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Per l'eredità di Joseph Ratzinger spuntano nuovi cugini. Il suo esecutore testamentario: "Ho dovuto bruciare tutte le sue lettere"

Monsignor Georg Gaenswein (ansa)
Lo riferisce monsignor Georg Gaenswein, da sempre vicinissimo al Papa emerito: si tratta delle ultime somme liquide la lui lasciate. Francesco non ha ancora deciso la destinazione del segretario particolare
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Per l'eredità di Joseph Ratzinger spuntano nuovi cugini. Lo ha rivelato il segretario particolare di Benedetto XVI, monsignor Georg Gaenswein. "Io pensavo che avesse due parenti, due cugini, ma sono cinque cugini", ha dichiarato l'arcivescovo tedesco nel corso di una messa che ha celebrato domenica a Roma. "Ora per la legge devo scrivere ai cugini che sono i parenti più vicini, e devo dire anche per legge, accettate l'eredità o non l'accettate?", ha spiegato. 

Si tratterà delle ultime somme liquide lasciate da Benedetto XVI: "Se rimane qualcosa sul conto: alla fin fine sarebbe questo", ha spiegato Gaenswein. Se il testamento spirituale è stato pubblicato dal Vaticano nei giorni della sua morte, le cose personali del Papa emerito "sono quasi tutte da regalare". Mentre "non sono cose che riguardano il copyright: ciò che c'entra con i libri, ciò che c'entr…

Per l'eredità di Joseph Ratzinger spuntano nuovi cugini. Lo ha rivelato il segretario particolare di Benedetto XVI, monsignor Georg Gaenswein. "Io pensavo che avesse due parenti, due cugini, ma sono cinque cugini", ha dichiarato l'arcivescovo tedesco nel corso di una messa che ha celebrato domenica a Roma. "Ora per la legge devo scrivere ai cugini che sono i parenti più vicini, e devo dire anche per legge, accettate l'eredità o non l'accettate?", ha spiegato. 

Si tratterà delle ultime somme liquide lasciate da Benedetto XVI: "Se rimane qualcosa sul conto: alla fin fine sarebbe questo", ha spiegato Gaenswein. Se il testamento spirituale è stato pubblicato dal Vaticano nei giorni della sua morte, le cose personali del Papa emerito "sono quasi tutte da regalare". Mentre "non sono cose che riguardano il copyright: ciò che c'entra con i libri, ciò che c'entra con il suo lavoro intellettuale è già tutto chiarito", ha puntualizzato il segretario particolare di Benedetto XVI. Una parte delle somme dei diritti d'autore, in particolare, è destinata alla "Fondazione vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI", fondata nel 2010.

Lettere bruciate

Quanto alle lettere private, già al momento della scomparsa del Papa emerito monsignor Gaenswein riferì di averle bruciate su indicazione dello stesso Ratzinger. "Un peccato? Sì, anche io glielo dissi ma lui mi ha dato questa indicazione: nessuna scappatoia", ha detto Gaenswein. Scritti inediti non ne sono rimasti, "io non ho più niente in mano, l'ultimo testo è "Che cosa è il cristianesimo".

Monsignor Gaenswein domenica si è recato nella parrocchia di Santa Maria Consolatrice, a Casal Bertone, nel quadro dell'esecuzione del lascito testamentario del Pontefice tedesco. Il quale, infatti, aveva disposto di donare una sua preziosa talare alla chiesa romana di cui da cardinale era titolare.

Un futuro indefinito

A conclusione della messa, l'arcivescovo è anche tornato sulle polemiche seguite alle sue esternazioni nel frangente della morte di Benedetto XVI, sostenendo di essere stato vittima di "fake news".

Quanto al suo futuro, Gaenswein ha confermato, come aveva già detto in un recente viaggio in Germania per promovere il suo libro di memorie, di non sapere ancora cosa abbia in mente il Papa. Francesco lo convocò, infatti, una prima volta pochi giorni dopo i funerali del Papa emerito, e poi nuovamente alcune settimane fa. "Abbiamo avuto un colloquio paterno, di circa 25, 30 minuti, l'ho messo al corrente delle pratiche testamentarie, ci vorranno ancora almeno tre settimane. Su di me, lui ha detto che non ha ancora deciso, c'è un po' di tempo per riflettere", ha riferito Gaenswein. Secondo il quale, "la Chiesa cattolica è grande geograficamente ma anche culturalmente".