Cutro, Frontex scarica l'Italia: "La rilevazione termica su quella barca segnalava qualcosa di strano. Le autorità italiane dovevano decidere come intervenire"
"Noi abbiamo condiviso con il Centro di coordinamento in tempo reale le immagini che vedevamo: un'imbarcazione che in quel momento non era in pericolo ma che sollevava interrogativi. Ed è quello che abbiamo trasmesso alle autorità italiane assolvendo al nostro compito della segnalazione. La decisione se fare intervenire la Guardia di finanza o istituire un'operazione Sar spettava a loro".
A tre settimane dal naufragio di Cutro interviene per la prima volta il nuovo direttore dell'Agenzia europea per la difesa dei confini, Hans Leijtens, e conferma che su quel caicco ripreso dall'aereo Eagle 1 di Frontex potevano esserci migranti. Un'ipotesi che avrebbe dovuto essere valutata dall'Italia con le conseguenti decisioni operative sul…
"Noi abbiamo condiviso con il Centro di coordinamento in tempo reale le immagini che vedevamo: un'imbarcazione che in quel momento non era in pericolo ma che sollevava interrogativi. Ed è quello che abbiamo trasmesso alle autorità italiane assolvendo al nostro compito della segnalazione. La decisione se fare intervenire la Guardia di finanza o istituire un'operazione Sar spettava a loro".
A tre settimane dal naufragio di Cutro interviene per la prima volta il nuovo direttore dell'Agenzia europea per la difesa dei confini, Hans Leijtens, e conferma che su quel caicco ripreso dall'aereo Eagle 1 di Frontex potevano esserci migranti. Un'ipotesi che avrebbe dovuto essere valutata dall'Italia con le conseguenti decisioni operative sull'intervento. "Poteva trattarsi sia di un'operazione per migranti che di polizia - ha sottolineato Leijtens in audizione alla commissione Libe del parlamento europeo -. In quel caso hanno deciso di inviare due motovedette della Guardia di finanza. Ma la decisione spettava a loro, non possiamo dire noi agli Stati che intervento fare", ha spiegato. "Noi abbiamo segnalato quello che si vedeva: una persona sul ponte e tracce termiche sottocoperta e ciò dava l'impressione di qualcosa di strano".
Parole che di certo non sostengono la tesi ribadita ancora oggi in Parlamento dalla premier Meloni secondo la quale tutto ciò che poteva essere fatto è stato fatto per l'imbarcazione poi naufragata sulla secca di Cutro. Nelle ricostruzioni ufficiali del governo non compare mai la parola "migranti", come se le indicazioni arrivate da Frontex non fossero sufficienti ad ipotizzare che sulla barca intercettata a 40 miglia dalle coste calabresi, ci fossero immigrati. Ma un brogliaccio agli atti della relazione di servizio della Guardia di finanza sulla notte dei soccorsi rivela che l'ufficiale di turno quella notte alla sala operativa riportò la dicitura "natante con migranti" che da sola avrebbe dovuto far scattare un'operazione di soccorso e non di polizia. E ora anche il direttore di Frontex conferma che su quella barca potevano esserci migranti e che la rilevazione termica lasciava supporre "qualcosa di strano".