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I sindaci ribelli che a Padova e Mira registrano i figli di coppie omogenitoriali: "Mi metto nei panni dei bimbi"

Disegni dei figli di coppie omosessuali davanti al presidio contro lo stop alle trascrizioni dei figli nati all'estero da coppie omogenitoriali del 17 marzo a Milano  (ansa)
"Noi ci muoviamo rispettando le norme. E poi questi bambini esistono, vanno a scuola e hanno una vita. Perché non riconoscere i loro genitori?"
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Il destino di tanti bambini figli di coppie omogenitoriali è appeso ai cavilli giuridici nascosti nella circolare sulla sentenza della Corte di Cassazione, inviata lo scorso 19 gennaio dal governo alle prefetture d'Italia e da qui ai Comuni.

Si parla di cavilli giuridici perché la circolare fa riferimento a un caso specifico, ovvero quello di due papà che in Canada hanno fatto ricorso legalmente alla gestazione per altri e sono stati registrati come genitori. La sentenza della Corte di Cassazione blocca di fatto in Italia la trascrizione come genitori dei casi in cui appare evidente che si sia fatto ricorso a questa procedura, riconosciuta in diversi Stati, ma in Italia illegale.

L'interpre…

Il destino di tanti bambini figli di coppie omogenitoriali è appeso ai cavilli giuridici nascosti nella circolare sulla sentenza della Corte di Cassazione, inviata lo scorso 19 gennaio dal governo alle prefetture d'Italia e da qui ai Comuni.

Si parla di cavilli giuridici perché la circolare fa riferimento a un caso specifico, ovvero quello di due papà che in Canada hanno fatto ricorso legalmente alla gestazione per altri e sono stati registrati come genitori. La sentenza della Corte di Cassazione blocca di fatto in Italia la trascrizione come genitori dei casi in cui appare evidente che si sia fatto ricorso a questa procedura, riconosciuta in diversi Stati, ma in Italia illegale.

L'interpretazione della circolare però lascia aperti alcuni interrogativi: come comportarsi nel caso dei figli di due mamme? Un altro punto spinoso è quello che riguarda le coppie etero che hanno fatto ricorso all'estero alla gestazione per altri, ma che poi sono stati trascritti come genitori. In questo caso, non essendo dimostrabile il ricorso alla gestazione per altri, tali coppie non verrebbero toccate dalla sentenza. Questo però potrebbe implicare una discriminazione indiretta, che mira a colpire soltanto le coppie formate da due papà.

I casi di Padova e Venezia

In questi giorni i prefetti stanno cercando di capire il da farsi. In alcuni casi, come a Padova, nei prossimi giorni il prefetto Raffaele Grassi incontrerà il sindaco Sergio Giordani che, fino a oggi, ha sempre registrato i figli di coppie formate da due mamme, come ha fatto Marco Dori, primo cittadino di Mira, un paese nel veneziano. Entrambi dichiarano di aver sempre agito nel rispetto e nella tutela del minore che non deve pagare posizioni politiche e deve avere gli stessi diritti di tutti i bambini.

"La registrazione è nella norma"

"Sul tema della registrazione all'anagrafe delle figlie e dei figli di coppie omogenitoriali, per quanto ci riguarda di due mamme, sono convinto che Padova e il sottoscritto si muovano nell'ambito delle norme", ha detto Giordani, eletto nella civica Giordani Sindaco, lista sostenuta da molte realtà, incluso il Pd. "Su questo sono pronto e disponibile a confrontarmi con la consueta lealtà istituzionale e collaborare con la Prefettura. Si tratta di un tema che non dovrebbe essere piegato a battaglie ideologiche e rispetto al quale esiste un serio vuoto normativo. I sindaci sono chiamati ad agire con buon senso per tutelare la dignità delle bambine e dei bambini e i loro diritti fondamentali, evitando così di generare gravi discriminazioni". 

Il "monitoraggio" del prefetto

Il prefetto di Padova incontrerà il sindaco nell'ambito del monitoraggio richiesto dalla circolare. Una volta ricevuta, Grassi ha richiamato tutti i primi cittadini del padovano per verificare se viene o no rispettata l'interpetazione della Corte di Cassazione. In pratica si procederà a controllare che le trascrizioni effettuate siano state effettuate correttamente, ma concentrandosi sul focus della circolare. Di fatto sembra quindi che l'attenzione sia soprattutto sui casi di due papà che evidentemente hanno fatto ricorso alla gestazione per altri. Non si hanno ancora disposizioni chiare sui figli delle coppie formate da due mamme, dato che in quel caso una delle due risulta madre biologica. 

"Mi metto nei panni dei bimbi"

Per adesso il neo prefetto di Venezia Michele Di Bari non ha convocato nessun sindaco e sta procedendo nel verificare se ci siano casi e quali nel Veneziano per poi eventualmente contattare i primi cittadini. "Quando mi sono ritrovato a registrare i figli di due mamme l'ho fatto", spiega Dori, eletto nella lista civica Dori Sindaco. "Noi sindaci siamo un'istituzione di frontiera perché siamo molto più a contatto con la realtà e quindi ci troviamo spesso a dare una risposta immediata anche quando dovrebbe arrivare dall'alto e non c'è". Dal 2017 non sono molti i casi che gli sono capitati, ma ogni volta Dori racconta di essersi messo nei panni del bambino e dei genitori. "Se non fossero stati registrati come figli di due genitori, questi bambini avrebbero rischiato di non avere accesso ai diritti fondamentali, come la cura parentale", prosegue. "Trovo assurdo che in un Paese dove è legittimamente consentito il cambio di sesso, non si accetti poi una realtà altrettanto vera. Questi bambini esistono, vanno a scuola e hanno una vita. Perché non riconoscere i loro genitori?". 

Il ruolo dei prefetti

I prefetti sono chiamati a monitorare la situazione perché hanno una vigilanza sul sindaco in quanto ufficiale di Stato, ma non hanno un potere di intervento sostitutivo. Qualora non fosse rispettata la circolare il prefetto può segnalarlo all'autorità giudiziaria che potrebbe avviare un'azione civile. In questo caso un giudice civile potrebbe emettere una sentenza che ordina all'ufficiale civile di cancellare l'atto di registrazione. Insomma, appare evidente come si possano aprire le porte di percorsi giuridici tortuosi i cui esiti ricadrebbero in primis sui bambini.