il sito prepinfo.it al quale fanno riferimento le associazioni, continuativamente oppure al bisogno. In questo caso "è però importante rispettare l'assunzione: due pillole in una volta sola prima del sesso e altre due dopo 24 e 48 ore dalle prime".
Calvino spiega: "Come associazioni abbiamo caldeggiato, anche al ministero alla Salute, la gratuità della prevenzione. Sono 40 anni che l'Hiv circola e se bastasse il preservativo per contrastarla non si infetterebbe nessuno da tempo. Evidentemente ci sono persone che hanno problemi con quel tipo di anticoncezionale e devono usare la Prep. Che è giusto sia gratuita".